Dalle Dolomiti bellunesi alle lagune venete, la Venetia è un ambito geografico fortemente variegato per tipologie ambientali. A nord è caratterizzata da zone montuose e collinari, attraversate da valli, corsi d’acqua e laghi, mentre l’area centro – meridionale è occupata da ampie pianure bonificate sino alla costa sabbiosa, con fiumi a regime fluviale e torrentizio che l’uomo nel corso dei millenni ha cercato di regimentare. Nel corso dei secoli la Venetia è stata interessata da cambiamenti sociali molto dinamici, con diffuse stratificazioni di poteri locali e territoriali. Con il sorgere di castelli e fortificazioni.
Tra castelli e mappe

In tale contesto storico, il paesaggio ha assunto una caratteristica militarizzata sin dalla protostoria con la nascita dei castellieri, villaggi fortificati del I millennio a.C. durante la transizione tra età del Bronzo finale e l’età del Ferro Antico. Con l’età classica la pax romana affianca, ad una bonifica dei suoli e ad una rete stradale ramificata, la fondazione di nuovi insediamenti, i più notevoli dotati di sistema fortificato. In età tardoantica il territorio è funestato da perpetue incursioni di eserciti stranieri che spingono ad una militarizzazione delle strade, dei punti di controllo e degli insediamenti che saranno caratteristica dominante del millennio successivo, fino a quando nel Cinquecento la polvere da sparo non rivoluzionerà le tecniche di guerra.
Zanchetta e l’atlante dei castelli

Il processo d’incastellamento è l’aspetto più evidente di questo cambiamento, che si evidenzia come una sorta di vera koinè culturale e iconografica di questo paesaggio fortemente antropizzato. A questo mondo ancora da esplorare è dedicato il libro di Michele Zanchetta “Atlante dei castelli tra Piave e Livenza” (Vittorio Veneto, ed. De Bastiani, 2021, pp. 400).
l volume raccoglie, dopo una variegata introduzione storico-territoriale, le schede di 349 siti fortificati dalla protostoria all’età postmedievale. Conclude l’opera un’analisi statistica ed evolutiva dell’incastellamento, corredata da una nutrita bibliografia di oltre mille fonti.
Un’opera per la scuola e non solo per addetti ai lavori

Non è nuovo Michele Zanchetta a questo tipo di lavori. E proprio l’autore ha spiegato l’obiettivo dell’opera: “Un libro che potrà essere adottato da qualsiasi scuola. E’ utile per la conoscenza, è stato scritto con criteri scientifici nel senso che ogni scheda è corredata da un apparato bibliografico approfondito con note a fondo pagina e fonti storiche. Possiede una veste grafica accattivante con oltre 500 foto, disegni, piante, dipinti oltre a mappe tematiche che servono a guidare nella lettura e far comprendere meglio. Ho lavorato affinchè possa essere letto dal bambino e dall’anziano”.
I castelli simbolo del Veneto

Zanchetta ha concluso: “amo definire il nostro territorio caratterizzato da una koinè culturale. L’incastellamento è una delle forme di riconoscimento del nostro territorio, proviamo a pensare alle città murate, ai castelli e alle torri che ho analizzato. Non ultime le ultime le piccole cortine difensive , le cerche questo genere di insediamento legati a difendere qualcosa”.
Scheda dell’autore

Michele Zanchetta, nato a Conegliano (TV), ha conseguito la laurea in lettere a Padova con tesi sull’incastellamento dal tardoantico al medioevo tra Piave e Livenza. Da anni lavora come archeologo nel Triveneto, svolgendo anche attività didattica e culturale con associazioni locali. Ha pubblicato “Il castello di Conegliano”, le schede del Veneto per la “Guida ai castelli e alle città fortificate” e numerosi scavi in “Tutela dei Beni Culturali in Alto Adige”.
Nel 2016 ha partecipato alla pubblicazione de “Fortezze e baluardi veneziani”, censendo le principali fortezze delle Serenissima in Italia e nel Mediterraneo. Per il nuovo libro ha lavorato molti anni nei quali ha indagato 349 siti fortificati dalle Dolomiti bellunesi alle lagune venete. E’ membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Nazionale Archeologi e del Direttivo regionale del Veneto dell’Istituto Italiano Castelli.












































































