Quando l’inverno scende sui Colli di Cison di Valmarino, c’è un luogo che si accende di una luce particolare: Castelbrando, l’antico maniero che domina la valle, si trasforma nella cornice perfetta del Natale più suggestivo del Nordest.
Non è solo un castello storico – meta di viaggi culturali ed enogastronomici – dove si può godere di un meraviglioso soggiorno con una delle più affascinanti Spa all’interno di un castello, ma diventa un palcoscenico di emozioni grazie alla grande visione della direttrice Ivana Casagrande (e di suo marito Massimo Colomban), che ogni anno dedica cuore e creatività alla stagione natalizia, trasformando la festa in un’esperienza autentica.
Direttrice Ivana, lei ogni anno accende il suo albero di Natale a Castelbrando…

La mia passione per la festa più bella dell’anno si riflette nello splendore dell’albero di Natale illuminato, che con le sue migliaia di luci è riconosciuto come l’albero più grande d’Italia, visibile da ogni angolo della vallata. E’ un simbolo di luce e di speranza che attrae visitatori, unendo suggestione visiva e atmosfera familiare in un abbraccio di bellezza unica. Arrivare a Castelbrando significa vivere un viaggio sospeso nel tempo. Si sale sulla funicolare che direttamente al castello. Qui, tra sale addobbate, corridoi illuminati e scorci mozzafiato, si respira un’atmosfera profondamente natalizia, calda, elegante, coinvolgente.
Qui a Castelbrando c’è lo chef Luca Miceli. Luca, ci racconti di lei

Castelbrando non è solo luci e scenografie: è ospitalità, cultura e cucina. Lo si può vivere tutto l’anno. Qui si intrecciano tradizione e contemporaneità, e al cuore di questa esperienza c’è anche la mia cucina. Conosco bene il castello e ci lavoro da alcuni anni. Tra l’altro io sono del territorio essendo nato a Conegliano.
Che piatti prepara?

Per me i piatti raccontano la storia e i prodotti del territorio, interpreto i sapori locali con eleganza e rispetto per la materia prima. Per i lettori di www.enordest.it , a Natale, propongo un piatto che incarna perfettamente lo spirito delle feste: il Risotto con radicchio di Treviso, melagrana e fonduta di Casatella DOP, un equilibrio tra sapori decisi e morbide sfumature aromatiche.
Risotto con radicchio di Treviso, melagrana e fonduta di Casatella DOP

Ingredienti (per 4 persone). Riso Carnaroli superfino 280 g, Radicchio di Treviso 50 g, Burro 30 g, Grana Padano 50 g, Brodo vegetale ½ litro, 1 cipolla, 1 costa di sedano, 2 carote, Sale q.b, Pepe nero q.b, 1 melagrana, 1 Casatella DOP Soligo, Panna fresca Soligo ½ litro, 6 fette di speck trentino
Preparazione. Inforniamo lo speck a 165 °C per circa 10 minuti, fino ad ottenere una rosolatura croccante; teniamo da parte. Scaldiamo la panna fresca in un pentolino e aggiungiamo la Casatella DOP a pezzetti, mescolando fino a ottenere una fonduta liscia e avvolgente. Sgraniamo la melagrana, frulliamo i chicchi e filtriamo il succo; se serve, leghiamo con un po’ di maizena fino ad ottenere un coulis morbido e corposo; lasciamo raffreddare. In un largo tegame tostiamo il riso Carnaroli con un filo d’olio; quando inizia a sfrigolare, bagniamo con brodo vegetale caldo e continuiamo a mescolare, aggiungendo brodo poco alla volta per circa 14–16 minuti, fino a cottura. A fuoco spento, mantechiamo con burro e Grana Padano; regoliamo di sale e pepe. Impiattiamo il risotto, aggiungiamo il coulis di melagrana, la fonduta di Casatella DOP e completiamo con lo speck croccante. Serviamo ben caldo.
Il vino in abbinamento

Per accompagnare questa creazione, lo chef Micieli suggerisce uno Chardonnay La Viarte – Friuli Colli Orientali DOC, della storica cantina di Prepotto.
Un vino fresco, fruttato e secco, capace di sostenere la struttura del piatto e di accompagnare le note morbide della fonduta e la vivacità del coulis di melagrana, donando un equilibrio perfetto all’intero abbinamento.

















































































