Sabato alle 17.15 la decima giornata: i biancoscudati, reduci da due successi senza subire gol, affrontano l’ultima in classifica per consolidare la zona playoff. Dopo il doppio successo contro Avellino e Sudtirol, il Padova prova a trasformare la ritrovata serenità in una vera striscia positiva. Sabato 31 ottobre alle 17.15 i biancoscudati di Calabro sono attesi allo stadio Nicola Ceravolo di Catanzaro per la decima giornata di Serie B. Di fronte c’è una squadra ultima in classifica, ma tutt’altro che da sottovalutare: i giallorossi hanno appena cambiato allenatore, con Mignani al posto dell’esonerato Gorgone, e cercano la scintilla per rilanciare una stagione partita malissimo. Per Calabro, poi, sarà una partita speciale, perché il Catanzaro lo ha avuto in panchina per 61 gare.
Il Padova arriva con 13 punti, ottavo posto e la voglia di dare continuità a due vittorie senza subire gol
Il momento è decisamente migliore rispetto a quindici giorni fa. Dopo tre sconfitte consecutive, due delle quali in casa contro Carrarese e Virtus Entella, la squadra biancoscudata ha cambiato marcia: 1 a 0 ad Avellino con il gol di Zuelli e 2 a 0 al Sudtirol con le reti di Artistico e Capelli. Il bottino complessivo è di 13 punti, frutto di quattro vittorie, un pareggio e quattro sconfitte, che valgono l’ottavo posto. Nella stagione i biancoscudati hanno già chiuso quattro gare senza prendere gol e il ritrovato equilibrio difensivo è uno dei segnali più incoraggianti, insieme alla personalità mostrata nei momenti di sofferenza.
L’emergenza, però, non è finita. Lasagna e Caprari restano out e Zanimacchia non è disponibile, mentre dalla vigilia non sono arrivate buone notizie: nessun recupero dell’ultimo minuto. La rosa, tuttavia, resta ampia e Calabro non sembra preoccupato.
Calabro: «Il modulo conta poco senza grinta», e sul Catanzaro «ci si può aspettare di tutto»
In conferenza stampa il tecnico ha ribadito che nel suo Padova le idee tattiche vengono dopo l’atteggiamento: il modulo, ha spiegato, conta poco se manca la determinazione, la famosa grinta e bava alla bocca. L’obiettivo è dare continuità soprattutto sul piano mentale, senza abbassare le antenne e senza ripetere gli errori delle settimane peggiori. Il Padova, ha chiarito, deve continuare a stare alto anche quando l’avversario spinge, evitando il freno a mano mentale che porta a schiacciarsi nella propria metà campo, e al tempo stesso imparare a gestire le fasi della gara, addormentandola quando serve.
Sul Catanzaro Calabro ha ammesso di non avere certezze: la squadra è rimasta quella dell’anno scorso, ma il cambio in panchina lascia molti dubbi sul sistema di gioco. Parole di stima, invece, per Mignani, che secondo il tecnico ha sempre saputo dare un’identità alle sue squadre. Spazio anche al lavoro degli attaccanti: Moro e Artistico si stanno sacrificando per il collettivo, un atteggiamento che l’allenatore ritiene fondamentale per qualsiasi squadra ambiziosa. Il filo conduttore è quello dello spirito di gruppo, con il pubblico che ha spinto la squadra anche nei momenti più complicati.
Il Catanzaro riparte da Mignani: un punto a Benevento dopo il tracollo con l’Ascoli e la salvezza da inseguire
I giallorossi vivono una stagione da incubo. Dopo l’1 a 6 casalingo contro l’Ascoli, nonostante il vantaggio iniziale firmato da N’Dri Koffi, la società ha esonerato Gorgone, il quinto allenatore a saltare in questo campionato, con il direttore sportivo Polito che si è assunto le sue responsabilità: la sconfitta, ha detto, è anche sua, perché ha costruito la squadra. Il bilancio era pesante: una vittoria, un pareggio e sei sconfitte in otto partite, un solo punto nelle ultime quattro.
Al suo posto è arrivato Mignani, 54 anni, ex Cesena e Palermo, con un contratto fino al 2028. L’esordio è stato incoraggiante: 1 a 1 a Benevento, con il rigore di Salvemini a portare in vantaggio i padroni di casa e Buso a riacciuffare il pari al 92’. Il tecnico ha parlato di un punto meritato e di un gruppo che non si è disunito, riconoscendo di aver avuto solo un giorno e mezzo per lavorare con la squadra. Il tempo, ha ricordato, è poco e per costruire certi concetti ci vuole un po’ di pazienza. Nei giorni successivi ha ritrovato il suo preparatore atletico di fiducia, D’Urbano, che ha lasciato il Cesena per tornare al suo fianco.
Il Catanzaro si presenta al Ceravolo ultimo con 5 punti, in coabitazione con la Sampdoria, ma con un dato che non va ignorato: ha segnato in otto giornate su nove. In infermeria restano Pecorino e Giovane, mentre Di Francesco dovrà fermarsi per un problema muscolare. Rientrano Antonini e Arditi, e il tecnico potrebbe insistere sulla struttura vista al Vigorito, con Alesi mezzala e Frosinini come possibile soluzione nel terzetto difensivo.
Le possibili scelte dei due mister:

Le indicazioni della vigilia portano a un Catanzaro disposto con un 3 4 1 2, anche se Mignani potrebbe tornare al 3 5 2 con qualche variazione a centrocampo. Davanti a Pigliacelli dovrebbe giocare il terzetto Ruggero, Antonini e Imperiale, con D’Alessandro favorito su Candela a destra e Dorval confermato a sinistra. In mezzo Tchaouna e Petriccione, con Pafundi in pole come trequartista e la coppia d’attacco formata da Koffi e Iemmello.
Il Padova dovrebbe cambiare poco rispetto alla formazione vincente di martedì. In porta Sorrentino, difesa a tre con Dellavalle, Lovato e Pastina, mentre a centrocampo l’unico possibile avvicendamento è quello di Carissoni a destra al posto di Capelli, con Zuelli, Fusi e Giunti in mezzo e Cocchi a sinistra. In avanti ancora la coppia Moro e Artistico, protagonista di un attacco che ha imparato a lavorare in sintonia.
Catanzaro Padova: le probabili formazioni

Catanzaro (3 4 1 2): Pigliacelli; Ruggero, Antonini, Imperiale; D’Alessandro, Tchaouna, Petriccione, Dorval; Pafundi; Koffi, Iemmello. Allenatore: Mignani.
Padova (3 5 2): Sorrentino; Dellavalle, Lovato, Pastina; Carissoni, Zuelli, Fusi, Giunti, Cocchi; Moro, Artistico. Allenatore: Calabro.
Precedenti favorevoli ai biancoscudati e il ritorno di Pompetti tra le curiosità di una sfida carica di storie
I numeri sorridono al Padova: in 30 incroci tra tutte le competizioni i biancoscudati sono avanti con 12 vittorie, 11 pareggi e 7 sconfitte. In Calabria il trend è ancora più incoraggiante, con tre successi, tutti per 0 a 1, e due pareggi nelle ultime cinque trasferte. Una statistica che Lovato e compagni vorrebbero confermare, magari con un altro risultato di misura.
Le storie da raccontare sono tante. C’è il ritorno di Calabro nello stadio dove ha allenato per 61 partite, ma anche quello di Pompetti, che a Catanzaro ha vissuto una stagione segnata da un grave infortunio, rimediato in un’amichevole estiva contro il Napoli, e che poi ha lasciato il club per sua scelta. Al Ceravolo saranno poche, meno di cento, le presenze dei tifosi padovani, mentre per i padroni di casa il sostegno del pubblico potrebbe essere decisivo.
Per il Padova è l’occasione di mettere una seconda firma sul momento positivo: tre punti varrebbero il tris consecutivo, il primo di una stagione finora altalenante, e un balzo in classifica in una giornata in cui diverse rivali dirette sono impegnate in sfide delicate. Per il Catanzaro, invece, è il banco di prova per capire quanto, davvero, la cura Mignani possa funzionare.












































































