La stagione del Padova in Serie B ha calato il sipario e con essa è finita anche l’avventura di Roberto Breda sulla panchina biancoscudata. Il tecnico trevigiano era arrivato a marzo in una situazione complicata, aveva fatto il suo con discrezione e professionalità, poi alla cena di fine anno ha salutato tutti con un sorriso e una battuta: “La vita va avanti lo stesso.” Nessun rancore, nessuna polemica. Solo un arrivederci che sapeva già di addio definitivo.
Il Padova guarda avanti

Adesso il Padova guarda avanti e lo fa con ambizioni diverse rispetto al passato. Il direttore sportivo Mirabelli, che già in inverno aveva provato a portare in Veneto Guido Pagliuca senza riuscirci per via di un contratto che lo legava all’Empoli, questa volta ha intenzione di affondare il colpo su un profilo capace di costruire qualcosa di duraturo.
Sfogliando la margherita


La nuova proprietà è ambiziosa e la scelta dell’allenatore sarà il primo test concreto di questa nuova mentalità. I nomi che circolano con più insistenza sono quelli di Paolo Zanetti e Davide Possanzini. Il primo ha un curriculum di tutto rispetto: ha vinto la Serie B col Venezia e poi ha vissuto anni importanti in massima serie con Empoli e Verona. Il problema è che Zanetti si sente ancora un allenatore da Serie A e prima di accettare qualsiasi proposta vuole capire se arriverà una chiamata dal piano di sopra. Un’attesa comprensibile, ma che mette il Padova in una posizione di stallo. Possanzini è invece più accessibile. Dopo l’esonero dal Mantova è libero, ha un’idea di gioco chiara e i contatti con la dirigenza patavina sono già stati avviati in modo concreto.
Il sogno del Padova

Tra i nomi monitorati c’è anche quello di Ignazio Abate, che ha raggiunto i playoff di Serie B alla guida della Juve Stabia. L’ex terzino del Milan ha intrapreso la carriera da allenatore partendo dalle giovanili rossonere, dove ha lavorato per anni prima di fare il salto in prima squadra. Un percorso costruito con pazienza, lontano dai riflettori, che ora lo porta a essere considerato tra i tecnici più interessanti della sua generazione. Con Mirabelli esiste inoltre un filo diretto che viene da lontano: i due si conoscono bene dai tempi del Milan, quando il dirigente era direttore sportivo del club rossonero e Abate era uno dei pilastri della squadra. Un rapporto di stima reciproca che potrebbe fare la differenza nel momento in cui si entrerà nel vivo della trattativa. Alberto Aquilani, invece, è ancora impegnato con il Catanzaro e resta per ora sullo sfondo.
Padova in ritiro

Nel frattempo la macchina organizzativa si è già messa in moto. Il ritiro estivo è fissato a Pejo, in Trentino, con il raduno previsto per l’11 luglio. Il campionato partirà il 22 agosto. L’agenda è piena, manca ancora un nome sulla copertina. Mirabelli sa che ogni settimana che passa restringe le opzioni e che il mercato degli allenatori non concede pause a nessuno. La decisione più importante dell’estate biancoscudata è ancora lì, sul tavolo, in attesa di essere presa.












































































Il mio commento è sempre lo stesso poiché, a prescindere da tante chiacchiere assolutamente prive di contenuto reale, di motivazioni specifiche, non si capisce il motivo per cui non si possa procedere con Breda. 4 vittorie nelle ultime 6 partite, una media punti di 2 punti a partita, la permanenza in serie B con una giornata di anticipo. NESSUNO sa dire, perché è impossibile, non spiegabile, il perché Breda non possa restare allenatore del Padova. E poi è veramente sgradevole, vergognosa, la mancanza di gratitudine verso di lui. Cortesi saluti.
E aggiungo al mio primo commento. È il Ds Mirabelli che ha chiamato Breda, in sostituzione di Andreoletti, per salvare il Padova dalla retrocessione. Missione compiuta con 4 vittorie su sei gare e con una giornata di anticipo. E se ora è lo stesso Ds Mirabelli a non volerlo confermare, logica vuole che avrebbe il dovere di fare una pubblica dichiarazione di quali siano le motivazioni. Voleva che Breda vincesse tutte e 6 le ultime partite ??? Non è soddisfatto di come le abbia vinte ??? Non è contento che abbia anche avuto un pizzico di fortuna, (dote sempre necessaria e di cui essere contenti) ??? Oppure cosa ??? Onestà intellettuale e morale vuole che si diano queste motivazioni concrete e non rifugiarsi con fumose dichiarazioni tipo “scelte societarie, nuovo percorso”, e bla bla bla. Risposte concrete, non fumo, sono obbligatorie se si è galantuomini. ( e per cortesia, non censuriamo i commenti non graditi…..) Grazie