UIA – Università Internazionale dell’Arte ospita il 9 e 10 luglio 2026 (all that) Remains, una mostra accompagnata da un palinsesto culturale dedicato al rapporto tra restauro e memoria nei territori segnati dai conflitti contemporanei. Curato dai team Event, Exhibition e Project Management per la Cultura del percorso Culture Makers Venezia 2025/2026, il progetto mette in dialogo le opere di Mosaab J. M. Abusal e Hannes Egger con un programma di incontri e attività partecipative composto da un talk, un reading corner e un’azione aperta al pubblico.
Cosa resta dopo la distruzione? Che cosa sopravvive quando della materia rimane soltanto una traccia? E quale ruolo può assumere il restauro quando gli edifici non vengono degradati dal tempo, ma cancellati dalla violenza della guerra?
(all that) Remains risponde alle domante

Da tali domande prende forma (all that) Remains, un progetto culturale che trasforma gli spazi di UIA in un luogo di confronto sui temi della memoria, della perdita e della ricostruzione. Attraverso opere, testimonianze e azioni condivise, il progetto riflette sul rapporto tra presenza e assenza, interrogando ciò che continua a esistere quando la materia scompare ma la memoria permane.
In un momento storico in cui, in diverse aree del mondo, i luoghi dell’abitare vengono distrutti dai conflitti armati, anche il restauro è chiamato a confrontarsi con nuove responsabilità. Quando la perdita investe non soltanto gli edifici, ma anche le comunità che li abitano, la conservazione non può limitarsi alla materia: è chiamata a interrogarsi sul valore della memoria, della testimonianza e della trasmissione culturale.
(all that) Remains, il significato

All’interno di una scuola di restauro, questa riflessione assume un significato particolare. Fin dalla sua fondazione, UIA si definisce «un’istituzione libera e autonoma, sperimentale e attiva nella formazione di studiosi, esperti e tecnici dedicati alla conservazione e alla trasmissione dei beni artistici, in un contesto di consapevolezza culturale e sociale».
Il progetto sceglie così di soffermarsi su un momento raramente osservato: quello che segue la distruzione e precede la ricostruzione. Un tempo di sospensione, in cui non è ancora possibile intervenire materialmente e in cui l’atto della cura prende forma attraverso l’osservazione, l’ascolto e il riconoscimento della perdita.
La mostra


Il cuore del progetto è la mostra che mette in dialogo le ricerche di Mosaab J. M. Abusal e Hannes Egger, due artisti che affrontano, da prospettive differenti, i temi della memoria, del conflitto e delle testimonianze materiali e immateriali che ne derivano.
Il percorso espositivo prende avvio dal magazzino, dove sono custoditi i materiali e gli strumenti della scuola di restauro: uno spazio normalmente destinato alla conservazione diventa il punto di partenza per una riflessione su ciò che resta dopo la distruzione e sul ruolo del restauro di fronte a tale perdita.
Gli artisti

Originario di Gaza, Mosaab J. M. Abusal sviluppa una ricerca che intreccia la memoria personale e quella collettiva attraverso il disegno. Le sue opere, originariamente destinate alla mostra, sono state distrutte durante il conflitto, ma proprio la loro assenza diventa parte integrante del progetto espositivo. Al loro posto, una proiezione fotografica ne restituisce la presenza attraverso l’immagine. La proiezione diventa così la traccia di qualcosa che non c’è più, rendendo visibile la tensione tra assenza e presenza.

Hannes Egger opera, invece, attraverso pratiche concettuali e partecipative che pongono il visitatore al centro dell’esperienza. Per (all that) Remains realizza un’opera site-specific, utilizzando polvere proveniente da un’abitazione privata distrutta durante il conflitto in Ucraina. Questa materia, quasi impalpabile, diventa testimonianza della perdita e invita il pubblico a confrontarsi fisicamente con ciò che resta della distruzione.
(all that) Remains e UIA

L’allestimento si sviluppa nell’atrio centrale dell’UIA, che si trasforma in un paesaggio sospeso di teli, richiamando le tende dei campi profughi, le lenzuola che coprono i corpi e i teloni utilizzati per proteggere le opere d’arte durante i restauri o i trasferimenti. Questi materiali rievocano la protezione, ma anche il lutto, diventando tracce spettrali di un’assenza – la forma di ciò che non c’è più.
Informazioni

Titolo: (all that) Remains
Date: 9 – 10 luglio 2026
Luogo: UIA – Università Internazionale dell’Arte, Villa Hériot, Venezia
Orari: 9 luglio ore 18:00-21:00 I 10 luglio ore 15:00-18:00
Ingresso: gratuito
A cura di: team Event, Exhibition e Project Management per la cultura – Culture Makers Venezia 2025/2026
UIA – UNIVERSITÀ INTERNAZIONALE DELL’ARTE
VILLA HÉRIOTCALLE MICHELANGELO, 54/P
30133 / GIUDECCA
VENEZIA — ITALIA













































































