Addio a Pippo Marchioro l’allenatore di calcio che inventò la “Zona”. Aveva 90 anni. E’ stato con lui in panchina che il Cesena per l’unica volta nella storia ha assaporato una Coppa Europea. E si deve a lui anche la prima volta della Reggiana in serie A dando spettacolo.
Ebbe anche il flop rossonero col Milan: forse voleva imbrigliare Gianni Rivera dentro il suo schema, non erano tempi in cui un allenatore aveva il potere di condizionare anche i campioni. Ma forse era e resta sbagliato mettere le briglie al talento per spingerlo a fare quello che potrebbe fare un giocatore buono ma non furiclasse. Il calcio deve lasciare spazio e libertà al campione.
Esoneri e promozioni, il legame col vice William Vecchi portiere solido di grandi squadre, come il Milan. Poi vecchi seguirà Ancelotti vincendo tanto.
Lido di Camaiore e Cesena i luoghi del cuore di Pippo Marchioro

Nella vecchia fotografia in bianco e nero vedete la presentazione di Giuseppe Marchioro a Reggio Emilia. Era il 1988. Alla sua destra un dirigente Transcoop, Fantuzzi, che all’epoca aveva quote societarie. Alla sua sinistra Bonacini, che poi sarebbe divento il mentore di Andrea Silenzi, il presidente Ermete Fiaccadori, scomparso da poco, e il presidente della prima serie A, Gianfranco Morini, di Reggiolo, altro scomparso.
Fra i giornalisti, Wainer Magnani, da Poviglio, 31 anni, all’epoca, e Armando Cocconcelli, 48 anni, firma de L’Unità, da Reggio, assieme al gemello Luigi. Al Cocconcelli era la loro firma, caso unico nella storia del giornalismo. In piedi, Gianni Santandrea, oggi 72 anni, grintosissimo fotografo. (immagine dal facebook di Wainer Magnani).
Chi era Pippo Marchioro

Era nato nel 1936 a Milano nel quartiere di Affori quello di una famosa canzone “Il tamburo della banda d’Affori” censurata dal fascismo perché giudicata contro la guerra. Già da bambino mostrava qualità per i calcio, giocava da centravanti o da mezzala, lo prese il Milan e in rossonero vinse il Torneo di Viareggio, lo scudetto dei giovani.
Ma i suoi ruoli nel Milan erano ormai chiusi da stranieri di nome, così iniziò a girare tra squadre di C e di B, dal Parma alla Pro Patria, al Varese, al Catanzaro dove nel 1964 conquista con un suo gol la Coppa Italia della serie B.
Pippo Marchioro allenatore
Smette di giocare a 32 anni nel 1968 per dedicarsi alla carriera di allenatore e ha come primi maestri Liedholm e Radice. Una carriera che lo porta spesso in alto con successi anche sorprendenti: parte dal Monza e poi Alessandria, Como, Cesena, Milan, Avellino, Reggiana, Foggia, anche il Venezia di Zamparini nel 1995. Vince la promozione in A col Como, quella in B col Barletta, porta il Cesena in A e poi sino a un posto in una Coppa Europea. Prende la Reggiana in C1 e in sei stagioni la porta alla serie A. Smette di allenare a Trieste a 60 anni. Resta la soddisfazione a Foggia di aver giocato in amichevole col Real Madrid , perdendo ma mettendo in serie difficoltà la squadra più forte d’Europa. I giornali spagnoli elogiarono il gioco dei rossoneri foggiani e parlarono della “zona” di Mister Pippo. Era anche quella la sua rivincita.
Pippo Marchioro viveva tra Lido di Camaiore, provincia di Lucca, in Toscana, e Cesena, Forlì, i suoi luoghi del cuore. Oltre allo stadio Mirabello
La nostra videogallery stavolta non è smisurata.
Lo coinvolgemmo 5 anni fa, dopo Reggiana-Spal 1-2, con il ritorno in serie C dei granata, dopo la promozione e la mancata salvezza, con Massimiliano Alvini, poi in serie A con la Cremonese, esonerato, e adesso con il Frosinone, promosso.
Qui inquadriamo Telereggio, la trasmissione di amarcord condotta da Margherita Grassi, a lungo anche firma de Il Corriere di Bologna
Il covid fu fatale anche ad alcuni sportivi, anche a un allenatore che si affacciò anche in serie A, con il Como, promosso dalla serie C, addirittura, con Enrico Preziosi presidente, e con l’Udinese, in tandem con Roberto Nestor Sensini.
Parliamo di Loris Dominissini, friulano, detto il legionario, da Ezio Fanticini, per 45 e passa anni firma de La Gazzetta dello sport, dalla nostra città, e capo dello sport de Il Resto del Carlino, redazione provinciale.
Infine disturbammo Pippo quasi un anno fa, con il decesso di Giuliano Gilioli, padre di Silvia, a lungo compagno di bocce di Marchioro, loro hobby preferito. A 89 anni, l’ex allenatore non lo ricordava. A una tra i fratelli Gilioli, di mi suocero, appunto, nei primi anni ’90, andai anch’io, con Marchioro e, forse, non ricordo bene, anche Renzo Corni.
Chissà se giocherà a bocce con i grandi allenatori della storia, Nereo Rocco, di cui sarebbe dovuto essere erede, al Milan, e Loris Dominissini, di fatto il suo capitano non giocatore. E poi i grandi zonisti, Liedholm, Catuzzi. E i grandi innovatori come Rinus Michels, dell’Ajax di Amsterdam e dell’Olanda.














































































Vorrei leggere un articolo di Vanni Zagnoli su Mark Lenders alla Reggiana