E’ stata inaugurata sabato scorso la decima edizione del Ferrara Film Festival con l’apertura ufficiale del Cine Village Experience situato nel cuore della città in piazza Trento e Trieste con a lato il Mazda Lounge e il classico “red carpet” dove sono sfilati in passerella i primi artisti annunciati e subito dopo accompagnati all’interno del teatro Nuovo vero e proprio palcoscenico per tutte le premiazioni e le proiezioni dei film in concorso. Tra l’altro in questa edizione unitamente a quelli fuori in concorso e ai vari cortometraggi saranno ben sessanta le opere cinematografiche proiettate. L’ospite più atteso e annunciato da tempo è stato il famoso attore indiano Kabir Bedi (accompagnato dalla moglie Parveen Dusanj), protagonista indimenticato della serie televisiva dedicata al personaggio di Sandokan, creato dalla penna dello scrittore Emilio Salgari.
Kabir Bedi e Sandokan

Kabir Bedi ha ricevuto il “Dragone d’oro” per l’eccellenza artistica, ma soprattutto per i cinquant’anni di quella storica fiction Rai. “Sono molto contento e anche emozionato di ricevere questo importante premio e riconoscimento, anche se” –ha precisato Kabir Bedi – “la produzione della fiction è targata 1975 ma la programmazione televisiva iniziò nel gennaio del 1976. Questo significa che i festeggiamenti per il mio Sandokan televisivo iniziano prorpio qui da Ferrara ma sono destinati a continuare anche per tutto il prossimo anno. L’Italia è nel mio cuore al punto di essere diventato una sorta di ambasciatore in Italia per il mio Paese che negli ultimi tempi ha incrementato i rapporti”.

Kabir Bedi , oggi settantanove anni, ha avuto una lunga carriera cinematografica sviluppatasi per lo più in India, ma non va dimenticato anche il suo ruolo del cattivo Gobinda in “Octopussy” dove Roger Moore vestiva i panni di 007. Molti anche i fotoromanzi e la partecipazione qualche anno fa nell’Isola dei famosi dove si piazzò al secondo posto finale. Da ragazzo si dedicò alla meditazione seguendo le orme della nonna che fu una discepola di Gandhi e per tre anni svolse anche la professione di monaco. Diversi anni fa ha perso il figlio maggiore all’età di venticinque anni ed è riuscito a superare questo grande dramma proprio grazie alla sua fede profonda e alla meditazione. Oggi è anche ambasciatore per l’organizzazione benefica italiana “Care and Share Italia” che si occupa dei bambini e ragazzi abbandonati in India.
Lei prima di interpretare il ruolo di Sandokan aveva mai letto i libri di Emilio Salgari, conosceva questo personaggio?

Assolutamente no in quanto non era stato tradotto nella nostra lingua e nessuno nel mio Paese lo conosceva. Quando mi è stato proposto d’interpretarlo ho accettato e allo stesso tempo ho iniziato a leggere e conoscere le imprese di Sandokan. Devo dire che è stato magnifico e ancora oggi in tanti mi chiamano con quel nome e non con il mio. Però mi fa piacere anche perché tanti attori sono conosciuti per un ruolo fondamentale che ti rimane cucito addosso.
Dopo però ha interpretato anche il “Corsaro nero” sempre con la regia di Sergio Sollima

E’ vero è stato un altro momento molto importante, un film che ha riscosso molto successo ma sempre grazie al traino di Sandokan.
Che ricordo ha di Philippe Leroy, l’attore francese che interpretava Yanez?

Un bravissimo attore, una persona stupenda e soprattutto un caro amico che purtroppo non c’è più, ma che porto sempre nel mio cuore.
E’ vero che lei ha fatto anche il giornalista da giovane?
Sì è vero e tanti anni fa, forse sessanta ero molto giovane, ho intervistato anche i Beatles.
Segue il cinema italiano e cosa ne pensa?
Il vostro cinema è conosciuto in tutto il mondo grazie a dei grandi maestri, ma oggi è sempre ai vertici.
Non solo Kabir Bedi

La serata inaugurale non è vissuta solo sulla prestigiosa presenza di Kabir Bedi, ma sul palco teatro Nuovo sono saliti e premiati con il “Dragone d’oro” anche il regista statunitense Paul Haggis (premio Oscar per la regia di “Crash” e per la sceneggiatura di “A million dollar baby) e il musicista Ron Jones autore della colonna sonora di Star Trek. Spazio anche per il giovane attore comico Max Angioni, protagonista del film “Esprimi un desiderio” del regista Volgango De Biasi, presentato nella serata fuori concorso. Nel cast anche Diego Abatantuono.
Dopo Kabir Bedi l’augurio di Angioni

Molto simpatico il giovane Angioni, conosciuto per la sua carriera teatrale e oggi all’esordio cinematografico. “Spero veramente che questo film possa avere successo (sarà nelle sale cinematografiche da giovedì 25 settembre n.d.r.) e soprattutto possa segnare per me l’inizio di una lunga avventura. Devo dire che avere vicino un “compagno” del calibro di Diego Abatantuono è stato molto importante. Una persona squisita che mi ha aiutato molto e va detto che quando giravamo alcune scene si divertiva tra un ciak e l’altro a tirarmi addosso delle palline di pane. Un vero gigante in tutti i sensi”. Poi sul palco è stata la volta dell’attrice e conduttrice Danny Mendez, già miss Italia, bellissima e simpaticissima che nel pomeriggio aveva preso parte all’incontro sul tema “la violenza contro le donne”.
L’incontro tra Rigillo e Kabir Bedi ad anni di distanza

Di seguito l’attore cinematografico e teatrale Mariano Rigillo accompagnato dalla moglie Anna Teresa Rossini, anche lei attrice teatrale. Rigillo dopo averi ricevuto il suo premio ha salutato Kabir Bedi, ricordando a tutto il pubblico che avevano lavorato assieme nel film “Il corsaro nero”. Da allora non si erano più incontrati. Una specie di “carrambata” della serata. La scaletta è continuata con l’arrivo della cantante Neja (pseudonimo di Agnese Cacciola), famosa per i suoi brani dance alla fine degli anni novanta e inizio duemila. Poi sul palco anche il comico Roberto Ciufoli conosciuto fin dai tempi del gruppo “La premiata ditta”.
Al Festival spazio anche per l’inclusione

Una serata che ha visto il teatro Nuovo gremito di persone e condotta da Maxilian Law, direttore artistico del festival e Claudia Conte nuova co-direttrice artistica. Va sottolineato che ad aprire l’evento sono stati i componenti del gruppo musicale inclusivo “I musicanti”. Composto da giovani con disabilità che promuovono l’inclusione attraverso la musica . Alla fine della loro esibizione il pubblico ha espresso un lungo e commosso applauso.
Il commento del direttore generale

Ovviamente non poteva mancare un commento su questa inaugurazione da parte di Giorgio Ferroni, direttore generale del Ferrara Film Festival. “ Sono veramente emozionato e oltre modo contento per questa decima edizione del nostro Festival. Un’ edizione che prevede in concorso e fuori concorso tutte opere di qualità provenienti da diversi paesi. Noi abbiamo scelto di organizzare questo festival in questo periodo non perché ci troviamo in mezzo tra quelli più famosi di Venezia e Roma come si potrebbe pensare. Ma perché per la nostra città è il periodo più bello e lo dimostrano i tanti turisti che da anni vengono alla fine del mese di settembre. La presenza di un grande personaggio come Kabir Bedi, è la ciliegina sulla nostra torta che è destinata a diventare sempre più famo
Fotoservizio: Margherita Ruglioni






































