Martedì 20 gennaio la Fondazione Musei Civici di Venezia (MUVE), ha presentato nel Salone da Ballo di Ca’ Rezzonico, il programma delle sue attività per l’anno in corso. Il calendario si rivela estremamente ricco e prevede mostre, interventi permanenti e iniziative per la città.
Il ruolo di MUVE

Il 2026 conferma il ruolo di MUVE come sistema culturale integrato, che spazia dall’indagine archeologica – con la grande mostra a Palazzo Ducale dedicata a Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari – passando per la storia della Serenissima, delle civiltà veneziane e della laguna veneta, con il rinnovamento del percorso del Museo Correr, gli interventi di valorizzazione al Museo di Torcello e le ricerche del Museo di Storia Naturale; e poi ancora musica e teatro, l’arte delle “civiltà del Settecento” con i musei di Ca’ Rezzonico, il Museo di Palazzo Mocenigo e la Casa di Carlo Goldoni, fino alle esplorazioni del moderno, contemporaneo e attualità, con Jenny Saville a Ca’ Pesaro e Erwin Wurm al Museo Fortuny, al saper fare e alle nuove produzioni artistiche, rispondendo alle necessità della cultura, delle persone, dei visitatori, di tutti.
Il programma

Il programma si svilupperà così tra grandi mostre, nuovi allestimenti permanenti, valorizzazione delle collezioni, ampliamenti e importanti restauri, fino alla nascita di nuovi poli come MUVEC – Casa delle Contemporaneità a Mestre (Centro Culturale Candiani), il percorso verso il Grande Correr e l’ampliamento del Museo del Vetro, segnando un passaggio decisivo nella trasformazione dei musei civici in una rete sempre più connessa e accessibile.
Ecco il programma
Area Marciana

L’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale è sede della grande mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari (6 marzo – 29 settembre 2026, anteprima stampa 5 marzo) a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, focalizzata sul ruolo rivestito dalle acque nell’orizzonte del sacro sia del popolo etrusco che di quello veneto, con oltre 700 reperti provenienti da prestigiose istituzioni e musei nazionali.

Il dialogo tra antico e contemporaneo avrà spazio nel “Museo della città”, il Museo Correr: nella Sala Quattro Porte con l’intervento di Bizhan Bassiri. Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico (27 febbraio – 30 giugno, anteprima stampa 26 gennaio) installazione ambientale di più opere concepite dall’artista iraniano per lo spazio.
Le Sale Canoviane ospiteranno Dialoghi canoviani. Spiral Economy. Charrière and Canova (30 aprile – 22 novembre 2026) un dialogo tra l’artista franco-svizzero Julian Charrière e Antonio Canova che sveleranno la poesia della materialità.

Idee e progetti accompagnano i visitatori verso la nascita del “Grande Correr”, che aprirà nel 2027: un piano per il rinnovo del percorso espositivo al primo piano, attraverso Storia e Civiltà di Venezia, tra Stato, istituzioni, città, arti e che si integra con la restituzione dello spazio espositivo del secondo piano, attualmente in corso.
MUVE I musei del Moderno e Contemporaneo

Sarà la Galleria d’arte Moderna Ca’ Pesaro a inaugurare la stagione espositiva delle grandi monografiche e delle indagini dedicate ai protagonisti della pittura contemporanea: dal 28 marzo al 22 novembre 2026 (anteprima stampa 27 marzo 2026) il museo accoglierà la prima, ampia esposizione a Venezia con Jenny Saville a Ca’ Pesaro, con una esposizione concepita per raccontare una delle voci più autorevoli dell’arte contemporanea, ripercorrendone la carriera dagli esordi negli anni Novanta fino ai giorni nostri, accanto a nuove opere realizzate per l’occasione.

Nelle giornate veneziane più intense per il pubblico del contemporaneo, nelle Sale Dom Pérignon al secondo piano di Ca’ Pesaro si inaugurerà Hernan Bas. I visitatori (dal 7 maggio al 30 agosto 2026, anteprima stampa 6 maggio) con oltre trenta nuove opere esposte in un’installazione immersiva concepita appositamente per Ca’ Pesaro. Sempre nelle Sale Dom Pérignon il 2026 proseguirà con progetti di valorizzazione di maestri legati alla ricerca sul territorio, che hanno deciso di lasciare alle collezioni civiche veneziane testimonianze della loro produzione; Gianmaria Potenza. Io, Venezia. Forma, luce, materia dal 3 ottobre al 22 novembre, un riconoscimento all’autore nell’anno del suo novantesimo compleanno; Omaggio a Silvio Gagno a cura di Sileno Salvagnini (dal 12 dicembre al 7 febbraio 2027) con una rassegna che ne descrive l’avventura artistica.
MUVE: il Museo Fortuny

La stagione del Museo Fortuny aprirà con Diafanés e un tributo all’artista lombardo Antonio Scaccabarozzi, attraverso l’approfondimento di tre momenti centrali nella sua ricerca. A cura di Ilaria Bignotti e Camilla Remondina, con Associazione Archivio Antonio Scaccabarozzi e Galleria Clivio, la mostra sarà aperta dal 28 gennaio al 6 aprile 2026 (inaugurazione e anteprima stampa, 27 gennaio 2026).

Dal 6 maggio al 22 novembre 2026 (anteprima stampa 5 maggio) la casa – atelier di Mariano Fortuny ed Henriette Nigrin presenterà, per la prima volta in Italia, un’ampia mostra monografica dedicata allo scultore austriaco Erwin Wurm: un’indagine sul suo lavoro e sul concetto stesso di scultura, dove vengono messe in discussione le nozioni di tempo, massa e superficie, astrazione e rappresentazione, tra questioni filosofiche, psicologiche e sociali essenziali, trattate con l’inconfondibile umorismo.
La celebrazione per i 50 anni

Parte delle attività per le celebrazioni per i 50 anni dalla nascita del Museo, proseguirà l’indagine e la testimonianza del ruolo primario di Henriette Nigrin nella gestione dell’atelier tessile, con l’approfondimento e l’esposizione di tessuti per moda e arredamento.
Il 2026 sarà inoltre l’anno del restauro e della presentazione dell’album Ciel di Mariano Fortuny, un progetto visionario sugli studi degli effetti atmosferici e della luce.
I musei del Settecento

Il 2026 sarà un anno speciale per Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano che dal 7 marzo all’8 giugno, accoglierà I Guardi della Collezione Gulbenkian, in un’esposizione che porterà il nucleo di opere più preziose del museo portoghese a Venezia. Dipinti di Francesco Guardi databili tra il 1770 e 1790, in dialogo con disegni provenienti dal Gabinetto del Museo del Settecento Veneziano.
La donazione Rubelli

Nel corso dell’estate il museo presenterà la Donazione Rubelli (dal 24 giugno al 7 settembre 2026), la collezione di disegni di Alessandro Favaretto Rubelli, fautore del successo dell’omonima impresa di tessuti e fine collezionista. Uno splendido, nuovo tassello che arricchirà le raccolte di grafica antica, con la donazione di disegni di artisti veneti tra Cinquecento e Settecento, con Canaletto, Giandomenico Tiepolo, Palma il Giovane, Sebastiano e Marco Ricci. In autunno, dal 23 settembre 2026 all’11 gennaio 2027, Ca’ Rezzonico presenterà Album Romantici, un’esposizione dedicata agli album di disegni ottocenteschi a conclusione del restauro di tre importanti pezzi, appartenuti ad altrettanti protagonisti della vita culturale veneziana del XIX secolo.
MUVE e il Palazzo Mocenigo

Punto di riferimento per la storia della moda, del tessuto, del costume e del profumo, dal 20 maggio all’8 novembre 2026 il Museo di Palazzo Mocenigo aprirà all’indagine dell’artista libanese Mouna Rebeiz con la mostra Le tarbouche. Quando un accessorio diventa simbolo, in cui il copricapo conico in lana o seta rossa, unicamente maschile, diventa elemento caratterizzante di nudi femminili. Infine, nelle sale del piano nobile della Casa di Carlo Goldoni, un nuovo allestimento illustrerà il teatro goldoniano attraverso dipinti e arredi settecenteschi, ricreando ambientazioni tratte dalle commedie dell’autore. Un percorso arricchito da un focus dedicato al teatro musicale, che nel Settecento raggiunse il suo massimo splendore.
Il Museo di Storia Naturale

Dopo un intenso anno dedicato, in modo particolare, all’indagine sulla Laguna Veneta – che sarà protagonista di due nuove sale nello spazio espositivo permanente – tra le principali attività 2026 di divulgazione e restituzione al pubblico il museo proporrà il progetto fotografico e di comunicazione scientifica Dentro e fuori dall’acqua. L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico: un’esposizione in programma dal 5 giugno al 13 settembre 2026 a cura di Lorenzo Peter Castelletto e realizzato con Area protetta Marina di Miramare (WWF) e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale, per svelare il “dietro le quinte” di un ambiente affascinante sospeso tra terra e mare.
I Musei delle Isole

Particolarmente significativo per il Museo del Vetro di Murano sarà la restituzione, tra la fine del 2026 e il 2027, del nuovo spazio museale, grazie agli interventi strutturali che permetteranno di rendere ancora più esaustivo il capitolo dedicato all’arte del vetro veneziano – e non solo – novecentesco e contemporaneo. Il nuovo padiglione di oltre 1300 metri quadrati, un tempo fabbrica di conterie, verrà così accorpato alla sede principale del Museo per diventare spazio dedicato alle storie di fabbrica e di famiglia del XX secolo, alle donazioni di autori contemporanei e designer – tra cui la donazione del gallerista newyorkese Berry Friedman e della ditta Carlo Moretti – fino all’ultima sezione dedicata ai lampadari contemporanei. Tra le mostre temporanee in programma, oltre ai progetti connessi alla The Venice Glass Week, dal 12 giugno 2026 al 30 marzo 2027 il museo ospiterà l’esposizione Babel, con opere del noto artista muranese Marco Toso Borella.
Burano

A Burano, insieme alle molte attività educative, di formazione e diffusione dell’arte del merletto, tornerà per l’undicesima edizione il concorso Un merletto per Venezia, dedicato alla creatività contemporanea; come da tradizione, la premiazione è stata fissata per il 14 giugno, contestualmente all’apertura al pubblico della mostra I merletti delle Biennali (fino all’8 gennaio 2027). A pochi minuti da Burano, il Museo di Torcello arricchisce il presidio dei musei in laguna: collegandosi fisicamente alla rete dei musei delle isole e inserendosi, con la sezione archeologica, medievale e moderna, nel racconto della storia di Venezia, tra civiltà della laguna e storia del collezionismo, prologo della narrazione sviluppata nelle altre sedi.
MUVE a Mestre: spazi espositivi, progetti culturali e la nascita di un nuovo museo

Grande attesa per la primavera del 2026, quando è prevista l’apertura del nuovo museo di arte contemporanea in città: MUVEC, la Casa delle Contemporaneità, che prenderà forma permanente al Centro Culturale Candiani, al termine di importanti lavori per ridisegnare struttura e funzioni dell’edificio. Un ingresso dedicato condurrà al secondo piano e alla collezione permanente: una selezione di opere delle collezioni civiche di arte moderna e contemporanea di Ca’ Pesaro, con percorso dedicato all’arte dal 1948 a oggi. Il progetto si propone di riflettere sul significato di arte contemporanea, mettendo in dialogo le principali esperienze internazionali transitate da Venezia e le ricerche artistiche sviluppatesi nel territorio.
Il percorso

Il percorso, articolato in 60 opere di oltre 50 artisti, si snoderà in tre nuclei tematici, che attraversano le trasformazioni dell’arte e della società dal secondo dopoguerra al nuovo millennio, indagando i temi del corpo, della materia e della città come spazio di vita, dialogo e conflitto: Costruzione, Ricostruzione e Decostruzione. Tre percorsi strutturati su due livelli di lettura complementari: l’arte internazionale, e le esperienze locali, che si intrecciano e si arricchiscono reciprocamente.
MUVE a Mestre con Klimt, Schiele e Kokoshka

Il terzo piano resterà dedicato alle mostre temporanee, con un rinnovato spazio espositivo che valorizzerà le molte contemporaneità delle raccolte civiche, proseguendo il ciclo di mostre sui Maestri del Novecento: dal 26 settembre 2026 al 14 febbraio 2027 con Klimt, Schiele, Kokoshka e il corpo nell’arte contemporanea. Il Centro Culturale Candiani, inoltre, ospiterà come semrpe, il Premio Mestre di Pittura, che nel 2026 celebrerà la sua decima edizione.
MUVE sempre più impegnata verso la creazione di un distretto culturale

Verso un distretto culturale, artistico e creativo, MUVE a Mestre è impegnata nella programmazione dell’Emeroteca dell’Arte, luogo di aggregazione per la cittadinanza, la comunità artistica e centro di produzione, con in 10 artisti residenti del Bando congiunto con Fondazione Bevilacqua La Masa, più i tre vincitori dei concorsi Artefici del Nostro Tempo e Premio Mestre di Pittura. Spazi di lavoro che si uniscono, in stretta continuità, ad opportunità espositive con le mostre che nascono nella nuova Casermetta Est di Forte Marghera: nuova sede per Artefici del nostro tempo, dal 20 giugno al 27 settembre 2026 e la mostra di fine residenza per gli artisti dell’Emeroteca dell’Arte con Bevilacqua La Masa, tra l’autunno del 2026 e la primavera del 2027, fino alle occasioni di connessioni e contaminazioni che nasceranno nella futura factory del Palaplip.















































































