Playing Gracie Darling su Netflix, è una serie thriller australiana composta da 6 episodi, in cui il soprannaturale serve come amplificatore di dinamiche psicologiche e traumi irrisolti. Gracie Darling scompare all’età di 14 anni dopo una seduta spiritica. Joni Gray, la sua migliore amica non ha mai superato questo forte trauma e, dopo 27 anni, la donna, che ora è diventata una psicologa infantile molto affermata, viene coinvolta nel caso di un’altra ragazzina, scomparsa in simili circostanze.
Come affrontare definitivamente il suo passato tormentato?
Come togliersi di dosso i sensi di colpa anche se non erano a lei attribuibili?

Joni con le sue attuali competenze si mette a condurre un’indagine parallela a quella ufficiale, entrando nella testa dei bambini coinvolti, cercando di decifrare i loro silenzi e le loro paure.
E scavando proprio nell’inconscio si rende conto che in quella orribile notte di tanti anni prima, lei e Gracie avevano giocato con qualcosa di più grande di loro e di intoccabile. Un viaggio molto intenso nel dolore e nella colpa irrisolta, in un mondo pieno di segreti e di analisi dell’animo umano.
Sempre su Netflix La trappola

La trappola, su Netflix, miniserie drammatica tedesca, vede vede Lisa Konrad, scrittrice di successo, non uscire di casa dalla morte della sorella avvenuta dieci anni prima e rimasta senza colpevole. Quando crede di riconoscere il suo assassino in TV, escogita un piano rischioso preparando appunto una trappola per smascherarlo: usare se stessa come esca per attirarlo allo scoperto. Ma, mentre si avvicina sempre più alla verità, Lisa dovrà fare i conti con segreti e pericoli che potrebbero mettere nuovamente a rischio la sua vita.
Nel cast, la protagonista principale è l’attrice tedesca Friederike Becht, che recita insieme agli attori Hans Löw, Matthias Brandt, Anna Schudt, Malaya Takeda, Josephine Thiesen, Miriam Ohlmeyer e Michael Klammer.
Netflix e lo sport
Agli amanti dello sport, segnalo, sempre su Netflix, TYSON, un’interessante docuserie divisa in 4 parti, dedicata alla vita personale e sportiva del famoso pugile Mike Tyson, una tra le figure più inquiete e più affascinanti della storia dello sport.

Tante le testimonianze e le interviste dirette al Campione.
Raggiunto il successo quando era ancora giovanissimo, (vinse, più giovane della storia, un titolo mondiale dei pesi massimi – WBC -: era il 1986, aveva 20 anni, 4 mesi e 22 giorni) diventò uno dei pugili più celebri e temuti al mondo diventando campione indiscusso tra il 1987 e il 1990.

Dipendente da alcool e cocaina, due anni in prigione, la morte della piccola figlia…Sport, celebrità, denaro, relazioni e crisi personali diventano parti dello stesso racconto.
Una successione di bruttissimi “momenti” che ora, a sessantanni compiuti da poco, gli fanno dire: «Sono grato per tutto il male che mi è successo, perché mi ha reso una persona migliore»
Floyd Russ alla regia in TYSON dirige quattro episodi di circa un’ora ciascuno. La produzione coinvolge, tra gli altri, Jenna Millman, Jacob Miller, Alexa Ginsburg, Jim Gray, Ian Orefice, Amanda Spain, Jonna McLaughlin, Greg C. Lake, Michael Hughes, Douglas Banker, Bill Simmons e lo stesso Russ.









































































