Acquisire strumenti utili nella gestione dei conflitti comunicativi, sia in ambito aziendale che nella vita di tutti i giorni. È uno degli obiettivi di “P come Donna”, ciclo di corsi dedicati all’universo femminile presentato questa mattina nella sede di Confapi Venezia a Mestre, attraverso un’apposita conferenza stampa.
P come donna alla quarta edizione

L’iniziativa, giunta alla sua quarta edizione, è promossa da Cif Provinciale di Venezia con la collaborazione di Confapi Venezia, ConfapiD Venezia e ConfapiD Treviso. È patrocinata, inoltre, dalla Città Metropolitana di Venezia e dal Comune di Venezia. Ha il pregio di inserirsi in un mondo, quello odierno, caratterizzato sempre più da litigi e dinamiche polarizzanti, presenti in molteplici contesti della società e che riguardano da vicino le stesse donne, molte delle quali faticano talvolta a trovare una via di uscita concreta da un punto di vista legato alla comunicazione e ai contesti relazionali.
Gli appuntamenti

Tre gli appuntamenti in calendario (tutti dalle ore 17 alle 19.30) a disposizione delle partecipanti, che avranno come docente Bruno Mastroianni, filosofo e formatore. I corsi, che si svolgeranno nella sede di Confapi Venezia in via Torino 63, sono sia in presenza che in video collegamento: le iscrizioni sono aperte. La prima data è quella di mercoledì 17 settembre, quando si parlerà di come funzionano i litigi e perchè è bene disinnescarli. Il secondo mercoledì 24 settembre: il tema è “Quando rispondere, quando lasciar cadere, quando scoraggiare”. Il terzo e ultimo incontro, mercoledì 1 ottobre, è dedicato a come rispondere: “A ogni botta e risposta una sua risposta efficace”.
I partecipanti alla conferenza stampa di presentazione di P come donna
Alla conferenza stampa hanno partecipato Anna Brondino, presidente CIF Provinciale Venezia APS, Cheti Ciuto, presidente ConfapiD Venezia e Bruno Mastroianni, filoso e formatore. A portare il saluto istituzionale anche la presidente del consiglio comunale di Venezia, Linda Damiano e Anna Dalla Tor, assessore comunale di Marcon e vicepresidente CIF provinciale di Venezia.
Anna Brondino presenta P come donna

Anna Brondino ha dichiarato: “Il Centro Italiano Femminile dal 1945 lavora in Italia da Aosta a Palermo per promuovere i diritti di cittadinanza della donna e la sua partecipazione alla vita delle istituzioni, collabora affinché sia superata ogni forma di discriminazione, sia praticala una politica di pari opportunità, di riconoscimento e di integrazione delle differenze nel rispetto dei principi costituzionali.
Ringraziamo di cuore Silvia Cavallarin, già Consigliera di parità metropolitana; grazie a lei abbiamo potuto cominciare questa bella avventura. Una piccola cassetta degli attrezzi per comunicare bene in ogni ambito, politico e lavorativo, che ormai grazie a Confapi Venezia oggi è alla quarta edizione.
Crediamo sia fondamentale una buona e competente capacità comunicativa, le donne pur essendo il 52% della popolazione italiana, rappresentano ancora solo il 27,2% del parlamento italiano secondo i dati aggiornati al 1° gennaio 2025. Questo dato include sia la Camera dei Deputati che il Senato, e mostra un leggero aumento rispetto all’anno precedente.
Quindi, nonostante la presenza di una donna alla guida del governo, la rappresentanza femminile nelle istituzioni politiche italiane rimane significativamente inferiore rispetto a quella maschile, il lavoro da fare è ancora molto.”
Mastroianni

Il docente Bruno Mastroianni, ha aggiunto: “Gli scontri, le polemiche, i conflitti sono pane quotidiano del dibattito pubblico. Saper dissentire senza litigare è oggi una qualità fondamentale per muoversi in questo scenario riuscendo a costruire relazioni significative.”
Cheti Ciuto e P come donna
«Negli ultimi anni – spiega Cheti Ciuto, presidente di ConfapiD Venezia – abbiamo assistito a una crescita costante della presenza femminile nel mondo delle imprese italiane, anche se siamo ancora di fronte a sfide importanti. Oggi in Italia circa il 22% delle imprese è a conduzione femminile, con oltre 1,3 milioni di attività guidate da donne. Questo dato, in crescita rispetto a qualche anno fa, è un segno tangibile del contributo che le donne offrono all’economia nazionale. Come Associazione di categoria dobbiamo farci trovare pronti a fornir loro tutti gli strumenti utili a competere per rimanere sul mercato e questo corso dedicato alla comunicazione è fondamentale. Il percorso verso una piena parità di genere – conclude Cheti Ciuto – è ancora lungo e complesso. Serve un impegno congiunto per superare ostacoli concreti come l’accesso al credito, la costruzione di reti professionali e la distribuzione più equa dei carichi familiari».
Il ruolo delle donne
Parlando di lavoro, infine, il tasso di occupazione femminile si attesta al 56%, ancora inferiore rispetto ai Paesi europei, e con un divario significativo rispetto agli uomini, soprattutto nel Mezzogiorno, dove solo una donna su tre lavora. Inoltre, molte donne lavorano part-time per necessità più che per scelta, a causa delle difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia. Nel mondo delle imprese, la presenza femminile nei ruoli manageriali è aumentata negli ultimi anni: oggi circa il 29% delle posizioni apicali è occupato da donne, rispetto al 17% di dieci anni fa.































