Un accorato appello al nuovo governo regionale per ricordare che l’agricoltura è un settore strategico per il Veneto, il presidente di Confagricoltura Venezia, Stefano Tromboni, in apertura dell’annata 2026 sottolinea: “La nostra è un’attività imprenditoriale di cui è fondamentale riconoscere il valore sociale, basta pensare a cosa succederebbe al nostro territorio se venisse meno l’attività di manutenzione e custodia dell’ambiente, svolta dai nostri imprenditori. Investimenti eper prevenzione e indennizzi e sostegno per i produttori di cereali sono fondamentali”.
Ricerca e innovazione, rinforzare la prevenzione di fronte a nuove malattie causate da funghi e insetti

“Per quanto riguarda la ricerca e l’innovazione, la Regione ha competenze molto importanti soprattutto verso gli aspetti fitosanitari (salute delle piante) ed alla salute animale – riprende il presidente -. Monitoraggi, controlli e, in generale, l’attività di prevenzione necessitano di personale e di mezzi adeguati, senza i quali aumenta a dismisura il rischio di diffusione incontrollata di parassiti e di malattie, con conseguenti ingenti danni alla produzione e alle imprese. Questa è una questione strategica, vista la recrudescenza di malattie che potremo definire “nuove” legate alla comparsa di insetti vettori di malattie fungine e di altre fitopatie contro le quali gli agricoltori non hanno strumenti di lotta poiché le molecole per il contrasto non sono utilizzabili nel nostro paese.”
Meteo avverso, richiesta investimenti per gestione del rischio e indennizzi

L’annata 2025 ha visto inoltre aggravarsi la problematica relativa ai cambiamenti climatici. “I risultati dell’attività agricola del 2025 sono stati inesorabilmente determinati dall’andamento climatico, come ad esempio le forti piogge che, all’inizio della scorsa primavera, hanno coinvolto parte della provincia hanno di fatto condizionato l’esito della stagione produttiva, determinando perdite non solo alle coltivazioni dei seminativi (frumento, mais e barbabietola da zucchero), ma anche alle produzioni frutticole e viticole interessate da fenomeni di marcescenza – evidenzia Tromboni -.
Solleviamo dunque il problema della gestione del rischio e degli indennizzi nel caso di eventi avversi che distruggono le produzioni. Attualmente sussiste il problema delle risorse stanziate a livello nazionale ed europeo, oltre che degli strumenti di intervento, del tutto inadeguati per sostenere gli agricoltori colpiti. Anche se le disponibilità finanziarie provengono per lo più dallo Stato e dall’Unione Europea, va ricordato che le Regioni svolgono un ruolo importante e decisivo nella definizione delle risorse e degli strumenti d’intervento.”
Bilancio 2025, successo delle uve bianche, ma grave crisi di seminativi e barbabietole

Il bilancio 2025 si presenta con dei tratti contrapposti. Confermati i risultati molti positivi del comparto viticolo trainato dalle uve a bacca bianca (glera in testa), a cui però si contrappongono segnali di crisi quasi strutturale per i grandi seminativi e le commodities come cereali e barbabietole.
“Assistiamo oramai da troppi anni ad una crisi di duplice natura e appunto per questo motivo, estremamente preoccupante: sotto il profilo produttivo stiamo pagando lo scotto di scelte passate di carattere esclusivamente ideologico fatte dalla comunità europea sul divieto delle coltivazioni OGM – afferma il presidente -. Si tratta di scelte che hanno portato il comparto ad essere estremamente meno competitivo rispetto alle stesse realtà d’oltre oceano (sud America e USA in primis). Continuiamo pertanto ad importare ingenti quantità di cereali e di soia da areali dove le coltivazioni OGM sono oramai consolidate, mentre nel territorio comunitario non abbiamo la possibilità di coltivarli. E, spesso, assistiamo a fenomeni che definirei assurdi e cioè che i cereali OGM provenienti dall’estero hanno un valore di mercato superiore a quelli non Ogm italiani!
Manca completamente la parità delle condizioni di coltivazione e di lotta fitosanitaria tra i paesi produttori, determinando la perdita di competitività delle aziende italiane sotto il profilo produttivo. Lo stesso dicasi per quanto riguarda la possibilità di utilizzare, come evidenziato prima, molecole specifiche per la difesa fitosanitaria.”
Cereali, maggiori costi e minori ricavi: richiesti investimenti e indennizzi per le aziende e i consorzi

Con riferimento agli andamenti di mercato, anche qui le notizie sono particolarmente allarmanti: il conflitto russo-ucraino continua ad avere forti ripercussioni sul mercato e i produttori di cereali oggi stanno pagando lo scotto più rilevante sotto il profilo economico in termini di minor ricavi e maggiori costi di produzione – conclude Tromboni -. Di riflesso, ne risentono inevitabilmente anche le grandi cooperative e consorzi di essicazione dei cereali: dal nostro punto di vista servono interventi forti e decisi per sostenere le aziende cerealicole e anche i consorzi di produttori fondamentali strutture per l’aggregazione dell’offerta.















































































