Il video esclusivo di Zico, il campione brasiliano eliminato dall’Italia nel 1982, quando Franco Baresi era già capitano del Milan. E’ una perla che l’ex fuoriclasse anche dell’Udinese ci ha già regalato in occasione delle scomparse di Paolo Rossi e di Diego Armando Maradona.
Ogni volta che si sparge la voce che una persona è scomparsa, purtroppo di lì a poco accade davvero. Questo è il vero dramma: la scomparsa, non l’anticiparla come in questo caso di 36 ore. Se qualcuno la dà in anticipo, è che purtroppo, in genere, non c’è più niente da fare. Tony Damascelli, pugliese, in video, su Il Giornale fa la morale ai giornalisti, al Corriere della Sera, ma decine di siti sono andati dietro al quotidiano più letto d’Italia, sbagliando, ovviamente. I social in questo caso c’entrano poco.
La leggenda, il braccio alzato, il fuorigioco.
I due video da Carpineti, montagna di Reggio Emilia, quando presentò la sua biografia, “Libero di sognare”, con Arrigo Sacchi.
Mentre scriviamo, ascoltiamo come sempre Sky sport24. Il direttore Federico Ferri, detto Fefè, torinese, sceglie per la diretta. Vanessa Leonardi in studio, è la moglie di Maurizio Compagnoni, uno dei telecronisti cult, e si limita a lanciare, come si dice in tv, la presentazione della biografia dell’ex capitano del Milan, con Federico Buffa, avvocato, milanese, bel narratore, partito dal basket, dalle finali Nba, a inizio millennio. Le immagini risalgono al 2021, a Mantova, al festival della letteratura.
I due Baresi

Fratello minore di Giuseppe Baresi, già capitano dell’Inter, 68 anni, Franco è Franco. Un filo di voce, i capelli lunghi e mossi, diradati, sopra, come quando giocava. Rievoca la carriera. Il primo scudetto, con il Milan, della stella, a 18 anni, con Nils Liedholm: “Avrò detto due parole in tutto, ma ero a cena con il capitano, Gianni Rivera, e con Alberto Bigon”.
La retrocessione per questioni societarie, il mondiale vinto in Spagna senza giocare, da libero in serie B. L’arrivo di Berlusconi, l’ingaggio di Arrigo Sacchi: “Il presidente voleva vincere dando spettacolo. Giocammo contro il Parma, io non sapevo chi fosse l’allenatore, Berlusconi gli parlò e fece la storia”.
L’arte del tackle, il tempo dell’intervento, il fuorigioco.
“A zona mi sentivo appagato, rispetto al calcio tradizionale, di sempre”.
Il mondiale del 1994. “L’infortunio alla seconda partita del girone, nella fase finale, contro la Norvegia. Il recupero dall’operazione al menisco, giocai per la squalifica di Alessandro Costacurta. Ancora mi chiedo come abbia potuto esserci, l’intervento chirurgico dopo due giorni. Per il Brasile mi chiese se me la sentivo di giocare”.
“All’intervallo – racconta Buffa – Romario ebbe una crisi isterica. E’ uno dei più grandi attaccanti di ogni tempo, si chiedeva come avesse fatto Baresi ad anticiparlo così tante volte, considerato che era infortunato”.
Sino al giorno prima della finale, Baresi non sapeva di giocare. Era seguito da Carlo Ancelotti, il vice di Arrigo Sacchi.
Baresi e quel mondiale sfuggito di un soffio
Sono aneddoti, emozioni, di un capitano vero. Silente, serio, non la gestualità discutibile, in campo, di altri capitani azzurri. Baresi, mai una parola in più, esattamente come Gaetano Scirea, che se ne andò nel 1989, a 36 anni, dunque 30 anni prima di Franco. Che è stato altrettanto grande. L’unico giocatore con una nazionale a vantare primo, secondo e terzo posto ai campionati del mondo, oro nel 1982, senza un minuto di tempo, bronzo a Italia 90, con la fascia, appunto, fuori in semifinale ai calci di rigore con l’Argentina, a Napoli, e argento in Usa ’94, di nuovo dal dischetto, in finale con il Brasile, con l’errore suo dagli 11 metri.
Baresi, il difensore più continuo al mondo per 19 anni

Baresi fu scudetti e Champions league e coppe intercontinentali, oggi mondiale per club, da Arrigo Sacchi a Fabio Capello. Smise troppo presto, a 37 anni, in un ruolo che ha portato Alessandro Costacurta bel difensore centrale, anche di classe, ma pure distratto, come nella coppa Intercontinentale, contro il Velez Sarsfield, Argentina, di Carlitos Bianchi, a realizzare un calcio di rigore, in serie A, addirittura a 42 anni, nel 2008.
Per 19 stagioni, Franco è stato il difensore centrale più continuo al mondo, iniziando da libero, ruolo affascinante. Testa alta, destro, anticipo, movimenti laterali, impostazione, tackle, copertura, chiusure verso il calcio d’angolo o il fallo laterale, anche qualche calcio di rigore. Per 7 volte è stato fra i candidati al Pallone d’oro, fu secondo nel 1989, dietro Marco van Basten. Fu tra i votati dal 1988 al 1990 e dal 1992 al 1995: fu 8°, poi 2°. Quinto nel 1990. Ventesimo due anni più tardi, con un voto. Sesto nel 1993, 11° nel ’94, 21° nel ’95.
Aveva solo un neo. Senza Var, chiamava continuamente il fuorigioco, per condizionare la chiamata arbitrale. Probabilmente aveva spesso ragione, avendo appreso perfettamente il movimento per mettere in fuorigioco gli attaccanti avversari. Era il migliore, semplicemente. Il miglior libero nella storia del calcio italiano, forse anche superiore a Gaetano Scirea, che in campo internazionale ha vinto di meno, con la Juventus.
Riprendiamo in mano questo articolo dopo i funerali. Scegliamo di mostrarli attraverso due video pubblicati su youtube da Estenews, l’agenzia milanese di immagini sportive di Riccardo e Marco Este, con la quale siamo in contatto da anni.













































































