Già il titolo desta una grande curiosità. “La costituzione americana? È nata a Venezia”. Supernova Editore. Chi avrà scritto questo libro, un po’ partigiano. Appena uscito e fresco di stampa.
È un veneziano di Cannaregio, un nostalgico di Favaro Veneto, o un intellettuale di Marghera?

No. È stato scritto da Giancarmine Vicinanza, originario di Salerno, residente a Roma, giornalista, già cronista parlamentare, da oltre venti anni capoufficio stampa di Confcooperative. Ma c’è di più. La prefazione firmata da Giuseppe De Filippi. Già vicedirettore di Tg5 e ora opinionista al “Foglio”.
Ce n’è abbastanza per una lettura approfondita

“La Costituzione americana non è nata da un sogno solitario di libertà. È nata dai mille anni di una Repubblica Serenissima che ha saputo durare – si descrive nel retro copertina – È nata dalle cause di una laguna dove uomini e donne capirono che il vero potere non è quello di comandare, ma di governare condividendo il ‘peso’ della libertà. Ed è nata da un italiano, che un giorno sedette accanto a George Washington e gli sussurrò il segreto che Venezia aveva custodito per mille anni….”.
La costituzione americana figlia di Mazzei

Quell’italiano si chiamava Filippo Mazzei (1730-1816). Era un medico, visionario toscano, massone, trapiantato in Virginia, amico personale di Thomas Jefferson e James Madison. Fu ispiratore e co-scrittore della Dichiarazione di indipendenza americana del 4 luglio 1776.
La costituzione americana ispirata dalla Serenissima

Scriveva Mazzei due anni dopo, nel 1778 a Jefferson: “La Serenissima con la sua millenaria esperienza di governo repubblicano, offre lezioni che i vostri Stati Uniti non possono permettersi di ignorare. Il sistema dei contrappesi veneziani rappresenta la più raffinata architettura politica mai concepita dall’ingegno umano”. Jefferson, successivamente terzo presidente americano, così risponde: “Le vostre osservazioni sul modello veneziano mi hanno tenuto sveglio per tre notti consecutive. Vedo ora come la stabilità di una Repubblica non dipenda solo dalla virtù dei suoi cittadini, ma anche dall’ingegnosa disposizione delle sue istituzioni”.
Il ruolo di James Madison

James Madison, durante lo storico Congresso di Filadelfia intrattiene una appassionata corrispondenza epistolare con Mazzei: “La genialità veneziana – precisa il medico toscano – non sta nella democrazia diretta, che rischia sempre di degenerare in tirannide della maggioranza (ndr. io sorrido oggi pensando alle attuali atmosfere trumpiane…), ma nel complesso sistema di elezione, rotazione delle cariche e controlli reciproci che impedisce a qualsiasi fazione di prevalere”. Replica Madison: “Il vostro paragone tra il Senato veneziano e ciò che potrebbe diventare il nostro Senato federale è una rivelazione! Un corpo di saggi eletti indirettamente potrebbe effettivamente rappresentare il necessario contrappeso alle passioni popolari”. Sic!
Il modello veneziano è dunque ben presente nella costituzione americana

Il sistema bicamerale, con un senato concepito come camera di contenimento e controllo delle passioni popolari, richiama chiaramente alla struttura Serenissima del Maggior Consiglio e del Senato. Persino la figura del presidente americano – spiega l’autore Carmine Vicinanza – con poteri significativi ma rigorosamente limitati, può essere vista come una rielaborazione democratica della figura dogale: un capo di Stato con grandi poteri, ma vincolato da un meccanismo di contrappesi istituzionali.
Madison e il ringraziamento a Mazzei

Infine quando nel 1787, la costituzione americana è appena completata, James Madison riscrive all’amico italiano: “…la nostra Costituzione porta l’impronta indelebile delle vostre lezioni sulla Serenissima! Abbiamo creato un sistema che, come quello veneziano, è progettato per durare secoli…”
Il crollo della Serenissima. Colpa di Napoleone?

Dieci anni dopo, nel 1797, la Repubblica veneziana, dopo mille anni di storia, cesserà paradossalmente per colpa di Napoleone, figlio della Rivoluzione francese, mentre gli Stati Uniti saranno destinati a diventare la più potente democrazia del pianeta. Bizzarrie della storia. Ma non era la Rivoluzione francese che aboliva i vecchi regimi totalitari?
Pertini, Reagan e Mazzei

Il presidente partigiano Sandro Pertini (1978-1985) in visita ufficiale alla Casa Bianca con il nuovo “doge” appena eletto Ronald Reagan, ricorda nel suo discorso il dottor Filippo Mazzei che oltre al contributo della Serenissima repubblica, aveva donato agli americani i preziosi semi di granturco cinquantino e altre rare e produttive semenze venete e italiane, per le estese campagne statunitensi.
In onore un francobollo

Nel 1980 il nuovo presidente Jimmy Carter, onorerà Mazzei con un francobollo da 40 centesimi con ritratto e scritta: Philip Mazzei – Patriot Remembered.
















































































