Spesso i bambini si inventano un amico immaginario, una presenza invisibile per tutti ma che per loro è un conforto vero, reale, qualcuno con cui giocare, confidarsi, sentirsi al sicuro. Carmen, la protagonista del romanzo d’esordio di Michela Panfili, invece, deve convivere, suo malgrado, con una presenza disturbante e difficile da gestire soprattutto di fronte alle altre persone. Una presenza che si manifesta all’improvviso con tic, gesti improvvisi, versi, esclamazioni spesso inappropriate per il contesto sociale in cui esplodono.
Carmen e la fatica di tenere a bada “un’amica” che non vuole

Nel libro, pubblicato l’aprile scorso da Cleup, intitolato Carmen va a scuola con Tourette, l’autrice racconta la vita quotidiana di questa bambina di tredici anni, che quotidianamente cerca di tenere a bada questa sindrome che non può controllare, nella continua speranza che le altre persone, gli insegnanti e soprattutto i compagni di scuola, non se ne accorgano. Racconta le strategie che cerca di mettere in atto per camuffare la sintomatologia, l’ansia che la travolge in palestra, per esempio, quando deve svolgere esercizi che per gli altri sono banali e per lei invece rappresentano un ostacolo quasi insormontabile.
Leggere e vivere in prima persona la storia di Carmen

Il lettore vive assieme a lei dapprima l’entusiasmo per essere stata scelta dalla professoressa di italiano per interpretare Francesca nel saggio teatrale di fine anno dedicato all’Inferno di Dante. Entusiasmo che presto si stempera e si trasforma nella paura di come Tourette, che è un vero e proprio personaggio nella storia, potrebbe rovinare la sua esibizione.
Tutto sembra perfetto
A scuola è la studentessa perfetta, la sua vita sembra quella di una qualunque adolescente, eppure, ogni suo gesto è una battaglia silenziosa, perché Carmen non è mai sola, appunto, perché con lei c’è “Tourette”, una compagna invisibile e molesta che non la lascia un istante, nemmeno quando mangia o studia.
Carmen e una domanda difficile

La ragazza si domanda continuamente se sarà mai davvero come le altre, soprattutto quando entra nel mondo della scuola, una comunità dove è impossibile far finta di niente e sperare che gli altri non si accorgano di questa sindrome che è davvero difficile, se non impossibile, gestire, anche perché al momento non se ne conosce la causa e tanto meno esiste una cura.
La delicatezza del romanzo
Il romanzo di Michela Panfili è delicato e potente allo stesso tempo e pone una importante riflessione sulla forza di essere diversi in un mondo che ci pretende tutti uguali.
L’autrice

Michela Panfili è nata a Cadoneghe nel 1967. Laureata in lingue e letterature straniere moderne, insegna lingua e cultura spagnola presso il III Istituto Comprensivo di Padova con le tecniche del laboratorio teatrale e la scrittura creativa è l’ideatrice del concorso poesia in lingua spagnola “La sed de infinito”. Carmen va a scuola con Tourette è il suo primo romanzo.













































































