Andare in libreria è come sentirsi a casa. Sembra che la gente abbia voglia di tornare a leggere, lo dimostrano i numeri fantastici del Salone Internazionale del Libro di Torino appena concluso, come presenze ha superato alla grande il 2025 grazie anche all’apporto di molti giovani che sembrano aver riscoperto il tempo del piacere di leggere. La letteratura catalana sarà ospite d’onore della prossima edizione.
Andiamo subito a scoprire il medagliere della settimana per capire se queste dinamiche hanno influenzato l’orientamento del pubblico

Entriamo negli spazi della Libreria Lovat, sedi a Villorba (Treviso) e Trieste. La libreria di Villorba è la più grande del Nordest con gli eventi di Lovat Lab per unire lettori e scrittori, Carta Straccia dedicata appositamente ai più piccoli e Lovat Café e le sue iniziative gastronomiche.
Ecco la classifica che ha elaborato con i primi dieci titoli:
- Carrère – Kolchoz – Adelphi
- Dalla Zorza – Io sono Adele – Marsilio
- De Gregorio – La cura – Einaudi
- Littizzetto – Il tempo del la la la – Mondadori
- Galiano – Il cuore non va a dormire – Einaudi
- Knapp – tre nomi – Garzanti
- Veltroni – Il bar di cinecittà – Harper Collins
- Ammaniti – Il custode – Einaudi
- Niven – Padri nostri – Einaudi
- De Giovanni – Il tempo dell’orologiaio – Feltrinelli
Una classifica post salone, dato che al primo posto ritroviamo uno dei protagonisti dell’evento letterario torinese, Emmanuel Carrère. Cosa significa “Fare kolchoz” per l’autore francese?

Scrittore, regista, sceneggiatore, nato a Parigi nel 1957, lo abbiamo visto spesso in Italia in questi ultimi tempi, a Torino per presentare il suo ultimo libro e a Roma in un incontro dedicato al romanzo di Philip Roth Operazione Shylock per il quale ha realizzato la prefazione. Attualmente sul podio con un romanzo dal grande successo internazionale: Kolchoz (Adelphi). Carrère è figlio di Hélène Carrère d’Encausse, scomparsa il 5 agosto 2023 a novantaquattro anni. Storica e politica, membro dell’Académie francaise con padre georgiano e madre di origine russo-tedesca. Una figura culturale cosmopolita di primo piano, protagonista assoluta di questo libro ricco di narrazione familiare. Dall’infanzia dello scrittore, al ritratto appassionato e pieno d’amore per la madre e per la sua vita che sembra davvero un romanzo. Il titolo ha un significato ben preciso, viene da una parola utilizzata in casa abitualmente. Quando il padre si assentava per lavoro, Emmanuel con le due sorelle dormiva nella stessa stanza della madre, un rito che lei definiva “Fare kolchoz” dalla parola sovietica che indicava la proprietà collettiva. Un magico momento dell’infanzia straordinariamente descritto.
Sempre sul podio al secondo posto la portavoce più celebre del savoir vivre

Dopo aver illuminato le classifiche delle passate stagioni con il romanzo d’esordio La governante, torna Csaba dalla Zorza: Io sono Adele (Marsilio). La sua eleganza e raffinatezza innate l’hanno resa celebre come protagonista di serie TV, piattaforme digitali e programmi cult come Cortesie per gli Ospiti. Ha realizzato molti libri di cucina e lifestyle partecipando nel 1988 anche a Miss Italia. Csaba dalla Zorza è nata a Milano da madre toscana e padre veneziano grande ammiratore del ciclista ungherese Csaba Szekeres. Convinto che avrebbe avuto un figlio maschio, scelse proprio il nome Csaba per il nascituro. Io sono Adele narra le sfide intime e private di una donna alla ricerca di sé stessa in una stagione delicata e particolare dell’età, sessant’anni. Secondo i luoghi comuni questo dovrebbero essere un momento di bilanci, ma le prospettive potrebbero cambiare aprendo infinite opportunità, svelando un percorso dominato da straordinarie scoperte e segreti.
Come giornalista ha seguito le più importanti vicende internazionali, dal processo Andreotti al G8 di Genova, alla cronaca politica

Sempre in classifica con un luminoso terzo posto, Concita De Gregorio: La cura (Einaudi). Volto noto al grande pubblico, ideatrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici anche lei protagonista al Salone di Torino durante la presentazione del libro di Carrère. Il suo nuovo romanzo lancia nuove strategie per affrontare il dolore, come bellezza e leggerezza. In questa riflessione piena di umanità spiega in modo illuminato che prendersi cura degli altri è l’unico modo per curare anche noi stessi. L’incipit è un giorno di agosto, quando una donna si appresta a lasciare la famiglia, per far fronte alla malattia. Così lascia un foglio di istruzioni ai figli in modo che possano trovare tutto quello che non trovano mai, ad esempio i doposci, anche se agosto non è certo la stagione adatta per questa necessità. Ma lei non sa quanto starà via, quando potrà tornare. Concita De Gregorio sconfigge ogni stereotipo legato alla malattia con una scrittura emozionante, ironica e ricca di aneddoti.
Il tempo è importante, ma può diventare anche drammaticamente pericoloso

Spazio alle novità, con l’arrivo in libreria del tanto atteso romanzo di Maurizio de Giovanni celebre scrittore, sceneggiatore e drammaturgo che si colloca subito tra i primi dieci: Il tempo dell’orologiaio (Feltrinelli). Narrazione che chiude la saga dell’orologiaio di Brest e nella quale lo scrittore napoletano affronta pagine buie della storia recente scavando nel dolore degli anni Ottanta. C’è un latitante della lotta armata che custodisce segreti terribili. È un grande esperto di esplosivi, costruisce meccanismi perfetti capaci di fermare il tempo nell’attimo più devastante. Vive nell’anonimato a Brest, in Francia, ma il suo rifugio sta per essere individuato dalle scoperte di un professore universitario e di una giornalista ossessionata dalla morte del padre che non ha mai conosciuto, ucciso in un attentato.
Oltre le novità, da segnalare i protagonisti che dominano le classifiche da tempo






Luciana Littizzetto: Il tempo del la la la (Mondadori), Enrico Galiano Il cuore non va a dormire (Einaudi), Florence Knapp Tre Nomi (Garzanti), Walter Veltroni Il bar di Cinecittà (Harper Collins), Niccolò Ammaniti Il custode (Einaudi), John Niven Padri nostri (Einaudi).
Buona lettura!
































Dott.ssa Elisabetta leggo con qualche giorno di ritardo la sua interessantissima rubrica letteraria. Mi fa molto piacere trovare al vertice della classifica un libro edito dalla casa editrice Adelphi, un editore che mi ha fatto compagnia durante gli studi superiori e che è sinonimo di testi seri ed importanti. Emmanuel Carrère rende omaggio alla sua infanzia, alla sua famiglia, e ai riti affettuosi che si manifestavano specialmente quando potevano dormire tutti insieme nella camera della mamma. Anche l’uso di un gergo familiare, come fare kolchoz, richiama ad una intimità familiare piacevole e struggente, proprio adesso che la mamma è scomparsa. L’autore, il figlio, rende omaggio alla illustre mamma Hélène Zourabichvili, definita come <>. Credo che sia una lettera piacevole che ci rimanda ad una storia familiare all’interno dell’Unione sovietica.
Nel mio precedente commento ho fatto una citazione tra virgolette. Ma come mi era accaduto altre volte, questo programma non riporta le parole tra virgolette. Ripeto la citazione qui sotto senza segni. Ecco quanto avevo riportato: donna dura, autoritaria, avida di riconoscimenti accademici e mondani, ma anche coraggiosa, tenace, generosa, di cui il figlio non nasconde ombre e asprezze.