Dal 2 al 4 ottobre al Castello San Salvatore la 22esima edizione di Libri in Cantina. Tre giorni di libri, incontri, scienza, filosofia, arte e spettacolo per riflettere su ciò che ci rende umani. Oltre sessanta case editrici indipendenti da tutta Italia e quasi cento appuntamenti. Il Festival della piccola e media editoria dal 2 al 4 ottobre 2026 torna al Castello San Salvatore di Susegana, nel cuore delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio UNESCO.
Il tema di Libri in Cantina

Il tema scelto per quest’anno è “IN – Intelligenze Naturali”, un titolo che è insieme acronimo, dichiarazione di intenti e invito a fermarsi a riflettere sul valore delle capacità profondamente umane: creatività, empatia, intuizione, immaginazione, senso critico, capacità di relazione e solidarietà. La velocità con cui immagini, video e informazioni vengono prodotti, condivisi e rilanciati rende infatti sempre più sottile il confine tra realtà e finzione e i contenuti generati dall’intelligenza artificiale rendono ancora più complesso riconoscere ciò che è autentico. Mai come oggi il pensiero critico è una forma di libertà.
La sfida di Libri in Cantina

Libri in Cantina sceglie di affrontare questa sfida mettendo al centro le molte forme dell’intelligenza umana: quella scientifica e filosofica, quella che osserva l’universo e quella che studia la natura, quella della parola e della creatività, quella artistica, democratica e sociale. Un percorso che porterà a Susegana autori, scienziati, divulgatori, artisti e pensatori, insieme a editori indipendenti provenienti da tutta Italia.
Apre Tonelli

Ad aprire il programma sarà Guido Tonelli, fisico tra i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs al CERN di Ginevra. Dopo la trilogia Genesi, Tempo e Materia, Tonelli presenterà L’eleganza del vuoto, accompagnando il pubblico in un viaggio tra filosofia, scienza e cosmo e nelle grandi domande che da sempre interrogano l’umanità.
A Libri in Cantina anche Saudino

All’intelligenza critica e democratica sarà dedicato l’incontro con Matteo Saudino, BarbaSophia, filosofo e divulgatore seguito soprattutto dalle nuove generazioni, che affronterà il valore della Costituzione, del pensiero libero e della partecipazione. Saudino incontrerà inoltre gli studenti della scuola secondaria di primo grado di Susegana, confermando l’attenzione del Festival verso i giovani e verso la formazione di una cittadinanza consapevole.
Con Viola e Oppicelli tra scienza e micologia


Con Antonella Viola, biologa e divulgatrice scientifica, si parlerà di corpo, ricerca e conoscenza scientifica, mentre il micologo Nicolò Oppicelli, autore de I funghi dell’anima, accompagnerà il pubblico alla scoperta dell’intelligenza della natura, degli ecosistemi e delle straordinarie reti di relazione che li compongono.
Libri in Cantina apre alle nuove generazioni

Il Festival darà voce anche alle nuove generazioni con Ilaria Camilletti – Ilaria nella Giungla, giovane autrice capace di raccontare la quotidianità della Generazione Z tra precarietà, linguaggi, emozioni e ricerca dell’identità.
Non mancheranno poesia, musica e teatro

Il ritorno al territorio uno degli elementi caratterizzanti dell’edizione 2026. Durante il Festival sarà presentata anche la nuova guida turistica bilingue del Comune di Susegana, “Il Cammino delle colline di Susegana: tra boschi e castelli”, dedicata alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico, storico e culturale locale.
Il rapporto tra territorio e memoria sarà inoltre al centro del progetto dedicato al Vajont

Dal 17 settembre al 18 ottobre, nella Sala Arte Cultura, sarà visitabile la mostra fotografica di Santina Pomeo, “Memory Foam. Vajont: la nuova forma del territorio a 60 anni dal disastro”, confluita nel volume edito da Antiga. Il progetto, costruito attraverso dittici fotografici e sviluppato tra ricerca d’archivio e relazione con gli abitanti, racconta la nuova forma assunta dal territorio del Vajont a sessant’anni dalla tragedia e il modo in cui la memoria continua a vivere nei luoghi e nelle persone.
Libri in Cantina e il ricordo del Vajont
Il titolo richiama un materiale sensibile al peso, al calore e alla pressione, capace di assorbire ciò che incontra e conservarne la traccia. È questa l’immagine della memoria che Santina Pompeo riconosce nel territorio del Vajont: la frana ha cambiato per sempre la montagna, ha trasformato il paesaggio e ha lasciato un segno profondo nella comunità che lo abita. La ferita non è soltanto visibile nella materia, ma continua a riaffiorare nelle persone, nelle fotografie conservate nelle case, nei racconti e nei luoghi.

La notte del 9 ottobre 1963, alle 22.39, una gigantesca frana si staccò dal Monte Toc e precipitò nel bacino artificiale della diga del Vajont. L’impatto con l’acqua generò un’onda che, superata la diga rimasta intatta, si riversò nella valle travolgendo Longarone e altri abitati e provocando la morte di 1.917 persone. Ma quella notte non scomparvero soltanto delle vite: scomparvero case, strade, luoghi di lavoro, oggetti, fotografie, consuetudini, relazioni, una comunità. Rimase invece la memoria, che negli anni ha attraversato le generazioni e continua a interrogare il rapporto fra uomo, territorio, tecnica e responsabilità.
Libri in Cantina è anche ricordo

Avviato nel 2023 in occasione del sessantesimo anniversario, il lavoro è proseguito negli anni successivi, seguendo le trasformazioni del territorio e approfondendo le relazioni nate con le persone incontrate durante il percorso. Nel 2026 il progetto torna quindi a essere presentato al pubblico in una nuova fase del proprio sviluppo, confermando il carattere aperto di una ricerca che continua a interrogare memoria, paesaggio e tempo.

Fotografie e immagini d’archivio per non dimenticare
Memory Foam nasce dal confronto fra fotografie contemporanee e immagini d’archivio raccolte attraverso archivi pubblici e privati, fotografie familiari, biblioteche, associazioni e realtà locali. Santina Pompeo ha attraversato il territorio fotografandolo nel presente e, contemporaneamente, ha cercato le immagini del passato conservate dagli abitanti. Da questo lavoro prende forma una successione di dittici: da una parte il “sono”, ciò che oggi appare davanti all’obiettivo; dall’altra l’“ero”, l’immagine di quello stesso luogo prima della tragedia o nel momento in cui la tragedia ne ha modificato per sempre la forma.
Il confronto mette così in relazione due tempi, la presenza e l’assenza, ciò che è rimasto e ciò che non esiste più. Prima del 9 ottobre 1963 c’erano paesi, cortili, cucine, strade, negozi, scuole, chiese e campi. Alcune fotografie, nate per conservare momenti ordinari, sono diventate testimonianze di un mondo scomparso. Le immagini di oggi non cercano però di ricostruire quel passato: lo interrogano. Nell’accostamento fra ieri e oggi prende forma una terza immagine, quella della memoria.

Fondamentale è stata la relazione con le persone che quei luoghi li hanno vissuti

Santina Pompeo ha incontrato abitanti di Casso e del territorio, entrando nelle loro case, ascoltando storie e recuperando attraverso i loro racconti dettagli della vita quotidiana. Le testimonianze di Giacomina, Franca, Italo, Bepi e di molti altri restituiscono alla vicenda del Vajont una dimensione umana: quella di chi aveva una casa, un lavoro, una famiglia, una fotografia appesa al muro e che improvvisamente si è trovato a vivere il dopo.
La ricerca si è estesa alle biblioteche, ai fondi fotografici, alle Pro Loco, ai volontari e alle associazioni. Accanto alla memoria privata è entrato nel progetto anche il sapere scientifico, grazie al confronto con un geologo che ha accompagnato la fotografa sul corpo della frana, aiutandola a leggere le trasformazioni del territorio. Anche l’esperienza personale sul Monte Toc è diventata parte della ricerca. Raggiunta la montagna fino ai circa 2.000 metri di quota, Santina Pompeo ha subito durante la discesa una caduta che l’ha costretta a tre mesi di immobilità. Un episodio inatteso che ha inserito nel corpo della fotografa una traccia personale del luogo.
Libri in Cantina mette in risalto gli incontri

È attraverso questi incontri che “Memory Foam” definisce il proprio modo di intendere la fotografia: non un semplice prelievo dalla realtà, ma uno strumento per entrare in relazione con un luogo e con chi lo abita. Come scrive Santina Pompeo: «Se all’inizio poteva sembrare solo fotografia, alla fine è stato molto, molto di più: una fotografia intesa come “incontro”, ben oltre un prelievo dalla realtà di un territorio». Da qui nasce anche il carattere aperto del progetto. Il territorio continua a cambiare e le immagini di oggi sono destinate a diventare, nel tempo, fotografie del passato. Ogni trasformazione può così aprire un nuovo confronto tra ciò che è stato e ciò che è.
Un’esposizione dentro libri in Cantina

L’esposizione si inserisce nella lunga storia della memoria del Vajont, raccontata negli anni attraverso il giornalismo, la fotografia, la letteratura, il cinema e il teatro. Fra le voci che più hanno contribuito a riportare quella vicenda nella coscienza civile italiana vi è quella di Marco Paolini, con Il racconto del Vajont. Santina Pompeo sceglie una strada diversa, affidando alla fotografia il compito di mettere in relazione passato e presente, per osservare ciò che continua a rimanere nella forma del territorio e nella memoria di chi lo abita. Il progetto è nato nel tempo della ricorrenza dei sessant’anni dal disastro.
Oggi, nel 2026, quella ricorrenza è ormai alle spalle, ma la ricerca continua: perché il tempo trascorso non rende necessariamente più lontana una ferita. A volte la rende più leggibile. Cambiano i luoghi, cambiano le persone, cambiano le fotografie, ma rimane la traccia di ciò che li ha attraversati. Ed è proprio quella traccia che Santina Pompeo continua a fotografare.
Gli appuntamenti

La mostra sarà accompagnata da tre appuntamenti che ne prolungano il percorso attraverso il libro, la testimonianza diretta e il teatro: sabato 3 ottobre 2026, alle ore 15.30, nell’ambito della 22ª edizione di Libri in Cantina, presso la Sala della Biblioteca del Castello di San Salvatore, sarà presentato il libro Memory Foam ( Antiga Edizioni), che raccoglie e racconta il materiale fotografico e documentario del progetto. Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 15.00, nella sala consiliare del Municipio di Susegana, si terrà un incontro con un gruppo di testimoni di Longarone e Casso, superstiti del disastro del Vajont, che porteranno nel progetto la propria memoria attraverso racconti dal vivo. Infine, sabato 17 ottobre 2026, alle ore 20.30, presso il Teatro parrocchiale “Beata Giuliana di Collalto”, sarà proposto Tina Merlin – La donna del Vajont, un racconto per voci e immagini dedicato alla giornalista bellunese de L’Unità, di e con Stefania Carlesso.
L’esposizione sarà aperta il giovedì e il venerdì dalle 18 alle 20, il sabato dalle 15 alle 20 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 20. Sarà inoltre possibile concordare visite su appuntamento al numero 340 3447610.
Libri in Cantina e la mostra mercato

Accanto agli incontri con gli autori, il cuore della manifestazione sarà la mostra-mercato della piccola e media editoria, con oltre sessanta case editrici indipendenti provenienti da tutta Italia. A completare il programma saranno quasi cento appuntamenti tra presentazioni di libri, laboratori, letture animate, spettacoli per bambini, visite guidate al Castello, passeggiate tra le Colline del Prosecco UNESCO, installazioni artistiche, concerti e momenti di intrattenimento.
Libri in Cantina e Intelligenze naturali per riflettere


“IN – Intelligenze Naturali” diventa così una riflessione sul futuro ma anche un invito a tornare alle relazioni, alle persone, ai luoghi e alle esperienze che costruiscono una comunità. Dopo avere attraversato negli anni temi e visioni sempre più ampi, Libri in Cantina 2026 torna idealmente a casa: per raccontare ciò che nasce dal territorio, incontrare ciò che arriva da fuori e mettere in dialogo intelligenze diverse.
Perché essere “IN”, oggi, significa scegliere l’incontro invece dell’isolamento, il dialogo invece del rumore, la cultura invece della superficialità. E significa soprattutto coltivare quelle intelligenze naturali che ci permettono di leggere il presente con spirito critico e di immaginare il futuro con maggiore consapevolezza.
Info: https://www.libriincantina.it/











































































