Il rischio di estinzione delle api è uno dei simboli della crisi ambientale in atto: di sostenibilità infatti si parla ovunque, ma risulta invece molto più difficile mutare comportamenti individuali e collettivi verso una transizione ecologica. Si tratta infatti di mettere in atto un’autentica conversione green che richiede il coinvolgimento di istituzioni, aziende, associazioni e cittadini. A partire dalle future generazioni, perché serve una formazione serrata e approfondita alle nuove competenze nel settore ambientale. E serve anche un radicale cambiamento di visione.
Veritas e Ca’ Foscari, quinta edizione dei webinar per settimana europea per la riduzione dei rifiuti

La sfida ambientale è stata al centro del saluto che l’assessora alle Politiche Educative del Comune di Venezia, Laura Besio, ha portato al secondo incontro – dal titolo “Sostenibilità Veritas, recupero di rifiuti ed effluenti” e tenutosi il 14 novembre scorso – all’interno della quinta edizione del ciclo di webinar promosso da Gruppo Veritas e Dipartimento di Scienze Ambientali (DAIS) dell’università Ca’ Foscari, in occasione della settimana europea per la riduzione dei rifiuti.
L’iniziativa, gratuita e aperta a tutti, ha visto la partecipazione di giovani delle scuole superiori (studenti del corso di biotecnologie ambientali dell’istituto industriale Pacinotti di Mestre e del liceo per le scienze applicate Stefanini di Mestre) nell’ambito dell’alternanza scuola/lavoro e dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO), ma si rivolge anche a studenti universitari e rappresentanti di associazioni e organizzazioni.

“L’università di Venezia ritiene importante promuovere e sostenere attività di divulgazione anche insieme alle grandi aziende che si occupano dei servizi ambientali, si tratta di creare sinergie in grado di favorire la trasmissione dei saperi ai giovani che saranno gli esperti di domani, ma anche alla cittadinanza, una mission che affianca l’impegno accademico”, ha esordito Cristina Cavinato, delegata terza missione Dipartimento Dais dell’università di Venezia, che collabora al progetto, fin dal 2020, con Riccardo Seccarello, responsabile comunicazione Veritas.
Piantumazione di specie locali e arnie per le api nella discarica di dismessa a Mirano

Nella grave crisi ambientale che stiamo attraversando a livello globale, le api sono diventate simbolo della biodiversità messa a rischio, ma alcuni progetti, realizzati nel veneziano, possono diventare segno di speranza. “In una discarica, dismessa da anni, vicino a Mirano, abbiamo avviato una vera e propria riconversione ecologica, procedendo a rinverdire l’area con più di 38mila piante tipiche del territorio e collocando varie arnie, in collaborazione con alcuni apicoltori – ha raccontato Giuliana Da Villa, responsabile Sostenibilità ambiente e sicurezza Veritas. – Il risultato è stata la produzione, in via sperimentale, di un ottimo miele, testato dall’Istituto Zooprofilattico del Veneto che ne ha verificato la qualità per uso alimentare. Il miele non è stato immesso in commercio, ma è stato donato al sindaco di Mirano per promuovere il progetto all’interno della comunità. Si tratta di un bel esempio che ci dimostra la possibilità di recuperare anche le discariche in chiave ecologica.”
Razzini (Veritas): “risparmio di 200mila tonnellate di Co2 equivalente”

“Meno dell’3% dei rifiuti raccolti da Veritas finisce in discarica – ha evidenziato il direttore generale di Veritas, Andrea Razzini – e l’effettivo riciclo resta uno dei nostri obiettivi principali, visto che Venezia si attesta, da tempo, ai primi posti in Italia per raccolta differenziata, con un indice pari al 71,8% nel 2022. Veritas raccoglie ogni anno, nell’area metropolitana di Venezia, oltre 500 mila tonnellate di rifiuti prodotti non certo solamente dagli 800mila residenti, ma anche da centinaia di migliaia di persone che domiciliano stabilmente nell’area metropolitana di Venezia e anche da oltre 50 milioni di turisti che affollano litorali e capoluogo.
La gestione dei rifiuti da parte del Gruppo Veritas è certificata in tutti i passaggi e ciò ha permesso di dimostrare che, con ben otto anni di anticipo, è stato superato l’obiettivo dell’effettivo riciclo del 65% dei rifiuti raccolti, fissato dall’Unione Europea per il 2030. Nel 2022, inoltre, il sistema di recupero dei rifiuti di Veritas ha evitato l’emissione di 185,567 tonnellate di anidride carbonica equivalente. Va ricordato che una buona prassi ambientale parte dai comportamenti corretti dei cittadini e di tutti coloro che conferiscono i propri rifiuti al sistema di raccolta, altrimenti il tasso di riciclaggio scende e con esso aumentano i costi ambientali, economici e sociali.”
Da Veritas recuperati il 97% di carta e cartone, il 94% di metalli, il 92% di vetro piano e il 77% di vetro da imballaggi, il 70% di plastica non corepla

I dati di tracciabilità dei rifiuti testimoniano che il sistema industriale organizzato da Veritas è in grado di avviare al riciclo il 97% di carta e cartone, il 92% di vetro piano e il 77% di vetro da imballaggi, il 70% di plastica non-Corepla e il 56% di plastica Corepla, ed anche fino al 94% dei metalli. Un forte recupero vi è anche per il rifiuto organico, trasformato in biogas, biometano per trazione automobilistica, energia e compost. Per mantenere quindi prestazioni ambientali così rilevanti bisogna impegnarsi per separare bene i rifiuti al momento del loro conferimento, rispettando le poche regole e non abbandonando i rifiuti nell’ambiente. (Tutte le informazioni sono disponbili al link https://www.gruppoveritas.it/sites/default/files/documenti/tracciabilita-dei-rifiuti/2022/2023/gruppo_veritas_tracciabilita_filiere_rifiuti_urbani_2023.pdf
Strategico anche il recupero energetico del Css (che non è rifiuto secco tale e quale)

Nemmeno il più alto tasso di recupero di materia prima seconda sino a qui permette di raggiungere però il 100% di riciclo. Per errati conferimenti, materiali troppi sporchi o anche nel corso delle selezioni dei rifiuti – ha continuato il direttore generale Razzini – si creano degli scarti e inoltre alcuni materiali non possono essere riciclati all’infinito, ecco perché i nostri impianti permettono anche un recupero energetico di quel che resta del rifiuto secco. Si tratta di un quantitativo che si attesta sul 10 % dei rifiuti raccolti.
Negli impianti di Porto Marghera dal rifiuto urbano residuo viene estratta la parte umida e si cerca di effettuare anche il massimo recupero di materiali ancora presenti in piccole quantità, come plastiche e metalli: ciò che resta diventa CSS, cioè combustibile solido secondario dalle potenzialità simili ad un pellet legnoso che, bruciando, permette di recuperare energia elettrica e calore. Il termovalorizzatore di Fusina è di piccole dimensioni ed è stato progettato per completare la dotazione impiantistica del territorio veneziano, bruciando ogni anno 60/70mila tonnellate di CSS (che non è più un rifiuto tale e quale). Le emissioni dell’impianto sono molto al di sotto dei limiti di legge e sono costantemente monitorate, non solo dai nostri sistemi interni, ma anche dagli enti esterni preposti alla vigilanza”.
Da Villa (Veritas): sostenibilità non solo ambientale, ma anche sociale e dialogo con tutti i portatori di interesse

La sostenibilità include processi complessi sia dal punto di vista tecnico e scientifico, sia dal punto di vista sociale.
La sfida della sostenibilità non comprende soltanto questioni relative a innovazione tecnologica e processi di sistema, ma coinvolge tutti i protagonisti: lavoratici e lavoratori di impianti e servizi e portatori di interesse esterni fino all’intera comunità.


“Veritas è la prima multiutility aver ottenuto la certificazione, da enti terzi, per le politiche adottate a favore della parità di genere e della inclusività in azienda – ha ripreso Da Villa, che ha ricordato, l’impegno in prima persona di Chiara Bellon, responsabile risorse umane Veritas. – Abbiamo avviato inoltre incontri specifici per favorire condivisione e partecipazione dei portatori di interesse esterni e dei fornitori e di recente abbiamo voluto ascoltare anche le istanze dei più piccoli, incontrando alcune classi di prima media in una scuola di Marghera. Punti di vista diversi ci aiutano a focalizzare le diverse declinazioni della sostenibilità e rendere partecipe la comunità alla mission aziendale.”
Ragazzo (Veritas): “superare pregiudizi e disinformazione”

L’impegno di Veritas nella sostenibilità include anche tutela e valorizzazione della risorsa idrica, con attenzione ai processi di depurazione e alle potenzialità di riuso delle risorse: effluenti, nutrienti e carbonio.
“Un regio decreto del 1935 invitava al riutilizzo delle acque reflue depurate, ma da allora poco si è fatto a causa di normative farraginose e talvolta in contraddizione che, più che favorire, hanno ostacolato il perseguimento di questo obiettivo – ha ricordato Patrizia Ragazzo, responsabile ricerca & sviluppo e progetti comunitari servizio idrico integrato Veritas. – La qualità degli effluenti urbani depurati è di fatto buona, spesso migliore di quella dei corsi d’acqua superficiali, e di certo meno variabile e più controllabile. Ed è una qualità spesso non sfruttata.
In Veritas addirittura, 40 milioni di metri cubi di effluenti ogni anno vanno direttamente a mare, anziché essere integrati nei corsi d’acqua superficiali o riutilizzati a fini irrigui o industriali. Il caso studio Venezia, coordinato da Veritas nell’ambito del progetto europeo B-WaterSmart ci ha permesso di mettere in campo soluzioni tecnologiche, informatiche e di sistema per sostenere strategie di valorizzazione in depurazione e consentire lo sfruttamento dei potenziali di riuso di effluenti e fanghi. “Sono state create appositamente due piattaforme informatiche a supporto dei decisori pubblici (DSS, Decision Support System), per integrare competenze, dati ed informazioni ed offrire una visione omogenea e coerente su criticità ed opportunità di valorizzazione degli effluenti e dei fanghi di depurazione”.

Caso studio Venezia B-Watersmart: enti del territorio insieme per una governance efficace

Nel 2021 dal caso studio Venezia è nata la CoP territoriale che comprende i soggetti chiave della filiera dell’acqua, le autorità territoriali e le organizzazioni di categoria del territorio e sostiene gli obiettivi strategici di progetto. Ne fanno parte: Regione Veneto, ARPAV, Città Metropolitana di Venezia, Consorzio di Bonifica Acque Risorgive, ANBI Veneto, Consiglio di Bacino Laguna di Venezia, Viveracqua (il consorzio dei gestori pubblici del servizio idrico integrato del Veneto e di parte del Friuli Venezia Giulia), Veneto Agricoltura, Confindustria Veneto Est, Confagricoltura, CIC (consorzio italiano compostatori), Università di Venezia e di Verona. Una CoP che lavora attivamente per perseguire obiettivi di progetto, che sono indirizzi comuni e condivisi.
“Risultati importanti sul piano dell’integrazione delle conoscenze e della visione comune, sono stati ottenuti proprio grazie alla cooperazione all’interno della CoP, che oggi capitalizza il suo lavoro entrando a far parte della rete dei living lab internazionali che promuovono l’innovazione del settore acqua (WOLL, Water Oriented Living Lab).”
Una governance partecipata è fondamentale per perseguire efficacemente obiettivi di valorizzazione delle risorse e riduzione dell’impronta di carbonio in ottica di economia circolare. Solo attraverso una conoscenza oggettiva e condivisa si può formare un’opinione pubblica imparziale ed un cittadino pronto a supportare in modo stabile obiettivi di sostenibilità spesso impediti da pregiudizi e disinformazione.”
Seccarello (Veritas): “attenzione ai consumi per ridurre l’impronta ambientale”

“Ci sono moltissime definizioni di ambiente, ma la più bella è quella di San Francesco che si riferisce alla Terra come a una madre – ha sottolineato Riccardo Seccarello, responsabile comunicazione Veritas. – Si tratta di un approccio che possiamo definire laico e profondamente etico. Ogni anno il nostro ufficio forma oltre 10.000 studentesse e studenti, utilizzando linguaggi e prodotti multimediali diversificati in base alla fascia di età. Veritas sensibilizza le ragazze e i ragazzi alla responsabilità individuale e collettiva riguardo la sostenibilità ambientale e il decoro urbano, fornendo preziose informazioni che integrano quelle fornite dai docenti, con l’obiettivo di formare cittadine e cittadini sempre più consapevoli e attenti all’ambiente e alla tutela delle risorse naturali.”

La sfida non è facile perché l’obiettivo è rendere i giovani consapevoli dell’impronta ambientale che gli attuali stili di vita lasciano sul pianeta. “I nostri operatori spiegano agli studenti anche i consumi idrici relativi alla realizzazione dei principali beni di consumo: 2500 litri per una maglietta, 8000 per un paio di scarpe da ginnastica, 9500 litri d’acqua per un paio di jeans e ben 13000 per un cellulare! – ha aggiunto Seccarello. – L’invito rivolto ai giovani è a riflettere sul fatto che ogni nostra azione e ogni nostra scelta lascia una traccia indelebile sull’ambiente che ci circonda perciò si tratta di una responsabilità condivisa che ci riguarda tutti.”
Venezia plastic smart city

Ogni anno si stima che 570 mila tonnellate di plastica finiscano nelle acque del Mediterraneo: come se 33.800 bottigliette di plastica venissero gettate in mare ogni minuto. Gli effetti sono drammatici, l’87% del mar Mediterraneo è inquinato e con 1,9 milioni di frammenti per metro quadro presenta la più alta concentrazione di microplastiche mai misurata nelle profondità.
“Il Comune di Venezia– ha ricordato Massimo Gattolin, direttore settore Ambiente della Città di Venezia – è stato il primo in Italia ad aderire all’iniziativa Plastic smart cities, promossa dal WWF con l’obiettivo di contrastare la dispersione di plastica in natura, ridurne l’utilizzo e promuovere i corretti conferimenti nella specifica filiera della raccolta differenziata.”
Bagordo (Wwf): “troppe bottigliette in plastica, meglio utilizzare borracce e acqua del rubinetto”

In questi anni molti sono stati i progetti e le iniziative che hanno visto operare in sinergia enti e aziende del territorio.
“A partire dal 2021 il comune di Venezia, in collaborazione con Veritas, ha installato, in via sperimentale, dei cestini per la raccolta di Vetro-Plastica-Lattine (VPL) in centro storico e all’isola del Lido. Le analisi merceologiche, effettuate tra il 2021 ed 2023 sui rifiuti raccolti, hanno evidenziato una buona percentuale di corretti conferimenti. Ma anche una elevata presenza di bottigliette di plastica e contenitori monouso – ha ricordato Giorgio Bagordo, Senior Expert Plastic Programmes WWF Italia. Per ridurre la nostra impronta plastica, il modo più efficace ed immediato è eliminare quanto più possibile l’utilizzo di imballaggi e oggetti monouso e non necessari. A cominciare dalle bottigliette in plastica. Soprattutto per l’acqua meglio utilizzare borracce e l’acqua potabile del rubinetto e delle fontanelle, erogata da Veritas, controllata e di qualità certificata.
Crisi climatica, a sostegno dell’ambiente anche professionisti e organizzazioni

Al seminario hanno partecipato anche ospiti esterni. L’avvocato Marianna Negro ha illustrato le scelte fatte all’interno dello studio legale MDA mirate a ridurre il consumo di plastica non necessaria. Con la promozione del consumo di acqua del rubinetto servita da caraffe di vetro in bicchieri di vetro. E con l’utilizzo, per la pausa pranzo, di posate in metallo e piatti in ceramica. Nonché, per la macchinetta, di caffè in grani anziché capsule preconfezionate.

“La crisi climatica rischia di travolgerci – ha concluso Andrea Da Lio, responsabile ufficio Ambiente della Camera di Commercio di Venezia -. Da parte nostra c’è grande interesse ad approfondire le tematiche relative al recupero dei rifiuti e il risparmio idrico. Rispetto al quale risulta strategico sollecitare la messa in pratica del riuso delle acque reflue depurate a fini irrigui o industriali.”












































































