E’ stato uno dei più grandi scacchisti di tutti i tempi, appena un passo sotto a Bobby Fischer di cui è un grande estimatore: Garry Weinstein Kasparov campione del mondo per 15 anni, fino al novembre 2000, è finito ancora una volta nel mirino del Cremlino non solo come oppositore, ma addirittura come terrorista. E ora rischia grosso lui che dopo gli scacchi si è dedicato anima e corpo alla politica.
Kasparov contro Putin

Originario di Baku, in Azerbaijan, dove è nato il 13 aprile di 62 anni fa, è da sempre un nemico di Putin: già nei primi anni Duemila fondò il Fronte Civile Unito e poi Solidarnosc candidandosi alla presidenza russa nel 2008, poi dovette ritirarsi per ostacoli politico-burocratici. Dovette lasciare la Russia nel 2013 prendere la cittadinanza croata e trasferirsi negli USA, dove ha sempre continuato le sue battaglie per la democrazia e i diritti umani attraverso altre organizzazioni criticando duramente l’aggressione russa all’Ucraina.
Gli arresti

Negli anni come dissidente ha collezionato una serie di arresti: nel 2007, rientrato in Russia, fu incarcerato e poi liberato soltanto grazie all’intervento del storico avversario, Anatoli Karpov, proprio il collega a cui strappò la corona nel 1985 dopo un appassionante match durato in pratica due anni rimasto nella storia del Nobil Giuoco. Cinque anni dopo, nel 2012, il 39enne Garry finì agli arresti mentre protestava davanti al tribunale di Mosca per criticare il processo al gruppo punk delle Pussy Riot.
L’accusa di apologia del terrorismo e il mandato di cattura
Ora il reato di cui è accusato – apologia del terrorismo – prevede una pena che può arrivare fino a sette anni di carcere. E, come nel tragico caso Navalny, rischia davvero grosso. Il motivo principale delle accuse sono le sue affermazioni pubbliche secondo cui l’unica speranza democratica per la democrazia in Russia passa dalla sconfitta militare in Ucraina. In Russia lo hanno messo al bando e ne chiedono quindi l’arresto come terrorista. Ma lui non si preoccupa più di tanto e continua con le proprie coraggiose battaglie, come presidente della Hrf (la Human rights foundation) e del Renew democracy initiative (Rdi).
Kasparov nella lista degli estremisti
Nell’aprile dello scorso anno la prima richiesta di arresto come terrorista: dal marzo 2025 il suo nome è addirittura nella lista degli estremisti. Garry accusa Putin di essere un “dittatore fascista”. Il suo seguito politico pare aumentare di anno in anno e per questo il Cremlino lo vorrebbe incarcerare. Ora per lui è scattato un altro ordine di arresto, in contumacia, da parte del tribunale di Zamoskvoretsky.
La carriera e le origini del Campione

Il padre di Garry, Kim Weinstein, era di origine ebrea mentre la madre, Klara Kasparova, era armena. Kasparov fu un grande talento degli scacchi fin da piccolo e per questo fu inserito già a fine anni 60 nel circuito di scuole e accademie dell’Unione Sovietica dove il “mondo delle 64 caselle” era una questione di orgoglio nazionale e di competizione intellettuale e sportiva: per questo i giocatori migliori erano sostenuti e sovvenzionati dallo Stato. Quando aveva solo 7 rimase orfano: suo padre morì improvvisamente. Il suo vero maestro è stato l’ex campione del mondo Mikhail Botvinnik. Appena maggiorenne decise di adottare il cognome della madre perché avere un cognome di origine ebraica come Weinstein poteva essere un ostacolo alla sua carriera in una Nazione ancora fortemente antisemita come la Russia.
Kasparov contro Karpov
Kasparov divenne campione del mondo giovanile nel 1980, solo un anno dopo vinse il titolo di campione nazionale dell’Urss e nel 1984 disputò la sua prima finale del campionato del mondo contro Anatoly Karpov, l’allora campione, anche lui sovietico. Il formato prevedeva che sarebbe stato decretato campione il primo che avesse vinto 6 partite senza contare le patte, ma per ben 48 partite nessuno dei due riuscì a prevalere sull’altro. Il match durò sei mesi, da settembre del 1984 a febbraio del 1985. Al termine i due giocatori erano fisicamente esausti: dall’inizio del campionato, Kasparov aveva addirittura perso più di 10 chili. A quel punto, con una decisione storica il presidente della Federazione internazionale degli scacchi Florencio Campomanes decise di interrompere la finale senza che il titolo fosse attribuito. Alla fine Karpov aveva vinto 5 partite e Kasparov 3 (di cui le ultime due), con 40 patte.
Sconfitto solo nel 2000

L’anno successivo si rigiocò la sfida – mediaticamente seguita in tutto il mondo – e Garry vinse in maniera netta dando inizio a uno dei domini scacchistici più lunghi della storia. Solo nel 2000 perse contro il nuovo astro nascente Kramnik il cui regno durò però molto meno.


















































































