“Monica aiuto! Monica salvami!!” Nemmeno in un film comico di Totò. Scene vere dal ponte di Rialto pochi giorni fa. Monica, è la consigliera comunale, diventata famosa come Lady PickPocket contro i borseggiatori a Venezia. Chi grida aiuto è niente po’ po’ di meno che Sbesoeta, il rumeno, leader storico dei borseggiatori in città. È steso per terra sanguinante. Monica Poli interviene tutta calma e dice in inglese, ai violenti turisti coreani borseggiati che lo stavano duramente pestando, che ha appena chiamato la polizia, e di stare calmi. Sbesoeta, ferito, implora pietà, Lady Pick-pocket, lo salva. Ormai famosa in tutto il mondo con quasi 800 mila contatti e 390 mila followers è oggi munita di occhiali Ray Ban Round Metal, filma tutto e lo consegna alla polizia.

Dopo aver salvato Sbesoeta, cosa è successo? Dopo due giorni, il rinato e recidivo rumeno era ancora a San Marco a rincorrere portafogli e borsette.
Anche Totó si sarebbe arreso e avrebbe rinunciato alle comiche.
“Il paradosso – dice sorridente la consigliera comunale Monica Poli – è che l’anno scorso, in un momento boom per truffatori rumeni, sud-americani, slavi – in Piazza San Marco c’erano più pick pocket operativi che turisti! Ad onore del vero il Nucleo Operativo dei Carabinieri sta facendo degli interventi anche a livello europeo, perché il fenomeno, preoccupante, è internazionale. A Parigi, Barcellona, Madrid, Londra, Amsterdam, ecc. In Italia Firenze, Roma, Milano, perfino Lucca e Pisa sono città colpite e bersagliate. Da Napoli in giú il problema è meno preoccupante, forse perché i residenti sono più determinati e reattivi”.
Ma è vera questa storia di Tik-Tok?
“Allora, io con migliaia di follower sono stata bannata da Tik Tok, società cinese planetaria e senza un perché, mentre oggi vedo e abbiamo le immagini di borseggiatori in taxi a Venezia che ci prendono in giro esibendo borsette e gioielli. La banda internazionale dei rumeni, li vediamo girare in Italia e in Europa con automobili da 200 mila euro.


Mika, Mariana, Beara, Shakira, Ustrich, sono diventate delle celebrità sui social! La nostra normativa con l’obbligo degli interrogatori preventivi limita anche le inchieste dell’Interpol. Le borseggiatrici girano per le grandi città vivendo in alberghi di lusso con abiti firmati. Per difendersi usano spray urticanti al peperoncino, oltre ad essere tutte incinte. Lo posso dire? Secondo me c’è qualcosa che non torna. Tutto molto strano con basi operative che vanno dalla Svizzera alla Spagna. Una organizzazione mondiale, stile mafioso. Hanno collaboratori e sentinelle retribuite dappertutto, anche a Venezia. Veramente strano”.
Lady PickPocket famosa in tutto il mondo
Monica Poli, 60 anni, si definisce modestamente una operaia. Eppure è stata intervistata dalla Cnn, dal quotidiano francese Le Monde, dalle principali reti televisive internazionali, come rappresentate dei “Veneziani non distratti”. Ha cominciato circa 30 anni fa a denunciare i pick pocket perché lavorava in un negozio vicino a Campo San Filippo e Giacomo, vicino a San Marco e ne vedeva di tutti i colori. Portafogli, borsette abbandonate nei rifiuti, turisti disperati e piangenti che non sapevano a chi rivolgersi senza documenti e bancomat.
Paura mai lady PickPocket?
“Sempre! Ma non bisogna farla vedere…”.
La lasciamo mentre è super operativa con il telefonino, chiamata ogni momento dai non distratti che individuano, in diretta, borseggiatori al lavoro tra calli e campielli. E lei?
Dice come intervenire, sempre con calma.













































































