Si è spento all’età di 81 anni Vito Monaco, storico giornalista e volto tra i più conosciuti dell’informazione televisiva veneta. Per colleghi, telespettatori e amici comuni era semplicemente “il Professore”, soprannome che nel corso degli anni era diventato sinonimo di competenza, autorevolezza e passione per il giornalismo.
Chi era Vito Monaco

Nato a Bari il 21 maggio 1945, viveva da molti anni ad Abano Terme, Monaco è deceduto dopo che, nelle ultime settimane, le sue condizioni di salute si erano progressivamente aggravate a causa di uno scompenso cardiaco. La notizia della sua scomparsa ha rapidamente suscitato profonda commozione nel mondo dell’informazione e tra le migliaia di persone che lo hanno seguito durante una carriera lunga e prestigiosa.
La carriera
Figura di riferimento del giornalismo televisivo, Vito Monaco ha legato il proprio nome a numerose trasmissioni che hanno segnato un’epoca dell’informazione locale. Per anni era stato direttore della testata giornalistica di Canale Italia, contribuendo in maniera determinante alla crescita dell’emittente e alla formazione di numerosi professionisti del settore. In precedenza aveva lavorato anche per Serenissima Tv, distinguendosi per il rigore professionale e per la capacità di raccontare l’attualità con chiarezza e approfondimento.
Calciolandia, una tramissione tutta sua, ma non solo
Tra i programmi che lo hanno reso particolarmente popolare spicca “Calciolandia”, trasmissione che ha condotto per circa trent’anni e che è diventata un punto di riferimento per gli appassionati di sport. Il suo volto è stato inoltre associato a format di successo come “Notizie Oggi” e “Linea Sera”, appuntamenti seguiti da un vasto pubblico e caratterizzati dal suo stile diretto, incisivo e sempre attento ai temi di maggiore interesse per i cittadini.
Vito Monaco e la nomina a Commendatore della Repubblica

Dietro il professionista, c’era un uomo che aveva fatto dell’informazione una vera missione. Nel corso della sua lunga attività giornalistica aveva raccontato fatti, storie e vicende umane con serietà e dedizione, convinto che il ruolo del giornalista fosse quello di informare con responsabilità e rispetto della verità. Un approccio che gli ha fatto guadagnare la fiducia del pubblico e la stima unanime dei colleghi. Il suo impegno e il contributo offerto al mondo della comunicazione sono stati riconosciuti anche dalle istituzioni con la nomina a Commendatore della Repubblica, onorificenza che testimonia il valore del percorso professionale e umano costruito in decenni di attività.
In tanti ricordano Vito Monaco

Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati nelle ore successive alla diffusione della notizia. Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha ricordato il legame personale che lo univa al giornalista: «È stato il primo ad intervistarmi all’inizio del mio percorso politico. L’esperienza di quel giorno è rimasta nel mio bagaglio di vita e ora che Monaco non c’è più diventa memoria di un rapporto umano».

Anche il presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia, ha voluto rendere omaggio alla figura del giornalista: «Era un professionista preparato, diretto, curioso, sempre attento a ciò che accadeva nel territorio e nel Paese. Fino all’ultimo è rimasto presente, con grande forza, continuando a parlare al suo pubblico e a fare il suo mestiere».
Una mancanza che peserà
Con la scomparsa di Vito Monaco se ne va una delle voci e dei volti più autorevoli e riconoscibili della televisione locale. Nel silenzio lasciato dalla sua scomparsa, rimane il ricordo di un uomo che ha dedicato la propria vita all’informazione, contribuendo a raccontare il territorio, il Paese e le persone che ne hanno scritto la storia.














































































