Ho sempre giudicato un libro dalla copertina, il suo contenuto mi appare in modo subliminale ancora prima di sfogliarlo, come i titoli di testa che scorrono lenti in una sala cinematografica, è l’istante in cui capisci che la storia ti piace ma non sai ancora perché. Dopo la piacevole maratona cinematografica del Lido di Venezia i motivi per leggere si fanno sempre più consistenti. Non a caso il 16 apre i battenti “Pordenonelegge” illuminando il nordest con il sole di imperdibili pagine d’autore.
Con il sole alle spalle entriamo alla Lovat

Andiamo subito nella nostra libreria del cuore, la fantastica Lovat che puntualmente elabora la classifica dei titoli più amati dal pubblico. Due sedi bellissime, Villorba (Treviso) e Trieste, luoghi di incontro con scrittori e scrittrici, meta privilegiata di appuntamenti di grande spessore editoriale.
Ecco i 10 titoli del momento, istantanea di un medagliere consolidato che conosciamo molto bene, ma dove spicca un’importante novità dalla quale partiremo:
- Tuti – Ed è un poco la notte e un poco l’alba – Longanesi
- Latronico – Una splendida rovina – Einaudi
- Bussola – Il sole nelle pozzanghere – Einaudi
- Mari – I convitati di pietra – Einaudi
- Gotto – Ci basterà mangiare il vento – Mondadori
- De Giovanni – Il tempo dell’orologiaio – Feltrinelli
- Whitaker – Tutti i colori del buio – Einaudi
- Desai – La solitudine di Sonia e Sunny – Adelphi
- Evans – Tutte le mattine di Sybil – Rizzoli
- Giannone – Gli anni in bianco e nero – Nord
“Un romanzo così pieno, straripante d’immaginazione, personaggi, mondi, emozioni, colori e avventure, che mi è sembrato non di leggerlo ma di viverlo, e mi ha lasciato un senso di felicità e meraviglia”

Queste annotazioni sono dello scrittore statunitense Peter Cameron, autore di Un giorno questo dolore ti sarà utile portato sul grande schermo dal regista Roberto Faenza nel 2011. Campeggiano sulla copertina del romanzo che rappresenta la novità della settimana: La solitudine di Sonia e Sunny (Adelphi) di Kiran Desai. La scrittrice è nata a Nuova Delhi nel 1971, ha studiato nel suo paese ma ha vissuto molto anche in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Ha più volte detto alla stampa che vivere tra queste tre nazioni non le ha mai suscitato sentimenti di sradicamento o alienazione. I suoi romanzi costruiti da grandi emozioni affascinano da sempre i lettori, ma anche la sua storia sentimentale ora conclusa, definita complessa e tormentata, con il Premio Nobel Orhan Pamuk. Ma c’è un altro tratto distintivo nel profilo di Kiran, è figlia della scrittrice Anita Desai celebre firma della narrativa indiana, vincitrice di molti premi letterari. La solitudine di Sonia e Sunny è una storia d’amore dal sapore epico e pieno di magia. Sui due giovani indiani entrambi di famiglia agiata, pesa lo spettro del classico matrimonio combinato.
Sono andati all’estero a studiare, Sonia vive in un college nel Vermont e sogna di fare la scrittrice, Sunny è un giornalista agli esordi, cerca il suo futuro a New York per liberarsi di una madre troppo possessiva. I due non si conoscono ma il destino li aspetta di notte su un treno in India.
Questo non è un incontro semplice, si porta dietro incredibili storie intrecciate tra loro solcate da misteri, disavventure, delitti. Un fiume in piena che non riposa mai. Bella copertina nel puro stile Adelphi: Francesco Clemente, After a lost painting (2022).
Torniamo sul podio ben saldo a nordest

Plauso alla scrittrice di Gemona del Friuli Ilaria Tuti: Ed è un poco la notte e un poco l’alba (Longanesi). Il romanzo narra un episodio dell’estate 1944: un contingente cosacco invade il Friuli, nella Zona libera della Carnia. Storia devastante di un conflitto illuminato dall’umanità di una donna. La protagonista cerca frammenti di vita e compassione tra popoli diversi. Le donne hanno sempre un ruolo determinante nelle storie di Ilaria Tuti apprezzata a livello internazionale grazie al successo ottenuto con il personaggio di Teresa Battaglia, commissario di polizia e profiler dalla sensibile capacità investigativa.
Sognavamo davvero una vita diversa, come tutti, e per trovarla abbiamo davvero comprato un’enorme rovina nella campagna della ex DDR. Questi sono fatti, verità documentate”

Sale al secondo posto: Una splendida rovina (Einaudi) di Vincenzo Latronico. Lo scrittore e traduttore romano si è laureato in Filosofia a Milano. I suoi romanzi sono tradotti in molti paesi del mondo, ha esordito nel 2008 con Ginnastica e Rivoluzione ottenendo grande successo internazionale con Le perfezioni. Una splendida rovina mette al centro della scena due trentenni innamorati che lasciano la città per un villaggio di campagna. Un pellegrinaggio che li porterà dalla Francia al Mar Baltico. La ristrutturazione di una bellissima casa in rovina come metafora di una ricostruzione personale. Gli interrogativi che si pone l’autore sono tanti, si tratta di un sogno o di una chimera? Tra speranze e illusioni, un libro da scoprire in ogni dettaglio perché in questo universo che frana da ogni parte ci sentiamo tutti molto trentenni.
C’è sempre qualcosa che brilla come il sole se guardiamo la luce con prospettive diverse

Continua con successo di pubblico e critica il percorso letterario pieno di magia dello scrittore veronese Matteo Bussola costantemente in classifica. Sul podio al terzo posto: Il sole nelle pozzanghere (Einaudi). Grande protagonista, un rigattiere che nel suo negozio recupera oggetti usati o rotti donando loro nuova vita. Frammenti importanti di storie, affetti, condivisioni e sogni.
Scivola al quarto posto ma è sempre al centro del dibattito letterario come vincitore del Premio Strega 2026

I convitati di pietra (Einaudi) dello scrittore milanese Michele Mari, poeta, filologo, traduttore e docente di letteratura italiana. Il titolo evoca la metafora celebrata da scrittori e musicisti di tutti i tempi. Ecco l’incipit della vicenda: “2 luglio 1975: la data fatidica in cui una classe del liceo, festeggiando con una cena il primo anniversario dell’esame di maturità, decide di stipulare un accordo di sangue e denaro. Ognuno dei trenta ex alunni verserà tutti gli anni una cifra, e il capitale sarà investito in modo da generare – col trascorrere dei decenni – un’autentica fortuna”.
Da segnalare la conferma di titoli che da molto tempo appassionano il pubblico




Ecco i protagonisti: Ci basterà mangiare il vento (Mondadori) dello scrittore torinese Gianluca Gotto che ha deciso di chiudere il suo celebre blog perché “Il karma si appesantisce se ripetiamo la stessa vita” – Il tempo dell’orologiaio (Feltrinelli) di Maurizio de Giovanni – Tutti i colori del buio (Einaudi) dello scrittore inglese Chris Whitaker – Tutte le mattine di Sybil (Rizzoli) inno al potere taumaturgico della scrittura della statunitense Virginia Evans – Gli anni in bianco e nero (Nord) della pugliese Francesca Giannone blasonata da una costante permanenza in classifica e dal premio Bancarella 2023 con La Portalettere.
Buona lettura!












































































Dott.ssa Elisabetta, mi immagino la sua maratona cinematografica, una fatica fisica e intellettuale, però sarà stata tanta la soddisfazione per aver visto storie straordinarie e personaggi illustri immersi nella mondanità veneziana. Sono d’accordo con Lei, a volte si sceglie un libro perché sedotti dalla copertina, altre volte si sceglie per il titolo, ma ognuno ha ragioni personali per mettersi in relazione con il contenitore di storie. Tra i libri in classifica, utilizzando il criterio del titolo, mi ha interessato la vicenda raccontata da Maurizio de Giovanni con il titolo. Il tempo dell’orologiaio. La vicenda è credibile, potrebbe essere scritta da una generazione successiva agli anni di piombo. Mi sembra di leggere dei fatti legati alla dottrina Mitterrand, quando il Presidente francese, in modo in-giusto, non ha concesso l’estradizione a terroristi che avevano commesso azioni terribili coperti dal mantello della politica di sinistra. All’interno di questo contesto c’è la storia di Andrea e Vera alla caccia di Sergio, nascosto in Francia. Credo che questo libro sia utile anche per rileggere le vicende dei latitanti, per fortuna che ci sono stati Presidenti come Jair Bolsonaro ha almeno permesso di portare un po’ di giustizia in uno dei casi più terribili.