La mostra del cinema di Venezia era stata aperta lo scorso 2 settembre con il film in concorso “Ink” di Danny Boyle, per la serata di chiusura è stato scelto il film “Dio ride” del regista toscano Giovanni Veronesi ( fratello del maggiore Sandro, scrittore e vincitore dei premi letterari Strega due volte, Campiello e Viareggio). Con questo film Giovanni Veronesi è uscito in un certo senso dal suo solito “cliché” legato strettamente alla commedia ( vedi i tre “Manuale d’amore, Una donna per amica, Per amore solo per amore ecc…) e staccandosi anche dalle sceneggiature scritte per Carlo Verdone, Leonardo Pieraccioni e soprattutto Francesco Nuti. Proprio parlando di Francesco Nuti il regista ha dichiarato che “Dio ride” è il primo film che è riuscito a girare dopo la sua morte. Raccontare di Francesco è come raccontare di una parte della mia vita, un pezzo di cuore che se ne va.
Quando Dio sa anche ridere


La totale mancanza di Nuti ha reso il regista più intenso, più emotivo al punto di scrivere e girare il film proprio con il cuore più che con la testa. In effetti alla fine il risultato c’è stato ed è venuto fuori un film a cuore aperto dove la risata risulta come parte drammatica. La trama ambientata nel Seicento vede protagonista frate Leopoldo da Casamacchia, che trascorre gran parte delle sue giornate andando a narrare alla gente le storie del Vangelo in un dialetto volgare, prendendo il tutto un maniera “ridicola” ma in assoluta bonarietà. A lungo andare questa sua “verve”, questa sua “spontaneità” risulterà assai scomoda nei piani alti della chiesa che non vede assolutamente di buon occhio la fama che si sta creando attorno a lui. Appare quasi come un frate non credente.
Lo stesso regista ha detto: “Io non credo di non credere, io non credo e basta. Credo nella gente, nelle persone, credo in Walt Disney ecc…”! Un po’ come frate Leopoldo per esempio quando racconta della Natività vista attraverso la voce di un pastore che si trova a dover liberare una grotta dalle pecore per fare posto ad una “donna” incinta e non si rende conto che quel momento è “divino” ma per lui si tratta solo di aiutare una semplice donna a partorire.
Dio ride, anche davanti agli inquisitori

Questa e altre storie porteranno frate Leopoldo di fronte al giudizio del cardinale Maculani ( Silvio Orlando) Uno tra i più autorevoli inquisitori, scelto dal papà in persona per capire cosa sta combinando questo frate “scomodo”. Però dopo un primo incontro piuttosto severo il cardinale è preso dal dubbio e inizia a pensare che la voce e le novelle di questo frate abbiano portato nella gente una certa ventata di vivacità”. Lo stesso frate si rivolgerà al cardinale dicendo: ” Dove si vede che Dio ride non c’è nessuna effige che lo ritrae ridendo”.
Dio è un grande attore


In sostanza come detto è un bel film drammatico sulla comicità e in fondo i più grandi comici della storia del cinema erano attori drammatici vedi Charlie Chaplin, Totò, Buster Keaton e chissà se anche Dio, almeno secondo Giovanni Veronesi è stato un grande attore drammatico!
Regia: Giovanni Veronesi. Cast: Pierfrancesco Favino, Alma Noce, Paolo Rossi, Carlo Cecchi. Produzione: Italia. Anno: 2026. Genere: drammatico. Durata: 1h50 minuti
Tutte le immagini e i video sono della nostra inviata all’83° edizione del Festival del Cinema di Venezia Barbara Pigazzi per https://www.enordest.it e tutte le foto e i video sono protette dal diritto d’autore- https://animicaportraits.com/











































































