Continua su http://www.enordest.it la nuova rubrica dal titolo “Itinerari”. Ogni domenica sarò felice di presentarvi voci e storie tra Nordest e Sardegna, terre straordinarie tra cui vivo e lavoro. Vi accompagnerò lungo itinerari culturali, turistici ed imprenditoriali ricchi di fascino e creatività, che conto sapranno informare ed emozionare chi vorrà farci compagnia. Oggi con “Itinerari” vi porto a conoscere un’azienda di riso di Oristano, “Riso Passiu”, che coniuga tradizione e innovazione con l’obiettivo di produrre riso di altissima qualità. Grazie alla lunga esperienza maturata sul campo, al clima della Sardegna e all’accurata selezione dei terreni migliori, l’azienda è riuscita ad ottenere eccellenti produzioni che le sono valse nel tempo numerosi premi nel concorso nazionale riservato ai produttori di sementi.
“Il Campidano di Oristano si è riscoperto ideale terroir per la coltivazione del riso”

Lo dice con orgoglio Felice Passiu, seconda generazione di un’azienda nata nel 1975 ad opera del padre Genesio. Felice ha apportato idee nuove per affinare ed innovare la produzione e nel 2014 ha dato vita al progetto “Riso Passiu”. Nei 130 ettari di proprietà dell’azienda vengono coltivate sia varietà storiche della risicoltura italiana che di recente costituzione: riso nero Gioiello, Carnaroli Classico, Vialone Nano Classico, Aromatico Gange, Integrale Elettra, Sushi.
Felice Passiu, la Sardegna non è tradizionalmente identificata con il riso, ma il vostro prodotto fa incetta di premi. Quali sono quelli che vi danno più soddisfazione?


“Quando si pensa alla Sardegna, il riso non è di certo la prima cosa che viene in mente, eppure la nostra è una terra straordinariamente vocata, che regala microclimi eccezionali. Tra tutti i traguardi raggiunti, veder menzionare e premiare la qualità della nostra produzione da testate e guide di prestigio come Forbes e Gambero Rosso, con quest’ultima che ci premia ininterrottamente da ben sei anni consecutivi – è senza dubbio il riconoscimento che ci riempie di più d’orgoglio, ripagando l’impegno quotidiano che portiamo avanti”.
Qual è il segreto di tanto successo?

“Dietro a questi risultati c’è il frutto di cinquant’anni di esperienza sul campo e di una profonda conoscenza dei cicli della terra nella piana del Campidano di Oristano. Abbiamo puntato su sementi antiche e innovative certificate, tra cui l’autentico Carnaroli Classico, di cui siamo gli unici coltivatori in Sardegna tutelati dall’Ente Nazionale Risi, e il Vialone Nano Classico. Gestiamo direttamente ogni fase, dalla cura in campo fino al confezionamento in sede, garantendo un controllo completo sulla filiera e una qualità costante. Il legame stretto con i professionisti della ristorazione, unito alla trasparenza con cui raccontiamo il nostro lavoro quotidiano, ha permesso di costruire una solida reputazione basata sulla fiducia e sul passaparola di chi sceglie il nostro riso. Alla base di tutto c’è la passione di una famiglia che unisce la tradizione agricola all’innovazione, mettendo la faccia ogni giorno per offrire un’esperienza superiore in cucina”.
Quando comincia la storia di Riso Passiu?

“La nostra storia comincia nel 1975, quando mio padre Genesio Passiu ha fondato l’azienda agricola a Oristano. Per decenni l’attività si è concentrata sulla produzione di riso da seme e riso da pila, lavorando prevalentemente come fornitori di materie prime sfuse per le grandi riserie del Nord Italia. La svolta è arrivata nel 2015, quando si è deciso di dare un’identità e un volto definiti a tutto quel lavoro, uscendo dall’anonimato del mercato generico per firmare e confezionare direttamente il nostro riso. Un percorso che si è poi consolidato nel 2017 con la costituzione della società semplice, segnando l’evoluzione naturale di un’azienda che ha saputo unire le radici della tradizione familiare alle sfide del mercato moderno”.
Felice Passiu, ci racconti in sintesi di lei e di quando e come decide di proseguire la tradizione di famiglia…

“Se ci penso, io sono letteralmente cresciuto in mezzo a questa terra, respirando ogni giorno la passione e la fatica del lavoro nei campi della mia famiglia. Poi sono arrivati gli studi in informatica e l’esperienza come grafico pubblicitario. È stato proprio quando sono tornato da quel mondo che è scattata la scintilla: ho capito che potevo mettere le competenze digitali e visive che avevo acquisito al servizio della nostra tradizione. Volevo raccontare e far conoscere, anche a chi non era nato in risaia, il mondo straordinario che c’è dietro al riso, facendo capire il lavoro, la dedizione e il valore del nostro territorio e delle nostre varietà.

Così, nel 2014, ho fatto il grande passo e ho dato vita al brand ‘Riso Passiu’. Per farlo conoscere davvero, ho cercato il confronto diretto con gli addetti ai lavori, con gli chef e i professionisti del settore alimentare. Mi sono rivolto a loro perché sapevo che erano le persone giuste, capaci di riconoscere subito la qualità del nostro prodotto e di aiutarci, con il loro supporto e con un passaparola autentico, a farci strada e a far apprezzare il nostro riso.

Quella spinta iniziale e quel racconto sul campo si sono poi formalizzati nel 2017 con la nascita della ‘Riso Passiu S.S.A.’, che ha sancito ufficialmente l’ingresso della seconda generazione in azienda. Oggi portiamo avanti una filiera corta e controllata, unendo l’esperienza agronomica all’uso delle sementi più pregiate per coltivare varietà d’eccellenza come l’autentico Carnaroli Classico. Il nostro obiettivo non è semplicemente produrre riso, ma portare l’anima e l’identità più vera della Sardegna sulle tavole italiane e internazionali”.
Come si è approcciato all’azienda e ad un mercato sempre più esigente?

“Siamo partiti con l’obiettivo di dare un’identità forte e riconoscibile alla nostra azienda, mettendo al centro la qualità assoluta: una scelta che si traduce nel valorizzare il legame indissolubile con la Sardegna, garantire trasparenza totale sulla filiera e puntare esclusivamente su varietà d’eccellenza. Sapevamo bene che il mercato stava cambiando e che, ormai da diversi anni, è diventato sempre più esigente, con una forte ricerca del prodotto locale, a chilometro zero e di altissima qualità. Tuttavia, non basta puntare solo sulla qualità: è fondamentale saper comunicare e farla riconoscere, ed è proprio lì che entriamo in gioco noi.
È questo il lavoro più importante e impegnativo che portiamo avanti ogni giorno. Il nostro è un prodotto di nicchia e si scontra inevitabilmente con un mercato molto attento al prezzo e con dinamiche commerciali che non sempre favoriscono l’arrivo dell’eccellenza autentica sulla tavola del consumatore. Ogni anno che passa diventa sempre più difficile comunicare, farsi conoscere e farsi riconoscere per il valore reale che si porta sul piatto. Nonostante questo, la risposta al lavoro fatto in questi anni è stata straordinaria: siamo stati fortunati con il nostro prodotto e oggi continuiamo a crescere proprio grazie al supporto di tanti consumatori e addetti ai lavori che apprezzano, scelgono e valorizzano il nostro riso”.
Il Veneto che ruolo e che importanza ha giocato nella sua formazione?

“Il Veneto è stato per me una scuola di vita e di lavoro durante gli anni universitari. Una terra che mi ha trasmesso il valore della dedizione, della pianificazione e della cura del lavoro, plasmando profondamente la mia visione imprenditoriale. Quegli anni mi hanno permesso di scoprire la straordinaria cultura del risotto e il potenziale unico del Vialone Nano.
Vedere come questa varietà riesca a valorizzare anche gli ingredienti più delicati, grazie alla capacità di assorbire i condimenti e cedere amido in mantecatura, è stata una vera rivelazione. Lì ho compreso che il riso non è un semplice ingrediente, ma il cuore pulsante di un piatto. Scommettere sulla sua coltivazione in Sardegna è stata una sfida complessa ma entusiasmante. Un traguardo che ci ha permesso di ampliare la nostra offerta con una varietà prestigiosa, capace di valorizzare e impreziosire la nostra gamma. Non si è trattato dell’origine di tutto, ma della conferma della nostra maturità agricola e visionaria”.










































































