L’Egitto riafferma il proprio ruolo di protagonista nella ricerca di una soluzione politica al conflitto israelo-palestinese e richiama la comunità internazionale alla necessità di trasformare gli impegni assunti nella Dichiarazione di New York in risultati concreti. È questo il messaggio lanciato dall’Ambasciatore della Repubblica Araba d’Egitto in Italia, S.E. Bassam Rady, intervenuto alla riunione dei co-presidenti dei gruppi di lavoro della Conferenza di New York e delle parti interessate, in vista della riunione ministeriale del prossimo 24 settembre. Nel suo intervento, il diplomatico ha ribadito il pieno sostegno del Cairo alla Dichiarazione di New York e al relativo Piano d’Azione per la risposta umanitaria e la ricostruzione, sottolineando come il documento rappresenti un riferimento essenziale per rilanciare la prospettiva della soluzione dei due Stati, fondata sui confini del 4 giugno 1967.
L’Egitto e la questione “Gaza”

Secondo l’Egitto, la priorità assoluta resta la piena attuazione dell’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, comprendente il Piano di Pace in venti punti promosso dagli Stati Uniti, la Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e le altre deliberazioni internazionali in materia. Al tempo stesso, il Cairo ribadisce il proprio fermo rifiuto di qualsiasi ipotesi di trasferimento forzato della popolazione palestinese dai Territori Palestinesi Occupati, definendolo inaccettabile indipendentemente dalle motivazioni addotte.
La crisi umanitaria

L’Ambasciatore Rady ha evidenziato come, nonostante alcuni segnali di miglioramento rispetto alla drammatica situazione registrata nell’estate del 2025, la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza continui a mantenere livelli estremamente preoccupanti. Per questo motivo l’Egitto considera indispensabile incrementare il flusso degli aiuti umanitari, facilitare la circolazione di persone e merci attraverso i valichi di frontiera e avviare senza ulteriori ritardi le prime attività di ripresa e ricostruzione. Particolare attenzione, ha sottolineato il diplomatico, deve essere riservata ai feriti, ai malati e alle categorie più vulnerabili che necessitano di cure mediche anche al di fuori della Striscia. In tale contesto, l’apertura di ulteriori punti di accesso e la revisione delle restrizioni imposte sui beni classificati come “a doppio uso” vengono considerate condizioni indispensabili per migliorare concretamente la situazione umanitaria.
L’Egitto ha inoltre ricordato il proprio impegno sul terreno

Dal 7 ottobre 2023 il Paese ha mantenuto attivo un corridoio umanitario attraverso il quale è transitato circa un milione di tonnellate di aiuti, comprendenti alimenti, medicinali e beni di prima necessità. Parallelamente, oltre 112.000 cittadini palestinesi, accompagnati dai loro familiari, sono stati accolti in strutture ospedaliere egiziane e negli ospedali da campo allestiti lungo il confine. Grazie alla collaborazione con il Programma Alimentare Mondiale (WFP), il Cairo afferma inoltre di aver contribuito a scongiurare una grave carestia nel 2025, garantendo assistenza alimentare a circa 1,6 milioni di palestinesi, tra cui circa 400.000 persone particolarmente vulnerabili.
La speranza del Cairo

Secondo il Governo egiziano, tuttavia, la ricostruzione non può essere subordinata a future intese di carattere politico o militare. Il Cairo sollecita, pertanto, l’immediato avvio delle opere di rimozione delle macerie, del ripristino delle abitazioni, delle scuole, degli ospedali e delle infrastrutture idriche, energetiche e igienico-sanitarie, ritenute indispensabili per evitare il deterioramento delle condizioni sanitarie e ambientali nella Striscia.
Accanto alla situazione di Gaza, l’Ambasciatore Bassam Rady ha richiamato l’attenzione internazionale anche sul progressivo aggravamento della situazione in Cisgiordania e a Gerusalemme Est

Secondo la posizione egiziana, Israele starebbe proseguendo una politica di annessione territoriale. Favorendo l’espansione degli insediamenti e le violenze dei coloni, con iniziative che altererebbero lo status storico e giuridico di Gerusalemme e dei suoi Luoghi Santi. Compromettendo la prospettiva di una pace duratura. Nel suo intervento conclusivo, il rappresentante egiziano ha ribadito la necessità di rafforzare il sostegno politico, economico e finanziario all’Autorità Palestinese. Affinché possa continuare a svolgere le proprie funzioni istituzionali. Ha inoltre sottolineato come la ricostruzione debba coinvolgere direttamente le istituzioni palestinesi, il settore privato e la società civile. Attraverso un approccio “dal basso” che risponda alle reali esigenze della popolazione locale.
L’Egitto e gli impegni presi

La riunione ministeriale di New York del prossimo settembre, ha concluso l’Ambasciatore Rady, dovrà rappresentare un passaggio decisivo per tradurre gli impegni politici assunti dalla comunità internazionale in azioni concrete. Preservando la praticabilità della soluzione dei due Stati e rafforzando le prospettive di una pace stabile e duratura in Medio Oriente.













































































