Achille Bonito Oliva, negli anni Novanta del secolo scorso, scriveva – a proposito di Gard – di epigenesi della luce: quello sviluppo progressivo, concettuale ma anche fisico, per cui la percezione si adegua al mondo, ne penetra i dettagli, acquisisce consapevolezza di sé e degli altri. Idea profetica, più che mai calzante a distanza di un ventennio, per questa incredibile, rivelatrice bipersonale veneziana in cui il Gard cinetico, secondo la definizione di Gillo Dorfles, dialoga con Annalaura di Luggo, poliedrica artista napoletana. L’esposizione s’intitola PERCEZIONE / NATURA Visioni tra iride e cinetica, a cura di Marcello Palminteri ed è ospitata al MUNAV, il Museo Storico Navale di Venezia, dal 10 luglio al !9 settembre. La sede è perfetta: lo spazio, per sua natura intrinseca e simbolica, non può che richiamare l’impulso del viaggio. Una navigazione, tutt’altro che scontata, fuori e dentro di sé; l’esperienza dello sguardo che tocca l’orizzonte.
Di Luggo e Gard al MUNAV

Non tutti, neppure tra i veneziani, conoscono gli affascinanti percorsi che il MUNAV offre al visitatore: istituito nel 1923 e di proprietà del Ministero della Difesa, è gestito dalla Marina Militare e fa parte del circuito dei musei militari affidati a Difesa Servizi che ne cura la valorizzazione. Con sede in campo San Biagio, nelle vicinanze dell’Arsenale, occupa un edificio del quindicesimo secolo che fu granaio della Serenissima. Con una superficie espositiva di circa seimila metri quadri, articolata in quarantadue sale su cinque piani, il Museo racconta la storia della Serenissima, della marineria veneziana e della Marina Militare Italiana, in continuo dialogo tra passato e presente; completano il percorso espositivo il Padiglione delle Navi, nell’antica officina dei remi dell’Arsenale e il Sommergibile Enrico Dandolo (che permette ai visitatori di esplorare uno dei primi sottomarini progettati durante la Guerra Fredda).
La maestria di Gard

In questo contesto, di per sé affascinante, si sviluppa il dialogo tra le opere di Ferruccio Gard, maestro indiscusso dell’arte programmata e cinetica europea e quelle immaginifiche di Annalaura di Luggo: l’artista napoletana sviluppa da decenni – tra linguaggi multimediali, fotografia, video e regia – un’indagine sull’iride, nelle sue implicazioni simboliche, antropologiche e relazionali. Spesso il fruitore è coinvolto in azioni concettuali, con opere in bilico tra tecnologia e manualità.
L’esperienza di Di Luggo

Di Luggo anticipa una grammatica visiva che definirei frattale, sviluppatasi negli anni non solo in ambito estetico, ma anche in contesti sociali, comunicativi e mediatici. Per questo, al di là del fascino percettivo che apre orizzonti inimmaginabili, l’opera dell’artista utilizza il medesimo codice per stimolare riflessioni su questioni civili ed ambientali: dai diritti umani alla detenzione, dal rapporto tra uomo e natura alla biodiversità. Anche qui, un’epigenesi continua, a cui i lavori di Gard corrispondono con altre metodiche, ma con la medesima intenzione d’indagine.
La percezione vista da Gard e Di Luggo


La percezione del mondo che ci circonda è intesa da entrambi come un processo in continua trasformazione, in cui il vedere non è un dogma, ma una condizione mobile, in fondo affine all’esperienza del mare e del viaggio e, perché no, dell’attraversamento di confini sempre più fluidi. I colori delle iridi e degli elementi naturali presenti nei lavori di Annalaura di Luggo trovano precise corrispondenze nelle vibrazioni ottiche e nelle geometrie cromatiche di Ferruccio Gard, generando intrecci continui tra natura e astrazione. Una doppia misura: la medesima ampiezza della lunghezza d’onda, intensa, commossa; il movimento tra dentro e fuori di sé. Tutto ciò genera forze che neppure potremmo immaginare, in metodologie apparentemente tanto difformi. Invece la narrazione si fa intima, e vicina. L’esperienza è immersiva: un tuffo dentro di noi, da non perdere.
PERCEZIONE / NATURA Visioni tra iride e cinetica


Annalaura di Luggo / Ferruccio Gard
A cura di Marcello Palminteri
10 luglio – 19 settembre
MUNAV
Museo Nautico Navale di Venezia
riva S. Biasio 2148
Venezia









































































Cara Francesca,
sei di una bravura eccezionale, ti considero il numero uno!!!!!
Ti ringrazio molto, gentilissima.
Con affetto un caro saluto.
Ferruccio