Si terrà giovedì 15, alle 18.30, presso l’Antico Chiostro del Complesso di Santa Margherita di Vigonza (Padova), un incontro pubblico che si annuncia di particolare interesse per la complessità del tema affrontato e per il suo approccio fortemente interdisciplinare. L’iniziativa, patrocinata e ospitata con grande entusiasmo anche dal Lions Club Vigonza 7 Campanili, si inserisce nel solco delle attività culturali e sociali promosse dall’associazione, da sempre attenta alla diffusione della conoscenza e al dialogo sui temi di rilevanza umana e collettiva. L’appuntamento, dal titolo “Il trauma e la speranza. L’elaborazione del lutto oggi e nell’antichità”, propone una riflessione articolata su una delle esperienze più universali e, al tempo stesso, più complesse dell’esistenza umana: il confronto con la morte, la perdita e la ricerca di senso.
Trauma e speranza spiegati da docenti e medici

A dialogare sul tema saranno Giancarlo Garna, archeologo, ricercatore e docente, e Renzo Sieve, medico, filosofo e bioeticista. Due prospettive differenti – quella storico-archeologica e quella medico-filosofica – che si incontrano per offrire al pubblico uno sguardo ampio e profondo sulle modalità con cui l’essere umano ha affrontato, nel tempo, il trauma del lutto e la possibilità di trasformarlo in speranza. Il contributo del professor Garna si concentrerà in particolare sull’analisi dei riti funerari nell’antichità e sulle forme attraverso cui diverse civiltà, religioni e popolazioni hanno vissuto ed elaborato la perdita dei propri cari. Attraverso esempi concreti ed evidenze storico-archeologiche, verranno messi a confronto i gesti, i simboli e i rituali del passato con il modo contemporaneo di affrontare una delle paure più profonde dell’uomo, ma anche una delle poche certezze condivise da ogni cultura: la morte.
Una riflessione a 360°

La serata vuole essere non solo un momento di divulgazione culturale, ma anche uno spazio di riflessione e confronto aperto, in cui il passato viene interrogato come chiave di lettura del presente. Uno sguardo a ritroso che mostra come molte pratiche, paure e speranze legate al lutto non siano poi così lontane da noi, né dal punto di vista psicologico né da quello simbolico, culturale e sociale.
Come affrontare il trauma

Accanto alla prospettiva archeologica, l’intervento del dottor Sieve offrirà un inquadramento medico, filosofico e bioetico dell’elaborazione del lutto nel mondo contemporaneo, mettendo in relazione il trauma individuale con le dinamiche relazionali, sociali e culturali che caratterizzano la nostra epoca.
Chi è Giancarlo Garna

Giancarlo Garna è laureato in Metodologia della Ricerca Archeologica presso l’Università di Padova e specializzato in Archeologia con una tesi dedicata al Medio Oriente. Ha partecipato a numerose campagne di ricognizione e scavo in Italia e all’estero, con particolare attenzione alle aree medio-orientali. La sua attività di ricerca si concentra, tra l’altro, sulla valorizzazione e diffusione del patrimonio culturale, anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie, nonché sulla lotta al saccheggio e al traffico illecito di beni culturali, soprattutto nei contesti di crisi. Si occupa inoltre di Archeologia Pubblica, promuovendo il coinvolgimento attivo delle comunità nella tutela e nella gestione del patrimonio. È autore di contributi scientifici e relatore in numerosi congressi internazionali, oltre a essere docente nel Master in Archeologia giudiziaria e crimini contro il patrimonio culturale presso l’Università di Viterbo.
Quando c’è bisogno di affrontare un trauma e come ritrovare la speranza

L’incontro di Vigonza, reso possibile anche grazie alla collaborazione attiva del Lions Club Vigonza 7 Campanili, si propone dunque come un’occasione preziosa per interrogarsi sul rapporto tra trauma e speranza, memoria e futuro, offrendo al pubblico alcuni strumenti di comprensione che attraversano il tempo e le discipline, nel tentativo di dare voce a una dimensione dell’esperienza umana tanto fragile quanto universale.








































































Informazione interessante soprattutto dopo i fatti accaduti in Svizzera . La rielaborazione del lutto è una necessità a tutti i livelli di relazione.