Continua su http://www.enordest.it la nuova rubrica dal titolo “Itinerari”. Ogni domenica sarò felice di presentarvi voci e storie tra Nordest e Sardegna, terre straordinarie tra cui vivo e lavoro. Vi accompagnerò lungo itinerari culturali, turistici ed imprenditoriali ricchi di fascino e creatività, che conto sapranno informare ed emozionare chi vorrà farci compagnia. Oggi “Itinerari” ci porta a conoscere Maria Pia Morelli, scrittrice e illustratrice di Bassano del Grappa (VI), romagnola di nascita ma veneta d’adozione, autrice del libro illustrato “Agata allegra Mucci alle prese con gli sport invernali” (Linea Edizioni), abbinato all’Olimpiade Culturale di Milano Cortina. Il libro, in italiano e in inglese, è in libreria dal 15 gennaio 2026.
Storie e dipinti che valorizzano sport, ambiente, fairplay, ecosostenibilità e inclusione. “Itinerari” ci porta a conoscere più da vicino questa dinamica imprenditrice, scrittrice, artista e filantropa che da anni si divide tra lavoro, cultura, viaggi e progetti benefici, in una vita che lei stessa definisce “privilegiata”, ma che non le ha mai fatto dimenticare chi è meno fortunato. E’ certamente tra le protagoniste culturali delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 – che continuano a regalare emozioni con le Paralimpiadi in programma fino al 15 marzo
Buona lettura!
L’avvincente storia di Maria Pia Morelli

Maria Pia Morelli ha lo sguardo vivace e il sorriso solare, di quelli che sciolgono la neve. Nell’ambito delle Olimpiadi invernali ha presentato a Cortina d’Ampezzo la sua ultima opera, “Agata allegra Mucci alle prese con gli sport invernali”, dodicesimo libro illustrato della collana “Agata allegra Mucci”, nata nel 2018 dalla fantasia dell’autrice. Il progetto didattico-culturale è stato presentato alla Camera dei Deputati a Roma il 15 dicembre 2025 ed è promosso con il patrocinio del Comitato Olimpico, Fondazione Cortina, Commissione Cultura, Ministero della Cultura, Comitato Italiano Paralimpico e De Primi Fine Art.
Le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 raccontate a bambine e bambini attraverso i valori di uno sport leale ed inclusivo e la bellezza di un territorio tutto da scoprire. La storia personale di Maria Pia Morelli è legata a doppio filo a quella di Agata, Allegra, Mucci e la banda di animaletti protagonisti delle storie e delle illustrazioni. Ai personaggi, bambine e bambini intraprendenti e curiosi, ha affidato la promozione delle montagne e dell’Italia.
“Agata allegra Mucci alle prese con gli sport invernali” è sia un libro illustrato sia una mostra itinerante. Qual è l’idea del progetto?

“Il messaggio di fondo è veicolare la necessità che una buona infanzia, con sogni e speranze, vada costruita e sostenuta. E ribadisce che l’istruzione è il migliore investimento che una società possa fare – spiega Maria Pia Morelli – Mi piaceva l’idea di accompagnare bambine e bambini attraverso un viaggio speciale con un libro illustrato e con un’esposizione itinerante attraverso disegni colorati, teneri, ricchi di messaggi positivi.

Sono proprio i personaggi del libro e delle illustrazioni, Agata, Allegra, Mucci e la loro combriccola di buffi animaletti, a trasportare il lettore tra le emozioni dei giochi sulla neve, nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Il progetto vuole accompagnare, attraverso la fantasia e la creatività, bambine e bambini lungo i sentieri del mondo, per esplorarne la varietà, per amarlo e coltivarlo. E aiutare i piccoli lettori e le piccole lettrici ad andare oltre i valori effimeri di potere e denaro e ad apprezzare invece il gioco, l’amicizia, l’introspezione, l’amore, la convivialità, la libertà, la pace”.
Maria Pia, un messaggio ancora più importante in questi giorni drammatici per lo scoppio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran

“Questo nuovo conflitto è una notizia sconvolgente. Purtroppo viviamo in un’epoca martoriata dalle guerre e segnata dalla violenza. Dobbiamo invece insegnare ai bambini che esiste un altro mondo preferibile, più giusto e più buono, dove poter vivere un’infanzia spensierata e poter coltivare i propri sogni. Mi piace pensare di avere un piccolo ruolo nell’aiutare le bambine e i bambini a riconoscere le emozioni, che sono l’abc della vita, e a dare sfogo alla loro creatività e immaginazione. Tutta la collana di ‘Agata allegra Mucci’ è un inno alla creatività improntata ad una sana ‘leggerezza del vivere’. Perché i piccoli hanno il diritto di sperimentare questa serenità e noi adulti il dovere di garantirgliela.
L’intento è quello di portare un messaggio di spensieratezza, anche se non possiamo essere indifferenti agli orrori della guerra. Come spiegare ai bambini che viviamo in un mondo difficile, dove c’è un fuoco distruttivo di guerre, di inciviltà, di violenza? L’Olimpiade culturale rappresenta una circostanza unica per parlare ai bambini e per svegliare il fuoco della coscienza. Perché esiste anche un altro fuoco che bisogna accendere, e l’occasione ci viene data dal braciere olimpico. ‘Agata allegra Mucci alle prese con gli sport invernali’ rappresenta una nuova avventura che ci fa vivere le emozioni dei giochi sulla neve, ma e’ anche l’occasione per ricordare al mondo che il fuoco della torcia olimpica, passando di mano in mano, simboleggia la trasmissione della pace, della speranza, della conoscenza”.
Maria Pia, il progetto lancia messaggi anche contro il bullismo e la dipendenza dei bambini dalla tecnologia…

“In un momento in cui il tramonto dell’educazione e l’escalation di bullismo sembrano inarrestabili, parliamo del perno del nostro riscatto. Trovare il giusto equilibrio nell’educazione dei figli è sempre complicato, spesso una vera e propria arte. I bambini di oggi sono nativi digitali che rischiano di essere sempre più isolati di fronte ad uno schermo, di passare le ore con gli occhi traboccanti di pixel e di essere privati di una risorsa preziosa: l’immaginazione.
Con un conseguente appiattimento della creatività. Recenti studi purtroppo lo dimostrano. Attraverso i miei libri e i miei disegni passano messaggi molto chiari: sono delle piccole chiavi di lettura per capire il mondo, per decifrarlo. Parto dai piccoli per arrivare anche ai grandi. Nel mio lavoro emerge il confronto tra libro e Media, tra carta e tablet, tra lettera e pixel, tra gioco e videogioco. L’intento è quello di svezzare i bambini dall’incursione onnivora della tecnologia, che sempre più impone se stessa come fine, oltre che come mezzo”.
Quali le tappe della mostra itinerante?

“‘Leggi Sogna Viaggia con Agata allegra Mucci’ è diventato un percorso fatto di molte tappe importanti lungo la nostra penisola. Un tragitto partito da Bologna nell’ottobre 2018 dalla galleria Fondantico di Tiziana Sassoli, che insieme ad opere di Della Robbia e Carracci aveva esposto alle pareti i miei disegni: un azzardo, si dirà, e io ho pensato lo stesso (ride). Nel giugno 2020 e’ arrivata la tappa al Museo Civico di Bassano del Grappa, città dove vivono i personaggi di libro e mostre, componenti della famiglia Delle Peonie – racconta l’autrice – E’ seguita la tappa di Cittadella nella sede di Palazzo Mantegna, con il volume celebrativo degli 800 anni della fondazione della città. Poi la tappa di Cortina nella sede del Municipio, con il volume celebrativo dei Mondiali di sci Alpino 2021. Quindi Vicenza, nella sede di Palazzo Cordellina, con il volume dedicato ai 250 anni della morte di Giambattista Tiepolo.
Poi c’è stata la tappa di San Zenone degli Ezzelini a Villa Albrizzi Marini. E ancora Bologna, Bari, Roma. Qui, con la mia presentazione fatta da Vittorio Sgarbi, hanno avuto ufficialmente inizio le celebrazioni del duecentenario di Antonio Canova. Le tappe della mostra sono state tre: al Museo del Balio a Treviso; nella casa natale di Canova a Possagno; presso la Camera dei Deputati a Roma. Ora la mostra ‘Agata allegra Mucci alle prese con gli sport invernali’, con i disegni originali del libro dipinti ad acquerello, e’ in corso a Padova nell’elegante sede di Palazzo Santo Stefano e proseguirà fino al 29 marzo. A maggio si sposterà all’Archivio di Stato di Bari. La mostra di Cortina d’Ampezzo abbinata alle Olimpiadi invernali andrà invece avanti fino a luglio prossimo”.
Maria Pia, la sua impressione delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026?

“La prima cosa che mi è piaciuta è che l’Italia con la sua organizzazione, accoglienza e ristorazione, e i volontari con la loro gentilezza, passione ed energia, hanno fatto sentire gli atleti internazionali a casa! Ho ascoltato interviste entusiastiche da parte degli atleti. Questo ci rende davvero orgogliosi. Mi auguro che queste bellissime Olimpiadi sappiano ispirare generazioni di giovani con i valori olimpici impressi nei loro cuori e nei loro comportamenti. Oggi più che mai voglio ricordare che le Olimpiadi, da quando sono nate, rappresentano un momento sacro di tregua e ogni accensione del braciere non è solo l’inizio di una competizione sportiva, ma un richiamo ai principi di pace, all’amicizia e alla comprensione reciproca, mettendo da parte le differenze nazionali, politiche, economiche, ideologiche e religiose”.
Agata, Allegra e Mucci con i vari animaletti sono ispirati a membri della sua famiglia?

“E’ così. Ho attinto a piene mani dalla singolare e ricca geometria del nostro clan familiare. Vado fiera della mia bella e vivace famiglia allargata, che mi godo insieme a mio marito Saverio Repetto, gallerista internazionale. Lui mi supporta con amore ed entusiasmo in tutto ciò che faccio. A far scattare la molla creativa per scrivere la collana di libri è stata la piccola Agata, figlia del mio primo marito Paolo Serraiotto e sorellina di mio figlio Massimiliano, detto ‘Mucci’: loro i miei due grandi ispiratori. Agata, Allegra e Mucci sono due sorelline e un cuginetto.
Allegra, la più piccola, di origine cinese, viene adottata dalla famiglia Delle Peonie, che vive in Veneto. I bambini incarnano la gioia di essersi trovati e la sicurezza di avere alle spalle una famiglia dai solidi valori, che consente loro molteplici e sane esperienze di crescita. Un percorso tra parole e immagini dalla gioiosa valenza educativa dedicato all’infanzia, alle famiglie, più in generale alla società. Una traccia per i più piccoli del mondo, che insieme ai miei personaggi e alla banda di animaletti, con la loro spontaneità e innocenza, sanno migliorare ciò che ai grandi sembra impossibile”.
Maria Pia, nel libro è raffigurato anche un atleta paralimpico sugli sci, a cui lei tiene in modo particolare. Perché?

“E’ un personaggio molto positivo ispirato al mio caro cugino Maurizio, che purtroppo è mancato in un incidente automobilistico quando avevamo entrambi 16 anni. Questo protagonista paralimpico è una figura coraggiosa che non si lamenta stando immobile. Dopo l’incidente non si rassegna alla rabbia o alla disperazione, pur conoscendole bene. Non resta mimetizzato tra coloro che si lasciano passare la vita sopra la testa. Lui non sopravvive: vive nonostante il dolore, spera nonostante la paura, è felice nonostante la fatica e accetta la propria fragilità.
Ed è un ragazzo generoso, perché intimamente convinto che ciò che vale per sé come auspicio, vada garantito anche agli altri. Io voglio rendere partecipi anche i piccoli di questi messaggi così importanti. Perdere Maurizio è stato un grande dolore. Lui mi manca moltissimo, ma è sempre accanto a me, come tante altre persone della mia famiglia che non ci sono più, e che io scomodo di frequente come si fa con le richieste di intercessione ai santi: ‘Adesso dall’alto datemi una mano, non privatemi del vostro aiuto!’ A volte sono un po’ sbadati, però nel complesso mi ascoltano! (sorride). Per fortuna i miei genitori sono ancora con me, belli pimpanti e in forma”.
Fin da piccola ha avuto una fervida immaginazione. Merito anche del contesto familiare vivace e caloroso in cui è cresciuta?

“Sono nata ad Alfonsine, nella campagna romagnola, in una famiglia dove ospitalità e accoglienza erano pilastri fondanti. Una famiglia che mi ha amata e cresciuta con valori importanti nel rispetto degli altri, del mondo, degli animali, della natura. Mi hanno tirata su con regole precise, ma alimentando sempre la mia curiosità e vivacità. A casa il camino era sempre acceso sia d’inverno che d’estate. La spianatoia era sempre pronta per fare tagliatelle, cappelletti, chiacchiere caramellate e zuccherini. Gli odori dei manicaretti di mia nonna e di mia madre avvolgevano chiunque varcasse la soglia della cucina.
Le raffinate stoffe e le collezioni di bottoni gioiello del laboratorio della mamma erano un richiamo fortissimo per una piccola Mariulì, così mi chiamava allora mia madre. A seconda dei momenti, con altrettanto affetto, mi chiamava anche ‘brott scimiott’ (tradotto dal dialetto romagnolo ‘brutta scimmietta’). Il suo laboratorio era il mio rifugio preferito, insieme al grande divano di velluto verde della sala della libreria, dove mi ritiravo a leggere. I manichini di mia madre sono stati i campi di prova della mia creatività: io sceglievo le fantasie dei tessuti, pensavo un modello e lei lo realizzava con maestria. Avevo una sfilza di bambole con vestiti e accessori abbinati ai miei. Mia madre ha anticipato il mondo di Barbie!”.
Che ragazzina è stata Maria Pia?

“Ero scatenata! Mi piaceva correre, nuotare, giocare a tennis, fare karatè. Ho sempre amato cucinare, leggere, ricamare, fare l’uncinetto, disegnare. Fin da bambina passavo ore ad impastare la farina con le uova del nostro pollaio, per poi tirarla con il matterello. Alternavo ai giochi con i miei cugini, tanti lavoretti con pennelli, spatole, bulini, colori, acquerelli, lastre di rame per fare le morsure, aghi e matassine di filo da ricamo. Ho avuto una nonna paterna giovanissima, Paola, che quando sono nata aveva solo 39 anni! Poi ho ricevuto l’affetto di tante altre figure straordinarie, oltre a mia madre Ernestina e a mio papà Mario. Ricordo con amore lo zio Celso, fratello scapolo della mamma, il mio amatissimo nonno Timmio, la zia Michitta, sorella maggiore di mia madre, la tata Vittoria, il cugino Maurizio e tanti altri cari che porto nel cuore”.
Una vita intensa, vissuta tra arte, cultura, viaggi e lavoro. Ci racconti

“Ho coltivato fin da giovane il gusto della bellezza viaggiando molto, attratta da città d’arte e musei. Ho frequentato atelier di pittori e scultori, sono diventata amica di poeti, musicisti, economisti e intellettuali, imparando da ognuno sempre qualcosa. Girando il mondo per diletto, per studio e per lavoro, ho colto le opportunità di approfondire il contatto con culture e civiltà diverse: situazioni che mi hanno aperto gli occhi e spronata a cercare di dare il meglio.
Le circostanze e la mia indole mi hanno fatto sviluppare competenze che nel gennaio 2010 mi hanno portata alla presidenza dell’Istituto Internazionale di ricerca per gli studi su Canova e il Neoclassicismo di Bassano del Grappa: un’esperienza che mi ha consentito di restare nel vivo del settore, quello dell’arte e della tutela del nostro patrimonio artistico, più che mai bisognoso di attenzioni. Nell’Istituto ho riversato le mie competenze manageriali, impostando un nuovo concetto di ‘governance’”.
Lei nasce come imprenditrice, giusto?

“Si’, quella imprenditoriale è la mia prima vocazione. Dopo la laurea e il Master in marketing internazionale sono diventata la responsabile marketing del gruppo ‘Concorde Invest S.p.A.’ di Fiorano Modenese. Nel 1988, dopo la nascita di mio figlio Massimiliano, ho fondato insieme al mio ex marito Paolo Serraiotto l’azienda di piastrelle ‘Decoratori Bassanesi’, oggi nota realtà industriale in Italia e all’estero nel settore lusso del comparto ceramico. Dal 1994, come membro di Confindustria, ho partecipato con rappresentanze di industriali a viaggi in India, Brasile, Cile, Argentina, Germania, Grecia, Tunisia, Slovacchia, Spagna, per allacciare rapporti commerciali con le principali aziende italiane e straniere presenti in quei Paesi. In generale, mi impegno a supportare progetti benefici e ne parlo non per auto-celebrazione, ma perché credo sia utile ed importante comunicare azioni virtuose, per dare il buon esempio ed invitare chi può, a fare qualcosa per gli altri”.









































































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