Chi lo chiama inverno, chi rassegnazione, chi crisi: comunque un disastro demografico. Tre funerali e una nascita. Potrebbe essere il titolo di un film. Parlando del Veneto solo 15 mila nascite in meno rispetto al 2024. Parlando della città metropolitana 4 mila studenti in meno nelle scuole veneziane. A parte la città storica, tra b&b, fuga dei giovani e overturism un caso patologico assoluto. 175 mila abitanti in centro nel 1952, oggi ridotti a 48 mila. Su 40 mila appartamenti di Venezia, oltre 20 mila sono seconde residenze e locazioni turistiche. Il comune di Venezia-Mestre é passato da 368 mila residenti nel 1968 agli attuali 250 mila circa. Per essere ancora più tragici citiamo l’Istat a livello nazionale. Se continua così, scrivono, nel 2050 ci saranno 54,7 milioni di italiani, cinque milioni in meno! Sì, avete capito bene.
Il calo demografico

Secondo il docente di Statistica a Ca’ Foscari, prof. Stefano Campostrini, responsabile della Fondazione GSI (Governance and Social Innovation): “Questa crisi certa potrebbe però essere una opportunità. Ovvero cambiare radicalmente la politica della famiglia e dei figli. La politica deve agire subito nel medio e lungo periodo. I giovani oggi sono un capitale sprecato. Bisogna convincere gli elettori anziani, ovvero la maggioranza del paese, che i giovani sono la loro garanzia. In Francia e in Germania hanno già cambiato rotta, sostenendo con fatti concreti le famiglie e chi fa più figli. Non solo in termini fiscali. Ci vuole più coraggio con la classe media che sta sparendo”.
L’inverno demografico di Venezia

Siamo ancora il Paese dove si licenziano le lavoratrici se rimangono incinta. Restando a Venezia, città simbolo della decadenza demografica, a 30 anziani over 65, corrispondono solo 10 bambini, sotto i 14 anni. Tra 10/20 anni la situazione sarà insostenibile. La città potrebbe essere abitata da turisti e da…stranieri.
Oggi in provincia di Venezia oltre 55 mila ultra 75enni vivono soli. E trovare ricovero nelle RSA diventa un’impresa, il costo e la ricerca di una badante pure.
L’invecchiamento della popolazione produrrà: una forte pressione del sistema pensionistico, la mancanza futura di forza lavoro, l’aumento dell’assistenza ospedaliera. Non si può stare allegri e pensare che da sola l’immigrazione straniera compensi il problema.
Il tema del Festival della Politica

Non è certo un caso che il tema del Festival della Politica che sta per chiudersi a Mestre abbia come argomento di fondo dei vari dibattiti “Nascere al mondo: futuro e demografia”. E’ lo sguardo al futuro più realista che si possa dare.
Continuando con l’Istat: dal 2008 al 2023 si è registrato un meno 34,5% delle nascite, passate da 576 mila nascite annuali a 379 mila.
In Europa siamo all’ultimo posto dell’inverno demografico. Nel mondo siamo allineati solo dopo la Corea del Sud e Singapore.
“Comme c’est triste Venise”, cantava Charles Aznavour. Oggi si potrebbe estendere a: comme c’est triste l’Italie.












































































