L’11 giugno 2026 l’Estadio Azteca di Città del Messico accende i riflettori sul torneo più grande della storia del calcio, con la partita inaugurale tra i padroni di casa del Messico e il Sudafrica. Da quel momento, per 39 giorni, Stati Uniti, Canada e Messico ospiteranno 104 partite distribuite in 16 stadi, fino alla finale del 19 luglio al MetLife Stadium del New Jersey. Per la prima volta nella storia, 48 nazionali si contendono la Coppa del Mondo, divise in 12 gironi da quattro squadre. Passano le prime due di ogni gruppo, più le otto migliori terze classificate, inaugurando un tabellone allargato che parte dai sedicesimi di finale. Un formato nuovo, inedito, che trasforma ogni partita in un evento e apre scenari imprevedibili. Purtroppo la nazionale italiana non parteciperà a questa edizione per la terza volta consecutiva.
Coppa del Mondo; la prima giornata

La prima giornata, l’11 giugno, propone subito due partite del Girone A: Messico contro Sudafrica a Città del Messico e Corea del Sud contro Repubblica Ceca a Zapopan. Il giorno seguente tocca al Girone D, con gli Stati Uniti che aprono la propria avventura casalinga contro il Paraguay a Los Angeles, e al Girone B con Canada e Bosnia-Erzegovina a Toronto.
Dodici gironi, dodici storie diverse

Nel Girone A il Messico parte favorito da padrone di casa davanti a una Corea del Sud insidiosa. Nel Girone B il Canada di Jonathan David e Alphonso Davies punta al primato su una Svizzera solida e abituata a fare risultato nelle grandi competizioni. Il Girone C è forse il più spettacolare sulla carta: Brasile e Marocco si giocano il primato in quello che già si preannuncia come lo scontro più atteso della fase a gironi, con Scozia e Haiti a fare da contorno.
Nel Girone D gli Stati Uniti sfruttano il fattore campo contro Paraguay, Australia e Turchia, avversarie che non concederanno nulla. Il Girone E è quello della Germania, che affronta Curacao, Costa d’Avorio ed Ecuador con l’ambizione di chiudere i conti in fretta e proiettarsi verso il tabellone finale. Il Girone F è un piccolo girone di ferro: Olanda e Giappone si affrontano già alla prima giornata in una sfida che potrebbe valere il primo posto, con Svezia e Tunisia pronte ad approfittare di qualsiasi passo falso.
La sorpresa Capo Verde

Nel Girone G il Belgio parte nettamente favorito su Egitto, Iran e Nuova Zelanda, ma la storia dei Mondiali insegna che i gironi apparentemente facili nascondono sempre un’insidia. Nel Girone H la Spagna campione d’Europa trova un Uruguay che ai Mondiali non si presenta mai solo per fare numero, con Capo Verde e Arabia Saudita a completare il quadro. Il Girone I è quello della Francia: Senegal e Norvegia di Haaland rendono il percorso tutt’altro che una passeggiata. Nel Girone J c’è l’Argentina di Messi, chiamata a difendere il titolo del 2022 contro Algeria, Austria e Giordania, in partite che il mondo intero seguirà come se fossero finali. Nel Girone K il Portogallo di Cristiano Ronaldo affronta Colombia, DR Congo e Uzbekistan puntando a una qualificazione senza intoppi. Il Girone L chiude il quadro con l’Inghilterra favorita su Croazia, Ghana e Panama.
Coppa del Mondo; un pronostico

Sul piano delle favorite, il responso unanime di bookmaker e modelli statistici parla chiaro: Spagna e Francia partono davanti a tutti. Le Furie Rosse arrivano da campioni d’Europa in carica con Luis de la Fuente che ha costruito una squadra verticale e difficile da leggere. La Francia di Mbappé, reduce da una stagione con 42 gol al Real Madrid, insegue la terza finale consecutiva dopo il 2018 e il 2022. Alle loro spalle, con ambizioni concrete, ci sono Inghilterra, Brasile e Argentina campione in carica, all’ultimo ballo di Lionel Messi.
Ogni girone ha la propria storia da raccontare

Nel Gruppo C il duello Brasile–Marocco vale quasi certamente il primato. Nel Gruppo H la Spagna parte favorita ma trova un Uruguay sempre pericoloso. Girone I la Francia affronta Senegal e Norvegia in un raggruppamento tutt’altro che agevole. Nel Gruppo J l’Argentina di Messi dovrebbe gestire, salvo sorprese, il passaggio del turno.
Ed è proprio qui che il torneo si fa interessante

Perché tra le 48 squadre ci sono alcune nazionali pronte a rompere le gerarchie. Il Giappone è la più attrezzata tra le outsider: inserita nel Gruppo F con Olanda, Svezia e Tunisia, la nazionale di Moriyasu può vantare una rosa composta quasi interamente da calciatori militanti nei top campionati europei. I Samurai Blue non sono più una sorpresa, sono una realtà. Nell’edizione del 2022 hanno già battuto Germania e Spagna nel girone, e nelle amichevoli pre-Mondiale hanno superato sia Brasile che Inghilterra a Wembley. Con Takehiro Tomiyasu in difesa, Wataru Endo in regia e Takefusa Kubo sulla trequarti, il Giappone è strutturato per arrivare fino in fondo nei sedicesimi e non solo.
Il Marocco è l’altra grande incognita. Semifinalista nel 2022, i Leoni dell’Atlante tornano con una rosa ancora più profonda, una difesa di élite e l’inserimento di Brahim Diaz come elemento di fantasia offensiva. Nel Gruppo C incontreranno il Brasile in quello che potrebbe essere lo scontro decisivo per il primato del girone.
Coppa del Mondo. Per molti l’ultimo palcoscenico

Sul piano individuale, questo sarà il Mondiale dei grandi addii e delle grandi consacrazioni. Messi e Cristiano Ronaldo calcano entrambi il palcoscenico mondiale per la sesta volta in carriera, un traguardo senza precedenti. Ma sono i giovani a catalizzare le aspettative maggiori. Lamine Yamal, 18 anni, è il giocatore più seguito della Spagna nonostante un infortunio muscolare nel finale di stagione che ne ha messo in dubbio la piena efficienza. Endrick è il presente e il futuro del Brasile, pronto a raccogliere l’eredità di Vinicius Junior come simbolo della Seleção. E poi c’è Erling Haaland, che torna al Mondiale dopo l’assenza del 2022 con la Norvegia e porta con sé la fame di chi sa di poter essere il protagonista assoluto di un torneo del genere.
Coppa del Mondo. Chi si consacrerà?

Accanto a loro, una generazione di calciatori usa questo Mondiale come vetrina per consacrarsi definitivamente. Florian Wirtz arriva al suo primo Mondiale da uno dei trequartisti più completi d’Europa, dopo il trasferimento al Liverpool: la Germania lo ha messo al centro del proprio progetto tecnico insieme a Jamal Musiala, rientrato da un lungo infortunio e già considerato tra i più dotati della sua generazione. Nico Paz, trequartista argentino esploso con il Como in Serie A, porta al torneo la fantasia di chi sembra nato per i palcoscenici grandi: in molti lo considerano l’erede naturale di Messi per qualità di gioco e istinto, e un Mondiale ben giocato potrebbe riportarlo al Real Madrid, suo club di formazione.

Takefusa Kubo è il giocatore attorno a cui il Giappone costruisce le speranze offensive: al Real Sociedad ha già dimostrato di fare la differenza ad alti livelli europei, e la vetrina mondiale potrebbe trasformarlo definitivamente in un nome globale. Julian Álvarez è forse il nome più sottovalutato dell’intera competizione: la sua maturazione all’Atletico Madrid è stata silenziosa ma costante, e in un’Argentina che prima o poi dovrà saper prescindere da Messi nei momenti decisivi, il suo peso potrebbe rivelarsi determinante. Infine Fermín López, centrocampista offensivo del Barcellona e campione olimpico con la Spagna a Parigi 2024, è uno di quei giocatori che i Mondiali trasformano definitivamente in stelle: audace, tecnico, capace di inventare soluzioni imprevedibili, è pronto per il grande palcoscenico.
Trentanove giorni. Tre Stati. Quarantotto nazionali. Un solo trofeo. Il sipario si alza l’11 giugno, e il calcio non sarà più lo stesso.








































