Ha preso ufficialmente il via l’ottantaduesima Mostra del Cinema di Venezia e come sempre (o forse più di sempre) il Lido e in particolare l’hotel Excelsior fanno da palcoscenico a questo autentico “tourbillon” di attori, registi, produttori, musicisti e chi più ne ha più ne metta. Oltre, ovviamente, ai soliti fans a caccia di selfie e autografi durante la classica “passerella” sul Red Carpet diventato ormai un “must” di tutti i vari festival internazionali e non. Quello di Venezia, tra l’altro, nel corso degli anni è diventato un vero e proprio “portafortuna” in vista della corsa agli Oscar americani in programma nel successivo mese di marzo, e questo dato la dice lunga sulla presenza di grossi “calibri” del cinema mondiale.
Chi è passato per il Red Carpet ed è arrivato all’Oscar

Dando un’occhiata alle precedenti edizioni troviamo infatti film come “Joker” che vinse il Leone d’oro nel 2019 e poi due Oscar tra cui quello a Joaquin Phoenix come miglior attore protagonista. Nel 2020 toccò a “Nomadland”, vinse a Venezia e poi tre Oscar tra i quali miglior film e miglior regista. Andando un po’ a ritroso nel 2018 ecco “Roma” di Alfonso Cuaron che vinse il Leone d’oro e subito dopo l’Oscar come miglior regia. L’anno prima addirittura “La forma dell’acqua” s’impose a Venezia e vinse l’Oscar come miglior film. E ancora “Povere creature” di Yorgos Lanthimos vinse a Venezia e poi ben quattro Oscar.
Un Red Carpet contro gli attacchi israelinani

Un banco di prova allettante dove non è mancato da parte di buona parte degli artisti presenti il dissenso nei confronti degli attacchi israeliani in Palestina con una “protesta” firmata che ha trovato il conforto anche da parte del presidente Pietrangelo Buttafuoco. Detto questo sono “sbarcati” in laguna (nel frattempo è stato consegnato il Leone d’oro alla carriera al grandissimo regista Werner Herzog per mano dell’altro gigante Francis Ford Coppola, l’altro Leone d’oro alla carriera è assegnato a Kim Novak) con intenzioni serie personaggi come Guillermo Del Toro che presenta il suo “Frankestein”. Un lavoro durato circa dieci anni dove il capolavoro della letteratura di Mary Shelley viene adattato in maniera molto particolare e con l’aiuto “economico” del colosso Netflix. Tra gli attori Christoph Waltz.
Alcuni film da segnalare

Presente anche Yorgos Lanthimos con “Bugonia” e ovviamente con l’immancabile Emma Stone come attrice protagonista. Il film è tratto dalla black comedy sudcoreana “Save the green planet. Ci sarà anche Jim Jarmush con “Father Mother Sister Brother”, un ritorno a Venezia dopo la sua ultima presenza datata 2003 con “Cofee and cigarettes”, dove c’era anche la diva Cate Blanchett.

Per la Francia in concorso Olivier Assayas con “Le mage du Kremlin” tratto dall’omonimo romanzo che tratta dell’ascesa al potere del leader russo Vladimir Putin interpretato da Jude Law. Passiamo a Noah Baumbach che presenta “Jay Kelly”, la storia di un attore di successo dove il protagonista sarà George Clooney. Con lui Laura Dern e la nostra Alba Rohrwacher. In gara anche Mona Fastvold (già presente al Lido con “Il mndo che verrà”) con “The testament of Ann Lee, incentrato sulla vita della donna britannica fondatrice degli Shakers, la setta cristiana che promuoveva la castità.
I candidati al Leone d’oro sfilano sul Red Carpet

Tra i probabili candidati al Leone d’oro anche il coreano (ultimamente sono in grande ascesa) Park Chan-wook con il suo “No other choice”, tratto dal romanzo “The Ax” di Donald Westlake che fu trasposto cinematograficamente anche da Costa-Gavras nel “Cacciatore di teste” del 2005. Ancora la Francia con il maestro Francois Ozon che partecipa con “L’etranger” tratto dal famoso romanzo di Albert Camus” per noi “Lo straniero”. Da ricordare che anche l’immenso Luchino Visconti ne trasse un film con Marcello Mastroianni nel lontano 1967. Per la prima volta in concorso anche Valerie Donzelli con “A pied d’oeuvre”, che tratta di un fotografo famoso che decide di diventare un grande scrittore.
Presente anche l’Ungheria

L’Ungheria è presente con Ildiko Enyedi e il suo “Silent friend” dove figura come attore protagonista l’eccellente Tony Leung Chiu-wai già protagonista di “In the mood for love” e premiato a Venezia tre anni fa con il Leone d’oro alla carriera. Sempre per l’Ungheria anche “Orphan” di Laszlo Nemes, che nel 2015 presentò “Il figlio di Saul” aggiudicandosi il premio speciale della giuria e l’Oscar. Ultimi ma non ultimi “The sun rises on us all” di Cai Shangjun, con un melodramma ruotante sulla storia di due ex amanti nella Cina moderna (possibilità di vittoria finale) e per concludere ecco “Girl” di Shu Qi, taiwanese. Un film durato dieci anni di lavorazione per questa neoregista, già famosa attrice, protagonista di Millenium Mambo”.
Sul Red Carpet anche i fuori concorso


Fuori concorso verrà presentato anche l’ultimo film di Luca Guadagnino intitolato “After the hunt” (Dopo la caccia) con protagonista Julia Roberts. Per la prima volta presente a Venezia. E l’Italia… resta a guardare? Assolutamente no, anzi, sarà in concorso per il Leone d’oro con cinque film. Va detto che un film italiano non viene premiato dal 2013 con la statuetta più importante. L’ultimo a riuscirci fu Gianfranco Rosi con il suo “Sacro Gra”, tra l’altro fu la prima volta che a Venezia vinse un documentario. Che per l’occasione trattava degli avvenimenti svolti attorno al Grande Raccordo Anulare di Roma (nel 2022 vinse per la seconda volta un documentario e precisamente “All the beauty and the Bloodshed” di Laura Poltras).

Il nostro Rosi sarà in concorso anche quest’anno e sempre con un documentario intitolato “Sotto le nuvole”. Che naviga tra il presente e il passato attraverso il golfo di Napoli e il Vesuvio. Torna in concorso anche il regista napoletano Paolo Sorrentino con l’ultima sua fatica intitolata “La grazia” (il film ha aperto la mostra). Dopo il Leone d’argento ottenuto nel 2022 con “E’ stata la mano di Dio” ci riprova. Affidandosi ancora una volta nel ruolo di protagonista a Toni Servillo al suo settimo film con Sorrentino. La storia di un Presidente della Repubblica italiana a sei mesi dalla fine del suo mandato.
Un uomo che si trova di fronte a dei dubbi etici e morali molto profondi da farlo assomigliare quasi al papa di Nanni Moretti più che al nostro presidente Mattarella. Gli altri in concorso Pietro Marcello con “Duse” una bel ritratto della grandissima attrice Eleonora Duse interpretata da Valeria Bruni Tedeschi. Nel ruolo di Gabriele D’Annunzio l’attore Fausto Russo Alesi.
Sul Red Carpet la sorpresa Barbara Ronchi

La bravissima Barbara Ronchi (meriterebbe la Coppa come miglior attrice) sarà protagonista di “Elisa” del regista Leonardo Di Costanzo. La storia di una donna detenuta da dieci anni in carcere per aver ucciso la sorella in un momento di follia. Una riflessione sulla colpa molto profonda. Per chiudere questo quintetto ecco “Un film fatto per bene” di Franco Maresco. Un film che ruota attorno alla figura del grande Carmelo Bene. Maresco torna a Venezia dopo aver presentato “La mafia non è più quella di una volta” che nel 2019 ottenne il premio speciale della giuria. Non ci resta che aspettare il giudizio della giuria presieduta quest’anno dallo statunitense Alexander Payne, affiancato da Stephane Brizè, Maura Delpero, Cristian Mungiu, Mohamed Rasoulof.







































































