Sono tanti i personaggi saliti alla ribalta per le Paralimpiadi invernali che si chiudono oggi a Cortina. Gli atleti “diversamente abili” hanno trasmesso messaggi positivi e le loro storie hanno avuto grande risalto. Fra loro c’è un doppio oro che ha fatto segnare un record difficilmente superabile: dopo aver partecipato a due Olimpiadi – Vancouver 2010 e Pechino 2018 – complice un grave infortunio in allenamento è diventato atleta paralimpico nello snowboard: Emanuel Perathoner, 40enne altoatesino di Laion, ha emozionato con due gare perfette e altrettante vittorie nel cross e poi nello slalom. E’ stato peraltro il primo oro conquistato dall’Italia in questi Giochi paralimpici conclusi con il record di medaglie.
La paura di Emanuel
“Cinque anni fa l’incidente che mi ha cambiato la vita e la carriera: una frattura scomposta del piatto tibiale, in pratica lo stesso infortunio capitato 11 mesi fa a Federica Brignone – racconta – ma nel mio caso il ginocchio era proprio distrutto. Io ho fatto il possibile per recuperare con 5 diversi delicatissimi interventi chirurgici, ma l’articolazione era ormai compromessa”.
La carriera

Emanuel – nato a Bolzano nel maggio 1986 – aveva iniziato a mettere gli sci ai piedi già a tre anni e nel 1994 aveva cominciato con la tavola da snowboard: prima gara di Coppa del Mondo a soli 16 anni, nel 2003. I risultati migliori per lui arrivano però dopo i 30 anni con la prima vittoria in Coppa del Mondo nel 2018 a Cervinia, l’anno successivo il bronzo ai Mondiali di Park City negli Usa.
L’incidente di Emanuel

Ma a metà gennaio 2021, a soli 7 giorni dall’inizio della stagione, durante un allenamento dopo un difficile salto cade malissimo: la diagnosi è impietosa, ma Emanuel non si scoraggia: “Io volevo fare per forza la mia terza Olimpiade a Pechino dove mi consideravano fra i favoriti per una medaglia nel cross (la specialità che a Cortina ha regalato all’Italia oro e argento con Deromedis e Tomasoni). Però a distanza di qualche mese dalla prima operazione, tolte le placche, l’osso non si era consolidato. Il mio calvario è durato 18 mesi, durante i quali ho affrontato altre 4 operazioni fino all’aprile 2022, quando i medici mi hanno impiantato una protesi totale al ginocchio”.
Gli effetti… collaterali

“Nel 2020 ero stato costretto a rimandare il matrimonio per il Covid – racconta Emanuel – Nel 2021 un altro rinvio, stavolta per colpa dell’infortunio. Un’altra proroga non era pensabile… E così ecco la cerimonia con le stampelle”. Lo snowboard per lui sembrava ormai relegato al passato, ma il richiamo della neve è stato forte complice anche la moglie Anna, pure lei ex sciatrice azzurra. La scintilla scatta quando Emanuel va a trovare gli ex compagni della Nazionale in ritiro sullo Stelvio.
E’ lì che Emanunel ha provato a rimettersi in pista

«Con loro c’era anche il fisioterapista della squadra paralimpica – ricorda – e mi propose di provare. Io scesi per una discesa di prova e andò bene. Certo, le sensazioni erano completamente diverse rispetto a prima e dovevo riadattarmi, perché ora i miei movimenti sono limitati. Ma quel giorno capii che potevo ancora stare su una tavola».
E a Cortina, alla vigilia dei 40 anni, ha dimostrato di essere il migliore
Dopo l’oro centrato domenica scorsa nello snowboard cross, è infatti salito sul gradino più alto del podio anche venerdì nella prova banked slalom uomini (sempre nella categoria SB-LL2) al termine di una gara perfetta, dominata fin dalla manche iniziale.
Quando i limiti fisici diventano punti di forza
Perathoner ha ricevuto i complimenti di tutte le autorità sportive e non. E c’è stato un suo grande tifoso – l’assessore regionale allo Sport Peter Brunner – che ha sintetizzato al meglio i meriti di Perathoner in questa sua seconda vita agonistica: “Gli atleti paralimpici ci dimostrano nel modo migliore come sia possibile trasformare una limitazione in un punto di forza. Emanuel è la dimostrazione che vale la pena non mollare mai”.








































































