Venezia al centro del confronto internazionale sulla resilienza ai cambiamenti climatici, in particolare nel contrasto agli effetti dell’innalzamento dei mari. La città lagunare ospiterà il 17 novembre la conferenza internazionale dal titolo “Città Costiere, Resilienza Climatica e Tutela del Patrimonio Culturale”, promossa da Venice Sustainability Foundation (VSF) in collaborazione con UNDRR (Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di disastri), come evento conclusivo del padiglione “Intelligent Venice”, Progetto speciale di VSF per la Biennale Architettura 2025, con l’intento di valorizzarne l’eredità e i risultati. Il padiglione “Intelligent Venice” offre testimonianza dello spirito duraturo di innovazione e ancora vitale che ha reso possibile la fondazione e il successo della città di Venezia. Per mantenere vive le testimonianze illustrate dagli allestimenti della mostra, anche dopo la chiusura al pubblico del padiglione prevista il prossimo 23 novembre, VSF ha realizzato il sito dedicato https://intelligentvenice.it/
Obiettivo: una piattaforma a livello globale per il dialogo tra città costiere
La conferenza internazionale del 17 novembre, che si terrà al Teatro Piccolo dell’Arsenale a Venezia (https://vsf.foundation/eventi/citta-costiere-resilienza-climatica-e-tutela-del-patrimonio-culturale/) intende costituire una piattaforma di confronto e scambio tra città costiere a livello globale, finalizzata allo sviluppo di iniziative concrete e al rafforzamento di una rete di relazioni duratura. L’obiettivo è promuovere un dialogo costruttivo tra esperti, amministratori e cittadini, volto alla definizione di strategie di adattamento che tengano conto sia dell’urbs, con le sue vulnerabilità, sia della civitas, con la sua capacità di resilienza e il suo profondo radicamento territori
Innalzamento dei mari, protezione del patrimonio culturale e salvaguardia delle città costiere

Nel cuore della Biennale della Sostenibilità 2025, dedicata all’equilibrio tra urbs (la città fisica) e civitas (la comunità), la conferenza internazionale del 17 novembre affronta una delle sfide più urgenti della contemporaneità: l’innalzamento del livello del mare e la conseguente minaccia al patrimonio culturale delle città costiere.
Come possiamo trasformare la sfida dell’innalzamento del livello del mare in un’opportunità per rafforzare il legame tra la città e i suoi abitanti, costruendo un futuro più sostenibile per tutti?
Come possiamo proteggere il nostro patrimonio culturale, sia materiale che immateriale, di fronte a questa minaccia incombente?
In che modo possiamo garantire la resilienza delle nostre città, salvaguardando al contempo il legame tra urbs e civitas?
Venezia riconosciuta Resilience Hub dall’ufficio ONU
Venezia, emblema internazionale della resilienza ai cambiamenti climatici e città che fa parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, ha già sperimentato le conseguenze dell’innalzamento del livello marino e sta attualmente sperimentando soluzioni innovative per tutelare il proprio patrimonio. Per tali motivi, Venezia è stata riconosciuta come Resilience Hub nell’ambito della campagna “Making Cities Resilient 2030 (MCR2030)” promossa dall’UNDRR (Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio di Disastro
600 milioni di persone vivono a meno di 10 metri sul livello del mare

L’innalzamento del livello del mare è un fenomeno di portata globale che mette a rischio non solo l’ambiente e l’economia, ma anche l’identità stessa delle comunità insediate lungo le coste. Le zone costiere costituiscono, infatti, alcune delle aree a maggiore densità abitativa del pianeta, ospitando 11 delle 15 più grandi megalopoli mondiali. Questi territori rappresentano centri nevralgici per molteplici attività umane (ad esempio pesca, industria, turismo) e, in numerose regioni, gli ecosistemi costieri forniscono non solo risorse alimentari ma anche una varietà di servizi.
Sebbene fino ad oggi l’incremento del livello marino dovuto ai cambiamenti climatici sia rimasto generalmente contenuto (nell’ordine di alcuni decimetri dall’inizio del XX secolo, ad eccezione di specifici contesti locali come quello veneziano), nei prossimi decenni potrebbe costituire una minaccia significativa — soprattutto in combinazione con eventi estremi — considerando che oltre 600 milioni di persone vivono attualmente a meno di 10 metri sul livello del mare, un numero destinato a raddoppiare entro la fine del XXI secolo
Rappresentanti di enti ed organismi veneziani e internazionali per le città costiere
La conferenza del 17 novembre ospiterà i saluti di Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Fondazione la Biennale; Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia; Domenico Guglielmi – Comandante Istituto di Studi Militari Marittimi e Presidio Marina Militare di Venezia e un video messaggio di Kamal Kishore – Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite e capo dell’ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di disastri (UNDRR). L’introduzione ai lavori sarà a cura di Renato Brunetta, presidente di VSF.
Le principali iniziative europee ed internazionali saranno illustrate da Francesco Musco, direttore della Ricerca, IUAV, presidente del CORILA e vice-presidente del CSRCC (Center for Studies and Research on Climate Change); Agustín Sánchez-Arcilla, Universitat Politécnica De Cataluña (Spagna); Abdulkadir Shettima, direttore Esecutivo, African School of Regulation; Natalia Alonso Cano, chief of UNDRR Regional Office for Europe and Central Asia.
La sessione “Voci dal Mondo” vedrà la partecipazione di rappresentanti di Marocco, Mozambico, Nigeria, Senegal, Egitto, Portogallo, Grecia.
I lavori saranno coordinati da Pierpaolo Campostrini, direttore di CORILA, co-curatore e Coordinatore scientifico del Padiglione “Intelligent Venice”, le conclusioni saranno a cura di Chiara Cardaci, del Dipartimento di Protezione Civile.






































