Mentre rientrava dalla passeggiata mattutina – tuta rossa, occhiali neri, sneakers gialle –, racchiuso nella sua bolla di pensieri, nella prima periferia della città, il commendator Narciso Ardenti si è quasi scontrato con uno strano personaggio che occupava il marciapiede seduto su una vistosa poltrona dorata. Non c’era, prima, cioè all’andata, e adesso eccolo là accampato e sorridente: lo stava forse aspettando? “Buon giorno “gli dice, “posso fare qualcosa di speciale per lei?”. Era un ometto vestito in modo stravagante che aveva a fianco un tavolino su cui troneggiava un registratore che ricordava quelli dei cronisti Rai. “Che ci fa qui ’sto pagliaccio?” Pensa il commendatore. Pareva davvero un clown, e somigliava a Pinocchio, ma invecchiato e con un velo di barba sulle guance. “È scappato dal circo Medrano?” pensa ancora l’uomo in tuta rossa. Irritato, senza motivo, forse l’imprevisto gli dava sui nervi, ma curioso, il comm. ha agitato una delle racchette e ha chiesto: ”E tu chi sei?”. “Che cosa sono io? Sono un raccoglitore di storie alla sua prima missione”.
Quella strana bolla

“Ah” esclama Narciso, che aveva già voltato le spalle per andarsene. E l’altro: ”Ha capito dove siamo?”. “Qui…” mormora il commenda, alzando gli occhi per leggere il nome della strada che conosceva bene. Ma sul muro vede scritto “Via delle Nuvole”. “Ebbene signor Narciso, lei è caduto in una trappola che la scienza definisce Bolla temporale. Io, però dico che stiamo vivendo una magia… Non vuole sedersi?” Indica una sedia che prima non c’era. Stordito, il commenda si siede accanto al registratore e borbotta: “Bè, io sto sognando”, e punta la racchetta contro il petto del “pagliaccio”. Alza la voce e lo apostrofa: ”Ma tu, che diavolo vuoi da me?”. Il personaggio alza una mano per fermare il commenda e dice: ”Devi sapere la verità: non stai sognando. Nel mondo da cui provengo un virus ignoto ha aggredito i cervelli dei Reggitori della Bolla Magica. Il male sta lentamente cancellando i loro ricordi e questo provoca un pericoloso calo della forza magica che sostiene il mio mondo. Prima che le loro auguste memorie spariscano del tutto, c’è la possibilità di trasfondere storie nuove nelle anime delle nostre Guide. Un mago medico ha scoperto che i ricordi di chiunque possono essere trapiantati e ridare vigore a chi li sta perdendo. Ricorda che nelle biografie, a chiunque appartengano, si accumulano fortissime emozioni, cioè vita”.
Una bolla per i ricordi

Il pinocchiesco tace e il commendatore, preso dal racconto che smuove il suo interesse e un po’ lo turba, lo incalza: ”Va bene, sentiamo ’sta verità”. “Io sono un cercatore di ricordi, quelli umani, e per questo sono qui oggi dove spero di raccogliere i suoi. Nella Bolla stiamo costruendo una gigantesca riserva di registrazioni del vissuto dei suoi simili… ha capito?”. “No, ma ti avverto che non avrai nessun ricordo del sottoscritto, a meno che non mi paghi i diritti. Io sono un uomo d’affari: lo vedi questo quartiere? L’ho costruito io e ci ho guadagnato una fortuna. Per me, tutto nella vita ha un costo e quindi anche la mia storia.
Una bolla magica che ripudia gli avari

“Ahimè, mi è vietato l’uso del denaro in questa missione, tutto deve essere gratuito”. “Attento, vedo nei tuoi occhi una brutta luce: non penserai di rubarmi i pensieri, vero?” Sibila il commenda, alzando una delle sue racchette. Il personaggio magico si copre gli occhi con le mani, fa un respiro profondo e grida: “Basta. Se non posso avere la tua registrazione posso prendermi te!”. Un soffio di vento gelido avvolge Narciso Ardenti…Un urlo e una risata accompagnano il rapimento. Dello strano incontro rimangono due racchette sul marciapiedi e, stampata sul muro, l’ombra del commendatore, che non l’ha seguito nella Bolla Magica.
Cosa porta il vento

Siamo così abituati ai capricci del vento che non ci viene in mente di studiarli, o quantomeno di incuriosirci. Però a volte troviamo sabbia del deserto sui davanzali di casa nostra, e così siamo costretti a riconoscere che i venti del pianeta non solo spingono le nuvole o fanno volare gli aquiloni: i venti, in effetti, sono l’espressione vitale della nostra atmosfera e il loro andare raccoglie sì le nostre voci, le piogge, ecc. ma prende “a bordo” particelle di sabbia desertica, emissioni acide delle industrie (e delle guerre), e i fumi dei boschi incendiati.
I giri dei venti

Queste sono notizie scientifiche che circolano sui giornali, ma non sappiamo davvero quali enormi distanze percorrano nei loro voli i venti del pianeta. Gli scienziati greci lo sanno: lo smog arriva nel Mediterraneo, cioè fino all’isola di Antikythera dove si incontrano tre mari: Egeo, Ionio e il mare di Creta, proveniente dal cuore dell’Europa. Così i fumi dell’Etna e le nubi tossiche dei grandi incendi che hanno devastato la Francia vengono monitorati nella minuscola isola greca dove funziona l’osservatorio PanGeA. Dunque, i venti liberati dal roseo romanticismo, si rivelano agli studiosi come veicoli di inquinamento e sono un pericolo per la salute dell’aria che respiriamo. Le fonti che alimentano il vento sono naturali e, purtroppo, artificiali: amara verità. Le particelle sollevate dai venti al suolo partono da casa nostra e vanno a intossicare altre popolazioni lontane e incolpevoli.
I venti climatologi

Li chiamano venti climatologici: un termine che li definisce come coprotagonisti del surriscaldamento della Terra, insieme all’effetto serra. Il climatologo Vassilis Amiridis ha espresso preoccupazione per il Mediterraneo che soffre, e ha annunciato un prossimo ciclo di osservazioni tramite PanGeA, dedicato, com’era inevitabile dopo i venti, alle nuvole: l’occhio degli scienziati non le vede sicuramente come leggiadre e vaporose forme che vengono da lontano a visitarci. Cerchiamo – ha detto il fisico Amiridis – di proteggere il Mare Nostrum, attorno al quale si è sviluppata la nostra civiltà sempre più preoccupata dal riscaldamento climatico.










































































