“È assolutamente vietato entrare con macchine fotografiche e fare rilievi all’interno dello stabilimento”. Questa scritta, sulla parete all’ingresso di tutte le fabbriche del gruppo Montedison, non impedì al giovanissimo Daniele Resini, quando entrò come operaio in Montefibre nel 1970 a poco meno di diciotto anni, di contravvenire a quel divieto e di documentare il mondo della fabbrica, la fatica dei suoi compagni, le condizioni in cui lavoravano, di raccontare, insomma, e lasciare testimonianza con le immagini che catturava.
Le foto che bloccano quei momenti “forti” in fabbrica

Immagini che ha continuato a immortalare anche dopo, nel corso della sua carriera di fotografo. Immagini forti, che ritraggono operai alla manutenzione di macchinari, alla fusione dello zinco, tra i vapori del laminatoio di un’acciaieria, ma anche determinati nei cortei e nei presidi di protesta.
Dalle foto alle poesie

Allo stesso modo, ma con uno strumento diverso eppure altrettanto evocativo, vale a dire con la parola, Ferruccio Brugnaro nelle sue poesie maturava la sua presa di coscienza di ciò che avveniva sul luogo di lavoro, la dannosità per la salute dei materiali utilizzati e dei processi produttivi, non solo per gli operai, ma anche per l’ambiente. Poesie che presto si trasformarono in strumenti di lotta, divulgate su volantini stampati al ciclostile, prima di approdare sulle pagine di un libro.
Un libro che unisce i due mondi con alla base la vita della fabbrica

Questi due sguardi, paralleli ma coincidenti, si sono uniti in un bel libro pubblicato da poco per i tipi di Ronzani Editore: Ferruccio Brugnaro, Daniele Resini, Dei nostri compagni, di noi, con testi di Pier Paolo Baretta e Gianni Moriani.
Foto e poesie come testimonianza

Un libro, come ha scritto Pier Paolo Baretta «che è insieme testimonianza, memoria e canto civile. Le poesie di Ferruccio Brugnaro, scritte tra gli anni ’60 e ’90, nascono dall’esperienza diretta del lavoro a Porto Marghera: un mondo di fabbriche, turni, scioperi, ma anche di solidarietà, amore e resistenza. Versi che affondano nella materia viva della condizione operaia, restituendo la dignità e la voce di chi ha vissuto “tra cemento e sole”, con una forza di denuncia che è anche fede nella vita e nella giustizia.
Con le parole di Brugnaro, le fotografie di Daniele Resini, che documentano con intensità e rispetto la realtà industriale di Marghera dagli anni ’70 al 2005. Le sue immagini in bianco e nero, asciutte e potenti, trasformano i luoghi della fatica in icone di memoria collettiva, laddove la fabbrica diventa paesaggio umano.
Un libro che è un viaggio poetico e visivo dentro una stagione irripetibile della nostra storia.».
Chi è Ferruccio Brugnaro

Ferruccio Brugnaro, nato a Mestre nel 1936, vive a Spinea (Ve), ed è conosciuto nel territorio e a livello internazionale come poeta operaio (tradotto in molti paesi europei e negli Stati Uniti): lavorando a Porto Marghera dagli inizi degli anni Cinquanta, avendo fatto parte molti anni del Consiglio di fabbrica Montefibre-Montedison, visse i difficili anni delle lotte operaie divenendone uno dei leader, ma scelse anche un registro diverso da quello comunemente usato nelle assemblee, per le strade, sui volantini. Il suo è un registro poetico-letterario che ha dato un’altra voce al disagio operaio. Con il 1965, Brugnaro comincia a distribuire nei quartieri, nelle scuole, fra i lavoratori in lotta, i suoi primi ciclostilati di poesia, racconti, pensieri, diventando uno dei primi in Italia a diffondere la poesia in forma di volantino.
Chi è Resini

Daniele Resini, fotografo professionista dal 1982, a Venezia. Dal 1973 al 1982 operaio metalmeccanico, militando nella Fiom Cgil. Ha alternato la fotografia un campo (lavoro, reportage sociale e politico, architettura, paesaggio urbano), a lavoro di storico della fotografia, come curatore di importanti archivi veneziani, con all’attivo numerosi volumi e cataloghi di mostre, fra cui Portomarghera, le immagini e la storia 1985, Cent’anni a Venezia, la Camera del Lavoro, 1992; Venezia Novecento, la Reale Fotografia Giacomelli, 1998; Portomarghera, il Novecento industriale di Venezia, 2005. Ha raccolto migliaia di immagini in un grande archivio digitale sull’industrializzazione del territorio veneziano, ha realizzato diversi libri fotografici su Venezia e si occupa, da molti anni, di rugby, con una vasta produzione editoriale.
Ferruccio Brugnaro, Daniele Resini, Dei nostri compagni, di noi. Con testi di Pier Paolo Baretta e Gianni Moriani, Dueville (VI), Ronzani Editore, 2025.















































































