Sono passati cinquant’anni dal primo film di Nanni Moretti, era esattamente il 1976 quando uscì “Io sono un autarchico” girato addirittura in Super 8 e la SIAE per questo traguardo gli ha consegnato proprio al Lido di Venezia il premio alla carriera. Moretti quindi fa ritorno alla mostra del cinema di Venezia dopo trentasette anni quando presentò nel 1989 “Palombella Rossa” (il film non andò in concorso perché ritenuto troppo polemico nei confronti della sinistra italiana) e prima nel 1981 aveva vinto il premio speciale della giuria con “Sogni d’oro”. Ieri eccolo nuovamente a Venezia in concorso (primo ad essere proiettato tra i cinque film italiani) e sono scattati subito gli applausi. E’ un gran bel film, tratto liberamente dai racconti del libro “Legami” dello scrittore israeliano Eshkol Nevo dal quale aveva tratto anche l’altro film “Tre piani”.
Un Moretti intenso
Intenso fin dalla scena iniziale ripresa da lontano con una serie di autobus e tram ripresi durante una giornata uggiosa a Oslo. Questo per inoltrare la storia che si stacca completamente dalla filmografia morettiana dedita al tema politico, bensì entra in una dimensione dove mette a fuoco a trecentosessanta gradi la vita con tutti i suoi contorni, i suoi problemi, le sensazioni e le emozioni dettate a turno da momenti di grande forza di volontà. Su tutto ruota l’amore tra una donna e un uomo che dal momento in cui s’incontreranno per la prima volta lo faranno altre volte a distanza di anni ma sempre o quasi nei momenti sbagliati.
Il fulcro che fa girare perfettamente la “macchina da presa” di Moretti in questa occasione è il “tempo”, il vero protagonista di tutto

Scorre in avanti senza mai perdere di mano la sua essenzialità. Il tempo che ci offre o ci deve offrire un’altra occasione. “Tutti abbiamo due orecchie e due occasioni” dice il barista (Paolo Sassanelli) ad uno stupito Matteo (Luois Garrel). “Due orecchie, due mani, due occhi e due oocasioni, la seconda non possiamo farcela sfuggire!” Ed ecco Matteo e Greta (Jasmine Trinca, superlativa la sua interpretazione e tra l’altro tornata a lavorare con Moretti dopo “La stanza del figlio del 2000).
Moretti e il piacere dei libri

Lui è proprietario di una libreria del centro di Roma assieme al fratello e lei un attrice. S’incontreranno la prima volta quando lui sta giocando a tennis con il fratello e lei entra sul campo in abito da sposa (una scena bellissima)durante il party del matrimonio. Giocherà un game con lui e vincerà. Entrambi sposati con figli (lui con una donna che non è la madre di suo figlio), si ritroveranno dopo sette anni a San Sebastian dove lui accompagna il padre ammalato (perennemente a caccia di donne al punto che rivolgendosi verso il figlio gli dice “dopo la chitarra elettrica la migliore invenzione è stata il viagra) al concerto di Bruce Springsteen, mentre lei truccata per motivi di scena al punto di non essere riconosciuta corre disperatamente per la città spagnola in cerca della figlia.
Moretti e il concetto del ritorno

Dopo altri sette anni le loro strade s’incroceranno nuovamente in un bar di Roma e riusciranno a darsi un appuntamento dove si accenderà il fuoco, al punto di assistere ad una scena d’amore e di sesso (cosa inusuale nel cinema di Moretti)molto intensa e girata con grande passione. Però nei grandi amori ci sono sempre dei grandi ostacoli. Passeranno altri tre anni Matteo la ritroverà all’interno di una grande libreria con spazi aperti per la recitazione. Rimarrà incantato ad ascoltarla, mentre lei sembra averlo visto e gli sorride. C’è sempre un momento nella vita in cui quello che desideriamo si potrà avverare, è successo in questo film come recita il titolo.
La gendezza di Moretti







E’ un film drammatico, ma dove l’ironia del regista romano ci porta anche a ridere in alcuni momenti con delle battute incredibili. Nel mezzo il ricordo di “Caro diario” con Louis Garrel in sella ad una Vespa per le vie di Roma con tanto di caschetto (vero e proprio alter ego di Moretti) e uno splendido balletto tra Greta e Matteo sulle note di una canzone dei Radiohead. La corsa verso il Leone d’oro è lanciata, nonostante gli avversari a partire da “Wild horse nine” e una strizzatina d’occhio a Jasmine Trinca per la coppa Volpi ci può stare, aspettando Vanessa Scalera mercoledì prossimo protagonista del film “Il fuoco che ti porti dentro”. Una curiosità durante una scena Nanni Moretti (nel film padre di Greta, mentre Angela Finocchiaro è la madre di Matteo) appare senza barba.
Louis Garrel – A Venezia 83 è protagonista del nuovo lavoro del regista Nanni Moretti







Cast e produttori















































Regia: Nanni Moretti. Cast: Jasmine Trinca, Luis Garrel, Angela Finocchiaro, Elena Lietti, Antonio De Matteo, Andrea Lattanzi, Pietro Ragusa, Hyppolite Girardot,Melina Akerman, Paolo Sassanelli. Produzione: Italia: 2026. Genere: drammatico/commedia. Durata: 1h45 minuti
Tutte le immagini e i video sono della nostra inviata all’83° edizione del Festival del Cinema di Venezia Barbara Pigazzi per https://www.enordest.it e tutte le foto e i video sono protette dal diritto d’autore- https://animicaportraits.com/










































































