I Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 sono ormai dietro l’angolo: mancano meno di 5 mesi alla cerimonia di inaugurazione e all’inizio delle gare che avranno come teatro tutto il Nord Italia con il capoluogo lombardo e la Regina delle Dolomiti come luoghi simbolo. Ma l’aspetto agonistico non è certamente l’unico a dover essere valorizzato. Tanti eventi collaterali sono già iniziati fra Lombardia e Veneto. Fra i più originali e meritori c’è senz’altro l’Olimpiade Culturale ovvero il progetto della Federazione Internazionale Cinema e televisioni sportive (FICTS) che opera nel campo della sempre troppo trascurata cultura sportiva. E quale modo migliore per omaggiare i giochi se non una mostra dedicate alla Donne ai Giochi? Ma l’iniziativa non è isolata dal momento che anche il Veneto vuole fare la sua parte.
Donne ai Giochi
In particolare per i Giochi 2026 è stata realizzata una mostra con foto e video inediti che parte da un luogo manzoniano – il lago di Como – ma che farà poi tappa anche in Veneto. Il battesimo dell’iniziativa è allo Yacht Club Eriolario di Lezzeno, in provincia di Como, una cornice spettacolare e volutamente decentrata rispetto ai grandi centri urbani e alle metropoli. Il titolo del progetto è “Sport movies & televisione, la cultura attraverso l’olimpismo” ed è realizzato appunto dalla Federazione che ha deciso di unire e valorizzare la tradizione culturale lombarda e veneta con la storia e i valori dei Giochi Olimpici e Paralimpici.
La Mostra al…. femminile

Sono circa 300 le immagini montate su tribeca che compongono l’allestimento della mostra arricchita da un video inedito di 53 minuti. Il tema delle foto è incentrato sullo sport olimpico al femminile: “Donne ai Giochi”. Mai come di questi tempi è particolarmente importante promuovere l’immagine della donna anche attraverso lo sport. Lo fa anche il video che raccoglie i momenti più emozionanti delle Olimpiadi negli anni con le atlete in primo piano. Sono tutte immagini esclusive.
Gli Autori del progetto

La Fédération Internationale Cinéma Télévision Sportifs è presieduta da un italiano, il professor Franco Ascani che è membro italiano della Commissione Cultura e Patrimonio Olimpico del Comitato olimpico internazionale (il Cio) ed è l’unica Federazione del settore riconosciuta. Il suo obiettivo è promuovere i valori dello sport e il significato socio-culturale dei Giochi integrando appunto lo sport con la cultura.
Lo stesso Ascani spiega quanto sia fondamentale far conoscere “il patrimonio olimpico dislocando una mostra in territori diversi dai grandi centri per preparare il giusto terreno per i prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici. Nel video e nelle foto scelte per la mostra sono immortalati gesti che sanno di eternità. La nostra federazione è operativa dal 1983, vi aderiscono 130 Nazioni per un totale di 11.412 soci sparsi in tutto il mondo. Abbiamo sede a Milano dove ogni anno si tiene il più importante Festival internazionale del settore (quest’anno si svolgerà dal 7 all’11 ottobre)”.
Donne ai Giochi per promuovere la cultura sportiva

Per promuovere i valori della cultura sportiva attraverso il linguaggio universale e interculturale del cinema e della tv la Ficts – ente senza scopo di lucro – mette in contatto artisti, organizzazioni sportive e comunità locali con lo scopo finale di lasciare una eredità culturale che vada oltre i Giochi di Milano Cortina 2026.
La mostra è gratuita e può essere visitata fino alla fine di ottobre in località Calvasino di Lezzeno, a pochi chilometri da Bellagio (tel 031 914456).
Oltre alle Donne ai Giochi, un’altra bella iniziativa a Longarone

Altra ottima iniziativa culturale legata ai Cinque Cerchi è il percorso itinerante che, partito il 7 agosto da Longarone, toccherà le principali città del Veneto, avvicinando il grande pubblico allo spirito dei Giochi Invernali. Promossa dalla Regione del Veneto, in collaborazione con il sistema Camerale Veneto, e sviluppata da Fondazione Cortina con Venicepromex, la mostra “Le due Oljmpiadi” è curata dall’architetto Ugo Soragni e si sviluppa attraverso sei ambienti espositivi tematici, caratterizzati da installazioni multimediali e materiali storici di valore.
Tra gli oggetti in esposizione spiccano due fiaccole olimpiche – quella originale del 1956, messa a disposizione dal Comune di Valle di Cadore, ed una riproduzione di quella ufficiale dei Giochi del 2026 – e un bob d’epoca degli anni Cinquanta appartenente alla collezione privata di Luigino Grasselli, ex presidente del Bob Club Cortina, oltre a poster originali, foto d’archivio, plastici e progetti relativi agli impianti sportivi e alle infrastrutture in via di realizzazione, dalle strade ai nuovi centri di aggregazione. Presenti anche alcuni indumenti di gara di importanti atleti, come Roberto Zandonella, bobbista che vinse a Grenoble 1968 l’oro insieme al mito Eugenio Monti.
L’intervento della Fondazione Cortina

Il percorso espositivo è arricchito da video storici, tra cui cinegiornali e filmati dell’Istituto Luce, che raccontano l’atmosfera della Cortina Anni 50 tra mondanità, sport e turismo d’élite. “Questa mostra è un ponte tra passato e futuro, tra la grande eredità di Cortina 1956 e la visione innovativa di Milano Cortina 2026. Un’occasione per riscoprire il valore simbolico e culturale dei Giochi attraverso immagini, suoni e oggetti che emozionano e raccontano storie – ha dichiarato Stefano Longo, Presidente di Fondazione Cortina –. La mostra nasce con l’obiettivo di contribuire a diffondere l’entusiasmo olimpico e paralimpico in tutto il Veneto, coinvolgendo i cittadini in un percorso condiviso di avvicinamento a un evento che entrerà nella storia”.

“La mostra rappresenta un’occasione preziosa per ripercorrere i temi centrali dell’Olimpiade di Cortina 1956, mettendoli in dialogo con le questioni più attuali e dibattute in vista dell’edizione del 2026, in particolare la sostenibilità ambientale e la necessità di migliorare infrastrutture ed impianti esistenti. Le ricerche hanno rivelato interessanti parallelismi tra i due eventi, portando alla luce rari materiali storici, e suggerendo al contempo nuove direzioni di studio. L’esposizione non è un punto d’arrivo, ma un’anteprima di un futuro museo olimpico che Cortina dovrà realizzare per affermare la propria identità olimpica e unirsi al ristretto gruppo di località che hanno ospitato due edizioni dei Giochi invernali. Un museo che dovrebbe diventare un centro di ricerca e divulgazione, dotato di biblioteca e archivio, per custodire e valorizzare un patrimonio altrimenti destinato ad essere perduto” ha commentato il curatore della mostra Ugo Soragni.
































