Appassionati da 22 nazioni e tre continenti per celebrare l’evento che anche quest’anno ha coniugato, in grande stile, ciclismo e territorio.Una domenica di grandi ospiti da Claudio Chiappucci a Marco Saligari, a Ken Podziba, presidente e CEO di Bike New York. Giancarlo Moretti Polegato (Villa Sandi): “Un’emozione sempre nuova”. I trevigiani dello Spezzotto Bike Team e del Gruppo Ciclistico Arcade e i padovani del Team Armistizio Zerolite leader nelle speciali classifiche di società “Go Prosecco Cycling!”. E’ Ken Podziba, l’uomo che fa pedalare New York, a lanciare la carica di buon mattino. La Prosecco Cycling riparte, anche se in realtà non si è mai fermata. In 1700 hanno partecipato alla passerella tra le colline dell’Unesco. Un mondo in bicicletta, con 22 nazioni e tre continenti rappresentati. Un evento a tutto tondo, in cui la bicicletta, lontana da ogni esasperato agonismo, diventa volano per la promozione del territorio, vetrina per la promozione dei prodotti tipici, uno sguardo non distratto su panorami che ogni volta sembrano diversi.
Saligari: “usiamo anche gli occhi quando andiamo in bici”

“Usiamo le gambe, ma usiamo anche gli occhi”, incita l’ex pro’ Marco Saligari alla partenza in Piazza Marconi a Valdobbiadene (Treviso). E il mitico Claudio “El Diablo” Chiappucci rilancia: “Ne faccio poche, ma a questa non si può mancare: qui siamo davvero tutti campioni”. Se lo dice il re della Milano-Sanremo 1991 e l’uomo della leggendaria fuga di 200 chilometri del Sestriere al Tour de France, c’è da crederci. In prima fila anche Giancarlo Moretti Polegato, il presidente di Villa Sandi, accompagnato dalla moglie Augusta e dal figlio Leonardo: “Siamo a 18 edizioni, ma sembra sempre la prima volta. Prosecco Cycling è un’emozione che si rinnova ogni anno”.
Pronti, via. Prosecco Cycling è un brindisi che non finisce più

E’ il Tricolore disegnato in cielo dal triplano della Jonathan Collection. E’ coriandoli e palloncini. E’ una Piazza Marconi tirata a lucido, grazie all’impegno dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Luciano Fregonese, che ha completato la prima parte dei lavori di riqualificazione dell’area giusto in tempo per lasciare spazio ai ciclisti. E’ una colonna sonora che parte dal “Nessun dorma” di Luciano Pavarotti e arriva a “Volare” di Domenico Modugno, passando per “Il bandito e il campione” di Francesco De Gregori.
E’ la partnership con il TD Five Boro Bike Tour, la corsa dei 32 mila che per un giorno all’anno invade strade e ponti della Grande Mela, rappresentata a Valdobbiadene da Podziba, presidente e CEO di Bike New York. E’ bandiere e lingue da mezzo mondo. Tutti insieme ma senza fretta, verrebbe da dire. Perché alla Prosecco Cycling, dove – pensate – sono apprezzate anche le bici a pedalata assistita, la lentezza non è una debolezza, ma una virtù. Chiedere, per conferma, ai ciclisti che in cima al Muro di Ca’ del Poggio si sono fermati, piede a terra, per onorare il classico ristoro con Prosecco e scampi (ne sono stati serviti 75 kg). A dispetto del richiamo del cronometro e delle classifiche, pochissimi sono quelli che hanno tirato dritto.
All’arrivo festa doppia per dodici atleti

Nel gruppo, mai troppo veloce, festa doppia per 12 atleti, nove uomini e tre donne: Thomas Bonesso (G.C. Mogliano, Junior), Matteo Monai (Spezzotto Test Team, Senior 1), Alessandro Bianchin (Spezzotto Bike Team, Senior 2), Giacomo Rigato (Gs Tombelle, Veterani 1), Davide Ferrari (Argon 18 Hicari Stemax, Veterani 2), Fiorenzo Bignami (Asd America Sport, Gentleman 1), Loreno Bizzaro (Gentleman 2), Gabriele Webber (Gc Rotalser-Rotaliano, Super Gentleman 1), Giulio Carlin (UC Limana, Super Gentleman 2); Giorgia Bandini (Bombardier Squadra Corse, Women 1), Alessia Quaglio (Mtbmania, Women 2), Nicoletta Magro (Gs Praseccobiesse, Women 3). Sono loro i vincitori di categoria della particolare sfida basata sul tempo di percorrenza di tre salite cronometrate (Ca’ del Poggio, via dei Colli e Collalto) che i partecipanti alla Prosecco Cycling hanno incontrato lungo i 100,4 km di un percorso parzialmente rinnovato, con 1.600 metri di dislivello, che ha attraversato 13 dei 15 Comuni della Docg.
Team Armistizio Zerolite si è imposto nella classifica a squadre

Con il suo agonismo divertente e mai banale, Prosecco Cycling è anche l’esaltazione del perfetto spirito di squadra. Il Team Armistizio Zerolite si è imposto nella speciale classifica a squadre che ha premiato la squadra capace di piazzare sul traguardo più atleti nell’arco di 30”: ben 49 gli atleti della formazione padovana arrivati in gruppo. Alle loro spalle, nell’ordine, il Team Cani e Porci (31) e Mtb Mania (27). Spezzotto Bike Team si è aggiudicato la classifica “Fun Team”, riservata alle squadre più veloci che sono riuscite a piazzare sul traguardo almeno cinque ciclisti nell’arco di 30”. La società trevigiana, giunta sulla linea d’arrivo in 2h46’05” (tempo del quinto classificato del team), ha conquistato il gradino più alto del podio con Alessandro Baroni, Matteo Monai, Jefferson De Freitas, Mattia Cionfoli e Loris Bergamo. Argento per l’Uc Limana (2h48’52”), bronzo per il Team DNA Casteo (2h50’00”).
Maglia nera al Gruppo Ciclistico Arcade

Al Gruppo Ciclistico Arcade, infine, la classifica 4.10, che ha premiato, con la maglia nera, la squadra più lenta sulle tre salite cronometrate. Il riconoscimento è stato consegnato da Serena Malabrocca, nipote del grande Luigi Malabrocca, la maglia nera per eccellenza, “il primo degli ultimi”. Uno a cui la Prosecco Cycling sarebbe piaciuta tantissimo, “anche se – come ha sottolineato la nipote – con 138 vittorie da dilettante e 16 da professionista, il talento non gli mancava. Quando arrivava ultimo, lo faceva per scelta, quasi una vocazione”. Nel gruppo, senza particolare fretta, anche Fabian Alexis London Vanegas, quarantenne colombiano di Guatape, premiato come atleta proveniente da più lontano. Una domenica indimenticabile per lui, così come per Veronica Vitale e Ilaria Piazza, amiche di Cernusco sul Naviglio (Milano), arrivate sul traguardo buone ultime – a circa 6 ore dal via – dopo essere state coinvolte in una caduta. In Piazza Marconi hanno trovato ad attenderle una grande torta, l’abbraccio di Chiappucci, Saligari e Podziba e tanti applausi. Perché alla Prosecco Cycling, e non è un modo di dire, sono tutti davvero vincitori. E chi arriva ultimo, lo è anche un po’ di più.
New York sposa Valdobbiadene per il grande meeting del 2022 sulla sostenibilità ambientale

“Noi ci saremo”. Ken Podziba non ha dubbi: “Bike New York parteciperà al World Cycling Monuments Meeting e sono fiducioso che anche gli altri grandi eventi ciclistici di massa del pianeta, faranno altrettanto”. Bike New York, è la società che organizza il TD Five Boro Bike Tour, il più importante giro ciclistico d’America, con 32 mila partecipanti che, solitamente la prima domenica di maggio, percorrono i cinque distretti della Grande Mela a scopo di beneficenza. Alla vigilia della Prosecco Cycling, nella splendida cornice dell’Hotel Villa Abbazia di Follina, si è svolto un incontro preparatorio al World Cycling Monuments Meeting che, oltre a Podziba, ha coinvolto dirigenti sportivi (tra i quali Ivan Piol, di Omnia Comunicazione ed Eventi, ed Emiliano Borgna, presidente di Acsi Ciclismo) ed esperti di tematiche ambientali. Tra gli intervenuti, anche l’assessore al Turismo e all’Agricoltura della Regione Veneto, Federico Caner, che, insieme a Claudio De Donatis, direttore del Settore Promozione Economica e Marketing Territoriale della Regione, ha sottolineato l’importanza della Prosecco Cycling in un quadro di grande sviluppo, a livello internazionale, del cicloturismo.
L’obiettivo del World Cycling Monuments Meeting è chiaro: radunare gli eventi ciclistici più partecipati al mondo nel segno della sostenibilità ambientale significa trasferire attraverso lo sport, e la bicicletta in particolare, un messaggio forte, non solo agli sportivi, ma a tutte le persone. Un ciclista percorre chilometri in sella alla sua bici e diventa quindi un ambasciatore che, partecipando ad eventi ciclistici come la Prosecco Cycling, condivide uno stile di vita sostenibile e in piena sintonia con l’ambiente che lo circonda. L’evento ciclistico diventa così vetrina di un territorio che si identifica con il suo paesaggio.












































































