Il Calcio Padova si presenta all’appuntamento con la prossima Serie B in una forma societaria solida, con una governance confermata e un bilancio delle cessioni che difficilmente trova paragoni tra le squadre di categoria. Due facce della stessa medaglia, entrambe testimonianza di un club che negli ultimi anni ha saputo costruire qualcosa di concreto.
Sul fronte della governance, la proprietà Banzato ha scelto la continuità

Il Consiglio di amministrazione insediatosi lo scorso gennaio, con il presidente Francesco Peghin, il vicepresidente Giovanni Banzato, l’amministratrice delegata Alessandra Bianchi e i consiglieri Moreno Beccaro, Gianni Potti e Giampaolo Salot, verrà confermato senza scossoni. Nelle ultime settimane il CDA si è riunito più volte per rafforzare le linee di credito, ampliare i fidi bancari e approvare la situazione economico-patrimoniale del trimestre, tutti passaggi necessari per affrontare i maggiori impegni finanziari richiesti dalla cadetteria. Ora l’attenzione si sposta sugli adempimenti per l’iscrizione al campionato di Serie B 2026-27, tra depositi documentali, verifica dei parametri federali e rispetto delle scadenze imposte dalla FIGC e dalla Lega di B. In casa biancoscudata il clima è sereno, e la solidità della proprietà rappresenta una garanzia tutt’altro che scontata nel panorama attuale.
Padova; bilancio ok



A rendere ancora più rassicurante il quadro, ci pensa il bilancio delle plusvalenze maturate sotto la gestione del direttore sportivo Massimiliano Mirabelli, che ha superato complessivamente i dieci milioni di euro operando in Serie C, la categoria dove valorizzare un giocatore fino alla cessione è impresa rara quanto meritoria. L’operazione simbolo resta la vendita di Luca Moro al Sassuolo per circa quattro milioni, ma la lista è lunga: Vasic ceduto al Palermo per oltre 2,5 milioni, Giovanni Leoni trasferito alla Sampdoria per una cifra vicina ai 3,5 milioni considerando i bonus prima di andare al Parma e volare in Premier League al Liverpool, Fortin al Lens per un milione e mezzo. E poi c’è Delli Carri, la cui cessione al Monza la scorsa estate continua a produrre dividendi: la promozione in Serie A del club brianzolo ha attivato un bonus da 200mila euro, portando l’incasso complessivo dell’operazione vicino al milione.
La nuova proprietà eredita dunque un patrimonio economico e tecnico su cui costruire

L’obiettivo non è più semplicemente sopravvivere mantenendo i conti in equilibrio, ma investire con ambizione per far crescere il club dentro e fuori dal campo. Una prospettiva che, fino a qualche anno fa, in casa Padova sarebbe sembrata quasi utopistica.
Padova, il duello per la panchina

Il Padova ha mantenuto la Serie B e ora pensa al futuro. Massimiliano Mirabelli ha preso in mano la programmazione estiva e la prima decisione urgente riguarda la guida tecnica per il 2026/27. Roberto Breda ha fatto il suo, ma il club ha scelto di voltare pagina.
Il casting è durato settimane

C’è stata anche una telefonata a Davide Nicola, a conferma che l’ambizione non manca all’ombra del Santo. Il tecnico piemontese, però, aspetta chiamate dalla Serie A e non ha mostrato alcuna intenzione di scendere di categoria. Il cerchio si è così ristretto fino a un testa a testa tra due allenatori nati, ironia del destino, lo stesso giorno: il 10 agosto 1976. Antonio Calabro e Giorgio Gorgone, due storie diverse e un solo trono da occupare.
Per il Padova Calabro o Gorgone

Calabro è il profilo che nelle ultime ore sembra aver preso il largo. Pugliese di Galatina, da calciatore militò nelle giovanili della Lazio prima di una carriera tra i cadetti e la Serie C. Come tecnico ha costruito la propria reputazione partendo dal basso: ha portato la Virtus Francavilla dall’Eccellenza alla Lega Pro e ha poi guidato il Carpi in Serie B. Il salto definitivo è arrivato con la Carrarese, prima conquistando la promozione in cadetteria attraverso i playoff del 2024 e poi difendendo quella stessa categoria per due stagioni con mezzi ridotti. Esattamente il tipo di allenatore che serve a una società che non ha mai avuto budget da grande della Serie B. Prima di firmare con i biancoscudati, però, deve formalizzare la rescissione con i toscani: l’incontro è atteso a breve.

Gorgone non è stato ancora archiviato. Romano, centrocampista con oltre 270 presenze tra B e C, ha condiviso per anni la panchina con Roberto Stellone da Frosinone a Palermo, accumulando una solida esperienza tattica. Da primo allenatore ha esordito con la Lucchese in Serie C, dove nella seconda stagione ha tenuto in piedi una squadra senza stipendi fino alla salvezza ai playoff. Al Pescara ha poi ereditato una squadra ultima in classifica a novembre e l’ha riportata in corsa fino all’ultimo. Mirabelli lo stima e non ha fretta di chiudere la porta.
Il presidente Banzato vuole la decisione entro la prima decade di giugno per costruire la rosa in tempo

Il mercato non aspetta nessuno e Padova, dopo una stagione vissuta con il fiato sospeso, vuole qualcosa in più di una semplice salvezza.








































