“Eppur si muove” è la prima impressione del nostro italico calcio, ma la domanda subito spontanea è: va nella direzione giusta? Dati alla mano le prime 3 giornate (30 partite in totale) hanno dato segni di grandi novità in serie A: intanto non si è registrato neppure uno 0-0 e, ancor più sorprendente, non è stato assegnato alcun rigore. Tutte conseguenze del nuovo “metodo Orsato”, il designatore degli arbitri che ha preso il posto del discusso Rocchi? Ovviamente è ancora presto per dirlo e ancor più prematuro sarebbe definire del tutto positiva la presunta “svolta”: comunque non era mai successo nella A a 20 squadre che non fosse assegnato neppure un rigore. Nell’ultimo decennio si è andati da un minimo di 4 a un massimo di 14 penalty nelle prime 3 giornate di campionato. Lo zero attuale in oltre 30 partite è davvero un dato eclatante.
Cosa accade all’estero: la Serie A è la “mosca bianca”

Per fare un raffronto con i 4 principali campionati europei va detto che nella Liga spagnola i rigori assegnati sono stati già 13, nella Ligue1 francese ne hanno fischiati 9, la grande Premier League inglese (presa spesso a modello di spettacolo) sono stati 5 e solo la Bundesliga tedesca ci sta a ruota con uno solo.
Il metodo Orsato
Questo zero nella nostra “casella penalty” non lascia quindi indifferenti, anzi. Qualcuno lo ritiene un paradosso visto che c’è un gioco senz’altro più offensivo e con maggiore intensità grazie al fatto che gli arbitri fischiano molto meno e ricorrono finora solo in rarissimi casi alla revisione Var. La prima partita del quarto turno (lo sciagurato 2-4 casalingo del Venezia contro la “ritrovata” Fiorentina) conferma questa tendenza e addirittura la amplifica: l’argentino Mastantuono lasciato libero di smarcarsi come e quando ha voluto per realizzare 3 gol tutti differenti per dinamica. Di buona fattura, anche se inutili ai fini del risultato, pure i due gol lagunari dei nuovi acquisti Adams e Hainaut.
Orsato segue la strada giusta?

Con maggiore intensità e più fasi offensive i contrasti e i contatti in area dovrebbero crescere e non diminuire con più probablità di penalty. Forse i nostri difensori si sono tutti dati una regolata e fanno interventi al di sopra di ogni sospetto senza mai neppure falli di mano? I dubbi sono più che leciti anche se si riscontrano meno perdite di tempo e interruzioni: i giocatori tendono meno ad accentuare e rotolarsi a terra per il rischio di lasciare i compagni in inferiorità nelle azioni e in particolare nelle ripartenze.
Gol segnati e più occasioni, ma quanti falli!

Lo spettacolo quindi ne ha guadagnato se si guarda il numero di occasioni e Ie reti realizzate, ma tanti arbitri non hanno fischiato contrasti davvero borderline: l’intervento su Kolo Mani della Juve che avvia l’azione del gol rossonero di Cissè è al limite, così come molte azioni difensive sull’interista Pio Esposito da parte sia dei difensori del Monza (prima giornata), che del Cagliari (alla seconda) per non parlare dei duelli con la retroguardia del Napoli (il big match del terzo turno). In due di queste prime 3 partite il giovane attaccante nerazzurro ha dovuto addirittura cambiarsi la maglia strappata nei contrasti. Non è una prova di colpevolezza, ma un altro segnale dell’intensità dei contrasti.
Metro europeo?
Per perorare la “causa Orsato” si dice che il gioco più maschio e permissivo è in linea con il metro utilizzato in Europa, ma anche in questo caso qualche dubbio è più che lecito. Se è vero che le prime partite di Champions hanno mostrato 3 squadre italiane – Inter, Roma e soprattutto Como – mettere in mostra un gioco offensivo e a tratti spettacolare (i lariani in particolare anche se col non irresistibile Lipsia), è altrettanto vero che guardando i risultati complessivi saltra agli occchi come tutte le 5 squadre inglesi abbiano vinto nel primo turno e l’Arsenal (vincitore dell’ultima Premier) contro il Napoli al Maradona abbia praticamente dominato. E l’Inter con più possesso palla e votata all’attacco abbia poi perso 2-1 con il Real Madrid.
Mancano dunque ancora riscontri alla svolta europea dell’italico folber, ma già il quarto turno di A che si concluderà domani sera con Inter-Udinese e il primo turno delle altre coppe europee di metà settimana (match casalinghi: l’intrigante Milan-Benfica, l’inedito Juve-Nec e infine Atalanta-Pafos) potranno fornire altri elementi di giudizio. E poi, prima della sosta, ci sarà una quinta giornata scoppiettante: sabato prossimo alle 18 il big-match Roma-Inter, 24 ore dopo Juve-Atalanta inframezzate da un Fiorentina-Napoli non banale.
A quel punto, in attesa dell’esordio dell’Italia manciniana che si annuncia piena di novità, i giudizi sul “metodo Orsato” potranno essere molto più completi.
Ma intanto ieri sera il metodo Orsato ha regalato ben 2 rigori
I 4 anticipi della quarta giornata hanno visto (finalmente) due rigori e ben 15 gol: il primo penalty sbagliato a Genova dai padroni di casa con Colombo, il secondo realizzato da Daniel Maldini del Cagliari a Bergamo.
Risultati: Venezia-Fiorentina 2-4; Genoa-Frosinone 1-1, Lazio-Milan 2-2 e Atalanta-Cagliari 1-2.












































































