Continua su http://www.enordest.it la nuova rubrica dal titolo “Itinerari”. Ogni domenica sarò felice di presentarvi voci e storie tra Nordest e Sardegna, terre straordinarie tra cui vivo e lavoro. Vi accompagnerò lungo itinerari culturali, turistici ed imprenditoriali ricchi di fascino e creatività, che conto sapranno informare ed emozionare chi vorrà farci compagnia. Oggi con la rubrica ITINERARI vi porto a conoscere Sonia, una manager del turismo, figlia della Sardegna con un papà sardo, una mamma abruzzese e un’infanzia in Germania. Andiamo a conoscere lei e le sue passioni.
Chi è Sonia

Sonia, da bambina, osservava il mondo dalla finestra della sua casa di Mannheim, in Germania. Lo sguardo volava oltre i tetti tipici dell’architettura nordica. E’ sempre stata uno spirito libero. Sognava di viaggiare. Di conoscere culture diverse. Quella ragazzina dagli occhi vivaci, figlia di un papà sardo e di una mamma abruzzese emigrati in Germania in cerca di lavoro, non avrebbe mai immaginato di vivere, da grande, nella terra di suo padre. Tanto meno avrebbe pensato di aprire – in un tranquillo paese della Sardegna sud est, Villaputzu – un’agenzia di viaggi tutta sua. La vita, si sa, scompiglia spesso le carte, ma di solito ti porta esattamente dove dovevi essere. A realizzare i tuoi sogni a qualunque costo e latitudine. Non conta dove. Conta che in quel preciso luogo e in quel preciso momento, la tua forza di volontà ha avuto la meglio su tutto.
In pochi ci credevano, ma Sonia Porcu ce l’ha fatta

E’ diventata una manager del turismo, un’agente di viaggio stimata e premiata a livello nazionale, muovendosi in una realtà che sembrava poco promettente. Non è tutto. Sonia è anche sommelier e laureanda in Enogastronomia con specializzazione in Enologia. Oggi si sveglia la mattina e dalla finestra della sua casa di Muravera – comune del Sarrabus limitrofo a Villaputzu – respira il profumo dei prati e si gode sul viso il caldo sole dell’isola. “Qui non si sente mai il gelo pungente degli inverni tedeschi, anche nei mesi più freddi. E c’è il mare più bello del mondo”, esclama con un sorriso. Il mare di Sardegna… Un sogno per milioni di turisti con l’estate alle porte. In quanti sceglieranno la Sardegna per ricaricare le batterie? Chiedo a Sonia di accompagnare i lettori di “Itinerari” a conoscere meglio lo scenario attuale del turismo in terra sarda. Scenario che deve fare i conti con l’inesorabile caro-prezzi e con l’aumento esponenziale dei biglietti di aerei e traghetti per raggiungere l’isola delle meraviglie.
Sonia raccontaci un po’ di te e della tua famiglia

“Sono nata e cresciuta in Germania. Papà e mamma si sono conosciuti lì. I miei nonni materni avevano un ristorante e mio padre era uno dei loro clienti. I miei genitori avevano entrambi i documenti pronti per partire oltre oceano. Mamma Adelina doveva andare in America e papà Gigi in Australia, ma si innamorarono. Come sempre accade quando c’è di mezzo il cuore, alla fine restarono in Germania e misero su famiglia. Da buon sardo, papà sentì il richiamo della sua terra, così ci portò a vivere nel suo paese natale, Villaputzu, comune del Sarrabus di circa 4350 abitanti, che dista un’ora di auto da Cagliari. E’ un paese tranquillo, ricco di storia e tradizioni antiche, circondato da una natura meravigliosa e da spiagge che ti conquistano per il fascino discreto e selvaggio. In poco tempo mi sono ben inserita e ho stretto amicizie preziose e vere, che mi porto appresso anche ora. Oggi dico che è stata una grande fortuna trasferirci in Sardegna. Non mi ci vedo proprio come tedesca e non vivrei mai in Germania. Nel Sarrabus invece si vive benissimo e sono contenta che i miei figli crescano qui”.
Sonia, sei cresciuta con tre fratelli, anche loro cosmopoliti come te…

“Sì! Sono legatissima ai miei fratelli. Oggi viviamo tutti in città diverse, ma siamo sempre connessi e ci vediamo appena possibile. Se uno di noi sta male, gli altri tre partono subito in soccorso! Alexandro, il fratello maggiore, vive a Montecarlo ed è un barman acrobatico. E’ il burbero di casa, ma quello con il cuore più grande. Luciano e Fabrizio vivono a Londra. Lavorano entrambi al famoso Harry’s Bar a Mayfair (un Club esclusivo per una clientela di lusso). Luciano è uno dei soci del Club e Fabrizio il suo braccio destro. Tutti e tre hanno fatto una brillante carriera: sono davvero in gamba, rispettati sia nella vita privata che nell’ambito lavorativo. Si pensa che quando sei l’unica femmina circondata da fratelli maschi, sei quella più coccolata. Nel mio caso non è stato così. Sono sempre stata io quella che ha difeso i suoi fratelli da tutto e se uno rientrava pestato, partivo io a vendicarlo (ride). Siamo una famiglia molto unita. Merito anche dell’educazione e dei valori trasmessi dai nostri genitori”.
Com’è stato per voi il trasferimento da Mannheim a Villaputzu?

“I primi anni non sono stati facili. Arrivavamo da una grande città e ritrovarci in un paese della provincia di Cagliari alla fine degli anni ’80 è stato un po’ tragico. Quando venivamo qui in vacanza ci sembrava il paradiso terrestre (sole, mare, spiaggia, amici), ma viverci tutto l’anno è un’altra cosa (sorride). In Germania studiavo in una scuola che assomigliava ai campus americani: con impianti sportivi, attività musicali ed extra-scolastiche di ogni genere. I primi anni nel Sarrabus sono stati faticosi. Sarà anche che i miei genitori aprirono nel centro del paese un bar-ristorante e – visto che si trattava di un’azienda a gestione familiare – abbiamo dovuto rimboccarci le maniche sin da bambini e lavorare sodo. Al rientro da scuola, ogni giorno, davo il cambio al bar a mio padre fino a sera. Studiavo di notte. Durante le vacanze estive non esistevano mare o uscite. Dovevamo lavorare. Invidiavo un sacco i miei amici che trascorrevano serenamente le vacanze, ma è anche vero che questo ha forgiato il nostro carattere”.
Non hai voluto seguire le orme dei tuoi genitori nella ristorazione?

“No. Dopo il diploma ho subito preso le distanze dal quel mondo. Visto che parlavo più lingue, sono entrata nel settore del turismo. Per due anni ho lavorato alla reception di un campeggio a Cala Sinzias, poi per una decina d’anni in un residence di case-vacanze a Sant’Elmo e a Porto Corallo. Dopo tanti anni in questo ruolo, però, non mi sentivo soddisfatta. Mollai tutto e iniziai a lavorare per una società che si occupava di mono e multiproprietà. Iniziai così a viaggiare per il mondo. Ricordo ancora la prima volta che sono partita da sola a Londra. Avevo 25 anni. Quando si aprirono le porte scorrevoli dell’aeroporto, mi trovai davanti tutta un’altra realtà. Decisi subito che avrei girato il mondo. Non avrei mai creduto di tornare nel Sarrabus ma, come sempre, ci mette lo zampino il cuore”.
Quindi ti sei trasferita in Sardegna per amore?

“Sì. Nel 2007, per un problema di salute, rientrai nel Sarrabus. Fu così che conobbi Maurizio. Lui era da tempo titolare della sua agenzia immobiliare ben avviata a Muravera. Persona di gran cuore e stimato da tutti. Ci siamo trovati da subito: stessa passione per i cavalli e la campagna. Abbiamo il nostro angolo di paradiso in località Baccu Arrodas, sempre a Muravera, dove teniamo i nostri cavalli, i nostri asini e i nostri cani. Come passione coltiviamo l’uliveto e la vigna. Maurizio si diverte un mondo a seguire la terra con il trattore. E’ grazie a lui se sono riuscita in brevissimo tempo ad aprire la mia agenzia. Ha sempre creduto in me e mi ha sempre spronata a realizzare i miei sogni”.
Sonia, così il tuo sogno di aprirti un’agenzia di viaggi è diventato realtà…

“Esatto, e ne vado molto fiera. Nel 2008 nacque la mia agenzia di viaggi ‘Easy Go’. In una piccola realtà come Villaputzu. Quando andavo alle fiere all’estero oppure frequentavo i corsi di formazione, sentivo alle spalle i bisbiglii dei colleghi… Dicevano che non avrei mai resistito e che avrei chiuso molto presto. Non è andata così. Oggi sono tra le agenzie Top con i più importanti Tour operator nel settore nazionale. Ho clienti che si rivolgono a me non solo dalla Sardegna e dal territorio nazionale, ma anche dall’estero, persino dall’Australia. Il mio desiderio di viaggiare si è trasformato in desiderio di far viaggiare gli altri. Mi piace trasformare in realtà quello che uno cerca nel viaggio”.
Dopo il lancio dell’agenzia, sei diventata mamma.

“Sì, sono mamma di due splendidi ragazzi: Mattia e Isabel. Grandi viaggiatori entrambi. Cerco di trasmettere ai miei figli la regola dell’’insegui sempre i tuoi sogni’ e ‘non mollare mai’. Rispetta tutti, ma non farti mai mettere i piedi in testa. Cerca sempre di avere un nuovo obiettivo e inseguilo sino a quando non ci riesci. Se cadi, ti puoi sempre rialzare”.
Sonia, ti consideri una donna controcorrente e un po’ ribelle?

“Sono la pecora nera, fuori dal gregge, sempre! Ribelle, controcorrente, libera e indipendente. Spero che lo siano anche i miei figli. Devono decidere con la propria testa e non farsi influenzare da nessuno. La famiglia è sacra. E’ l’unico posto dove potrai trovare sempre una parola di conforto anche se hai sbagliato qualcosa. Il nido caldo dove poter dormire sonni tranquilli e sereni”.
Raccontaci delle tue grandi passioni…


“Viaggiare: dipendesse da me, sarei sempre in giro. Appena trovo dei voli in offerta, parto. Da poco siamo stati alle piccole Antille ai Caraibi, ma con i ragazzi siamo stati anche in Lapponia. Da sola sono stata in Oman l’anno scorso. Mi piace fare viaggi insoliti e scoprire le realtà locali. Potrei fare 12 ore di volo, arrivare a destinazione, bere un caffè e ripartire. Ossigeno puro! Non ho problemi a viaggiare da sola, ma ho trovato la mia compagna di viaggi perfetta: mia figlia Isabel. Me la porto ovunque, visto che è uguale a me.
I cavalli: qui non si può non parlare del mio Haflinger Serafino: biondo, testardo e fannullone. La mia Hermosa e la vecchia Libera. Vorrei avere più tempo per poterli seguire di più, ma per adesso va bene così.
La moto: una passione scoperta da poco, ma mi piace da impazzire. All’inizio avevo un paura tremenda. Salivo in sella e tremavo. Testarda come sono, però, ho deciso che ci dovevo riuscire e da poco sono pure passata ad una cilindrata superiore (ride)”.
Sonia, parliamo del turismo in Sardegna: com’è cambiato lo scenario da quando sei nel settore?

“Negli anni c’è stato un calo. Sicuramente dovuto ai prezzi sempre più alti dei traghetti e alle nuove destinazioni più economiche come Calabria, Puglia e Sicilia. Anche se la Sardegna rimane il sogno di tutti. Con gli aumenti del costo della vita, purtroppo una famiglia media difficilmente riesce a potersi permettere una vacanza in Sardegna e si rivolge altrove. Manca poi da diversi anni la clientela russa, alto spendente”.
Quali zone della Sardegna consigli a chi la visita per la prima volta?

“Qui sono di parte (ride). Il Sarrabus è il posto più bello dell’isola! Villaputzu, Muravera, San Vito, Castiadas e Villasimius hanno non solo le spiagge più belle (Cala Pira, Murtas, Cala Sinzias, Porto Corallo, Costa Rei ecc.), ma sono anche ricche di storia, cultura e tradizione. Ad esempio a Villaputzu abbiamo il Pozzo Sacro di Is Pirois, uno dei più importanti della Sardegna. Nel nostro territorio ci sono tante strutture ricettive valide a costi giusti. Passiamo dagli alberghi di lusso, agli Hotel semplici, alle case vacanze, ai B&B, agli agriturismi, ai campeggi. L’unico problema è che per visitarla bene ci vuole la macchina. Senza non si riesce a girarla tutta. Il Sarrabus è un territorio fantastico. Non c’è il problema del traffico, arrivi al mare in due minuti. Qui esiste ancora il rispetto e ci conosciamo tutti. E’ una zona dove puoi lasciare tranquillamente i tuoi figli in giro, perché sai che c’è sempre un genitore che controlla che sia tutto in ordine. Ci sono tante attività sportive, ricreative e culturali. Negli ultimi anni c’è stata purtroppo una moria di negozi e per alcune cose sei costretto ad andare in città, ma la qualità della vita che si respira qui non si trova facilmente altrove. Ho tanti clienti del Nord Italia che si sono comprati casa qui e vivono il Sarrabus come un paradiso terrestre”.
Sonia, quali periodi dell’anno sono migliori per evitare il turismo di massa?

“Le medie stagioni: maggio/giugno, settembre/ottobre”.
Ci sono borghi che meritano più attenzione?

“Castelsardo è il borgo più bello. Quando organizzo i gruppi, facciamo di solito tappa a Castelsardo e l’indomani mattina una bella visita all’Asinara, un vero paradiso”.















































































Bellissimo articolo, complimenti a tutte e due.