Ogni sera stendono il loro cartone per terra, agli angoli delle strade e nelle vicinanze della stazione. Si coricano sopra quel cartone, anche se doloranti o febbricitanti, e cercano riposo dopo una giornata passata a difendersi dal freddo, dalla pioggia o, d’estate, dal sole cocente. Il tempo scorre lentamente, alla sera iniziano le ore della paura, si dorme con un occhio aperto per il timore, perché non c’è nessun riparo dalle insidie che la strada può portare all’improvviso. È questa la vita delle persone senza dimora presenti nelle nostre città.
Quelli che noi facciamo finta di non vedere perché “ingombranti” con la loro presenza che ci ricorda che, in un quadro evangelico, “gli ultimi saranno i primi” e il dubbio è che in quel messaggio “folle” forse ci sia qualcosa di vero che minaccia le nostre apparenti sicurezze. E se non voltassimo più lo sguardo altrove, ma lo posassimo su di loro? Perché guardare a chi è più povero è anche guardare a noi stessi.
“La notte dei senza dimora”, successo per l’iniziativa

“La notte dei senza dimora”, giornata internazionale che si celebra il 17 ottobre in tutto il mondo, è stata una importante occasione anche a Mestre, dove all’evento promosso al teatro Kolbe in via Aleardi, hanno partecipato oltre 150 persone. L’iniziativa, promossa dal Tavolo per le persone senza dimora, coordinato dal Comune di Venezia (Assessorato Politiche Sociali), ha visto il coinvolgimento di decine di volontari di diverse associazioni e si è conclusa con una cena in giardino e una partita di calcio che hanno coinvolto anche chi vive per strada. Moltissime le persone senza dimora presenti, infatti, uomini e donne che vivono in strada, ma che, per operatori del Comune e volontari, sono diventati amici e amiche. Tanto che decine di volontari di Mestre, Favaro e Marghera hanno preparato con gioia le pietanze offerte nel bel buffet condiviso tra tutti.
Parole d’ordine: umanità, imparzialità e universalità


Parole d’ordine per l’inclusivitá sono: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà, unità, universalità. Hanno partecipato all’evento del 17 ottobre tutte le realtà che animano il Tavolo per le persone senza dimora del Comune di Venezia, oltre alla Casa dell’Ospitalità (http://www.casaospitalita.it): Caritas veneziana , Croce Rossa, Croce Verde, Emergency, padri Cappuccini, San Vincenzo, Coges don Milani, Comunità di Sant’Egidio, Missione Belem.
Povertà estrema: 800 milioni di persone e un miliardo di bambini

La ricchezza media pro capite dell’1% più ricco del mondo è aumentata di quasi 400.000 dollari in termini reali nell’ultimo decennio, rispetto ai soli 335 dollari (un aumento equivalente a meno di nove centesimi al giorno) di una persona della metà più povera del pianeta. Nel 2025 sono circa 808 milioni le persone in povertà estrema (che vivono con meno di 3 dollari al giorno) e quasi un miliardo i bambini in povertà multidimensionale. A livello globale si registra un aumento delle disuguaglianze di ricchezza, aggravato da inflazione, cambiamenti climatici e conflitti.
In Italia 6 milioni in povertà estrema (10% popolazione), ma in aumento i “lavoratori indigenti”

Anche in Italia le diseguaglianze aumentano, amplificando in modo drammatico le condizioni che portano un numero di persone, in continua crescita, a finire per strada. Nel nostro paese infatti oltre 6 milioni di persone vivono in povertà assoluta (il 10,7% della popolazione) e 1,2 milioni di minori (il 13,8%) sono in condizioni di povertà assoluta, con tassi più elevati nel Mezzogiorno. Un numero significativo di lavoratori, specialmente nella fascia d’età tra i 35 e i 54 anni, si trova in condizioni di indigenza, perché l’elevata inflazione ha colpito in modo sproporzionato le famiglie meno abbienti, nonostante il miglioramento di alcuni indicatori del mercato del lavoro.
L’allarme: “stipendi e pensioni troppo bassi per affitti sempre più alti, servono case popolari”

“Lavoro in una cooperativa, ma lo stipendio è troppo basso per pagare un affitto che in città si avvicina ai mille euro”, racconta M., cinquantenne senza dimora di Mestre, che si appresta a passare un inverno all’aperto. C’è chi, a 67 anni compiuti e malandato, avendo perso il lavoro anni fa, ha consumato la liquidazione per pagare l’affitto e ora la sola pensione (bassa) non basta per avere un tetto sopra la testa. “Serve una politica della casa nazionale e locale che promuova abitazioni per le persone con basso reddito, dai giovani agli anziani – sottolinea da anni la Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora Ente del Terzo Settore (https://www.fiopsd.org/) -, altrimenti l’esclusione sociale è destinata a mietere sempre più vittime con un aumento esponenziale delle persone che finiscono a vivere per strada e conseguenti gravi problemi di tenuta sociale”.
Tra i senza dimora anche donne giovani e anziani a basso reddito

Non più solo persone con problemi psichici, di alcolismo o tossicodipendenza, a vivere per strada, in maggioranza uomini, ma anche giovani e anziani, che assomigliano sempre di più a noi, sono potenzialmente il nostro specchio: vite andate in frantumi a causa di una lunga malattia, della perdita del lavoro, di una separazione o di una crisi familiare. O di un reddito troppo basso per l’attuale costo della vita.
A Mestre il centro di pronto intervento sociale del comune



Il Comune di Venezia, grazie anche all’assessore Simone Venturini, ha sviluppato una rete di iniziative per fronteggiare la marginalità anche estrema: dai servizi per le persone senza dimora agli interventi di riduzione del danno rivolti a chi soffre di dipendenze croniche. E proprio con l’arrivo della stagione autunnale, è stato inaugurata anche la nuova sede del Drop-in, pronto intervento sociale che si trova in via Giustizia vicino alla stazione: due bagni con due docce ciascuno, 20 posti letto di emergenza, unità mobili notturne e centro di ascolto diurno. Tra qualche settimana invece partirà il Piano Freddo per l’emergenza invernale con unità di strada e distribuzione di coperte e altri materiali necessari per aiutare le persone senza dimora ad affrontare il clima invernale.
In sinergia comune e volontari per interventi più efficaci

Dentro le persone senza dimora c’è un vuoto affettivo enorme, tendere loro la mano significa andare oltre ogni pregiudizio con un approccio di accoglienza. In questi anni l’obiettivo del lavoro svolto dal Tavolo del Comune di Venezia per i senza dimora è stato di mettere a sistema gli interventi istituzionali realizzati dai professionisti con le attività di un gran numero di volontari sempre più formati”.
Associazioni del tavolo del comune di Venezia: puoi dare una mano anche tu

Contribuire allo sviluppo di “arcipelaghi di civiltà” è la vocazione di molte associazioni attive nel territorio veneziano, come ha ricordato anche Franco Sensini, direttore della Caritas di Venezia (https://www.patriarcatovenezia.it/caritas/), ente che gestisce mense, centri di accoglienza e di raccolta di indumenti, nonché un ambulatorio rivolto alle persone senza dimora. Tra le associazioni attive in ambito sanitario anche Emergency (https://www.emergency.it/progetti/italia-marghera-poliambulatorio/), Croce Rossa (https://www.crivenezia.it/) e Croce Verde (https://www.croceverdemestre.it/). Una mensa in centro a Mestre è gestita inoltre dai padri Cappuccini (tel. 041951725).
Altre attività di sostegno a chi vive in strada sono svolte anche da San Vincenzo https://www.bancoalimentare.it/organizzazioni-partner-territoriali/ca-letizia-s-vincenzo-mestrina-odv), Coges (https://www.cogesdonmilani.it/), Comunità Sant’Egidio (santegidio.venezia@gmail.com) e Missione Belem (info@missionebelem.it). Chiunque può dare una mano contattando le associazioni ed entrando a far parte delle amiche e degli amici delle persone senza dimora. (Comunità di Sant’Egidio Mestre ha avviato la raccolta di coperte e giacconi per l’inverno: consegna martedì e venerdì, dalle 17,30 alle 19,00, via Bembo, lato destro chiesa; mercoledì dalle 17,30 alle 20,00 in patronato via Aleardi 71).








































































