“Intubare le canalette e creare una dorsale in modo da mettere in collegamento i bacini per una irrigazione capillare oltre che una migliore condivisione della risorsa idrica”. E’ stata l’acqua l’argomento dominante nel corso della serata informativa dedicata al mondo agricolo e organizzata da Vivo Cantine svoltasi in occasione della sagra di Campo di Pietra.
Passador, l’acqua e le canalette
Franco Passador A.D. di Vivo Cantine ha presentato il leitmotiv: “Abbiamo scelto l’acqua perché è un elemento fondamentale nel nostro operare. Perchè si irriga? Spesso non si dà una risposta corretta”. E c’erano presenti 300 persone tra imprenditori agricoli e tecnici dall’Opitergino Mottense e zone confinanti in rappresentanza della 400 imprese vitivinicole di una delle realtà economicamente più importanti della Marca. L’anno scorso per il vigneto è stata un’annata alquanto difficile viste le temperature elevatissime ma il Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale rappresentato dal suo presidente Giorgio Piazza è riuscito a dare risposte concrete nonostante l’emergenza. “L’anno scorso siamo riusciti a soddisfare buona parte del nostro territorio di 130mila ettari, un 30 per cento ricade sull’Opitergino Mottense. Nei mesi scorsi abbiamo presentato progetti di fattibilità al Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida che interesseranno i nostri territori. Eliminare le canalette per una miglior distribuzione dell’acqua come già fanno in alcune aree del nostro Paese”.
A chiudere Pittacco e Rech
Per Andrea Pitacco docente all’Università di Padova Dafnae, “il 2003 e il 2022 sono state annate difficilissime. Come gestire l’acqua nel futuro? E’ questa la sfida che ci attende. Nel Veneto orientale abbiamo vigneti forti, c’è acqua ma le temperature non sono quelle di una volta. L’alta umidità e la poca ventilazione possono determinare situazioni rischiose”. Francesco Rech dell’Arpav ha spiegato come è cambiato il clima: “dopo gli anni ‘90 le temperature sono schizzate verso l’alto. Un 2003 caldissimo e l’anno scorso si sono registrate scarsissime piogge. Inoltre registriamo gelate tardive che estremizzano ancora di più il nostro clima. La mancanza di piogge si ripercuote nelle falde e nei fiumi una situazione estrema mai vista. Se si continuerà ad emettere troppi gas in atmosfera le temperature aumenteranno in modo consistente”.