Nicola Traini nato nel 1948 quest’anno si accinge ad allenare l’AMC 98 Acqua Sparta Montecastrilli, Prima categoria ragazzi 2008-09, campionato regionale dell’Umbria. Pur con tanto di patentino di allenatore fino alla serie C (cartellino Uefa) conseguito all’Università del Calcio di Coverciano continua a seguire i corsi di aggiornamento online.
Perché?

“Mi piace allenare, ho 78 anni e mi sento bene, gioco ancora a tennis. Il contatto con i ragazzi e con lo spogliatoio mi fa sentire giovane”.
Traini nato a Offida in provincia di Ascoli Piceno con il suo spiccato accento marchigiano ha una voglia matta di parlare di calcio

Cresciuto nella prima categoria del suo paesino, a tredici anni si trasferisce a San Benedetto del Tronto alla Sambenedettese, dove a 18 anni debutta come centravanti in serie C. È sì un attaccante, ma non una vera e propria prima punta, tanto che l’allenatore lo sposta spesso sulle fasce. Oggi sottolinea: “Ho giocato con i numeri dietro la maglia dal 7 all’11”.
Traini da Fabriano al Perugia

Si resta nelle Marche, a Fabriano la città della carta, in serie D giusto per farsi le ossa. Quindi il ritorno a San Benedetto, nel 1970: verrà premiato come uno dei migliori giocatori a livello nazionale della serie C del girone dell’Italia centrale. Anche l’Umbria, il cuore verde dell’Italia, nota per le sue bellezze artistiche e paesaggistiche e per il turismo religioso, adesso vuole emergere nel calcio: Il Perugia lo nota e assieme a Giovanni Urban lo porta in serie B.
Il salto in serie A
“Ironia della sorte feci gol a Terni allo stadio “Liberati” nel corso di un derby e la Ternana mi prese in serie A”. Proprio la Ternana vincendo il campionato cadetto 1972/73 sarà la prima squadra umbra ad approdare nella massima serie. Il suo esordio in serie A fu in casa contro il Verona, vittoria dei rossoverdi per 2-1. Ma non furono tutte “rose e fiori”, la retrocessione fu immediata. Traini ricorda: “Fu un anno molto difficile perché a Perugia si lavorava diversamente mentre con Corrado Viciani si effettuavano allenamenti duri, mi sono procurato parecchi strappi e stiramenti. Viciani era una persona innovativa non sempre simpatico ai giocatori. E’ stato il primo ad inventare qualcosa di nuovo e questo gli va riconosciuto”.
Trasferimento a Nord: Como nella serie cadetta

Si troverà compagni di squadra Franco Vannini, che contribuirà a fare grande il Perugia di Ilario Castagner, ed il compianto Renato Curi morto per arresto cardiaco nell’ottobre del 1977 durante un Perugia-Juve. Lo stadio di Perugia è stato a lui intitolato. Traini divide l’appartamento sulla città del Lago proprio con Curi. E così lo ricorda: “Il miglior ragazzo che potesse esistere sulla terra. Abbiamo vissuto un anno assieme è proprio vero i migliori se ne vanno. Ho pianto tantissimo quando è morto”.
Per la cronaca con otto realizzazioni Traini contribuisce al quarto posto dei lariani, a soli quattro punti dalla promozione
Ritorno a Terni e ancora nella massima serie. L’allenatore questa volta è Enzo Riccomini. “Andavo a 200 all’ora! A sette partite dalla fine eravamo salvi. Poi …un solo punto e vi lascio immaginare come andò a finire”. La Ternana retrocederà di nuovo, questa volta al penultimo posto. Ma si toglierà più di qualche sfizio battendo Torino e la Lazio campione d’Italia. Traini risulterà il migliore cannoniere stagionale dei rossoverdi nonché il loro migliore di sempre in massima serie. Su Riccomini dice: “Aveva vinto la serie B cambiando più della metà dei giocatori. Bravo come persona e come allenatore”. Si resta a Terni prima con Italo Galbiati in panchina poi con “Mondo” Fabbri, con il quale la Ternana sfiorò la serie A. In merito un motivo c’è: “avevo 28 anni ed ebbi un incidente grave. Eravamo terzi in classifica e Fabbri disse “si è fatto male il migliore”. Quello strappo al quadricipite alla gamba destra mi mise ko”.
Si cambia regione

Questa volta si va verso il Sud, Avellino. A volerlo in Irpinia è una vecchia conoscenza, Viciani. Resta un solo anno. Un’altra volta a San Benedetto, poi di nuovo in Campania sulla costa amalfitana, a Sorrento. “Ricordo trasferte durissime in Calabria ed in Sicilia”. E per concludere? Ancora Terni città in cui ancora oggi risiede.
Ma la vita di Traini non la si può sintetizzare solo con la figura del calciatore
Infatti ad Ascoli, nonostante giocasse già in C, conseguì il diploma di perito chimico. E proseguì con gli studi: “Mi piaceva studiare. Pensate che mi ero iscritto alle Università di Pescara, Camerino e Perugia alla Facoltà di Scienze Biologiche. Purtroppo mai sono riuscito a sostenere un esame. Troppo dura la vita del calciatore professionista per via degli allenamenti, gli incontri e le trasferte”. Le scarpe al chiodo le ha appese per modo di dire. E’ stato allenatore di squadre d’Eccellenza e in serie D. Per undici anni nel settore giovanile della Ternana Giovanissimi, Allievi e Beretti, dodici anni all’Olimpia Thirus. Per una quindicina d’anni ha gestito una tabaccheria. Sul calcio oggi a Terni dice: “La Ternana è fallita e milita in serie D. C’è una grande sfiducia in città , hanno fatto una buona squadra ma il campionato è difficilissimo e pieno di insidie”.
Si ricorda anche del più forte che ha affrontato in carriera, Giacinto Facchetti

“Mi marcò contro l’Inter e feci una buona gara aveva una progressione fuori dal normale. Ho le foto di quell’incontro”. E non nasconde di essere un gran tifoso della Grande Inter quella del Mago Herrera. …sa ancora a memoria la formazione …Sarti, Burgnich, Facchetti….










































































