C’è un teatro a Mestre ed è la storia del teatro nella terraferma. È cresciuto con Mestre e ha fatto crescere la città, l’ha accompagnata con la cultura e con lo spettacolo negli anni dell’esplosione edilizia, del boom operaio di Porto Marghera, dei difficili anni delle tensioni, della ripresa. È il Teatro Corso da sempre uno dei centri culturali più solidi dell’intero Nordest, con 900 posti a sedere, ed ora pronto al suo ruolo di riferimento naturale per le grandi produzioni nazionali e per un pubblico trasversale, capace di mobilitarsi ben oltre i confini veneti.
Il “Corso” e l’idea geniale di Alfrdo Furlan

Creato nel 1949 da Alfredo Furlan nel cuore di Mestre, cinema e teatro in anni del grande successo popolare del cinema e del teatro di rivista. Furlan è stato un pioniere del settore nel Nordest, capace di rischiare e di prevedere il futuro del settore e assieme quelle delle regioni trivenete. Eredità che gli eredi, specie il figlio Gianantonio, hanno trasformato in una holding dello spettacolo diffusa in tutto il Nordest.
Nessuno dei grandi del teatro e della rivista italiani e dello spettacolo sono mancati al Corso di Mestre

La rivista fece il suo esordio nel 1952 con la Compagnia di Mario Riva e Riccardo Billi, poi sono arrivati Macario, Wanda Osiris, Carlo Dapporto, Valter Chiari, Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello e non poteva mancare il “re” dello spettacolo e del botteghino: Totò che nel 1956 tenne a battesimo al Nord la sua storica rivista “A prescindere”. Fu un successo strepitoso, ma anche l’addio dopo 35 anni di Totò allo spettacolo di rivista per il sopraggiungere di una grave malattia agli occhi.
La grandezza del teatro Corso

Il Corso fu anche palcoscenico della grande opera lirica e vetrina della Mostra del Cinema di Venezia: memorabile la sera del 22 agosto 1953 quando Alberto Sordi partecipò alla trionfale proiezione del film “I vitelloni” di Federico Fellini. Oggi il segreto di questo successo risiede in una macchina organizzativa di alto livello e in una programmazione che per la stagione ha messo sul piatto oltre 100 repliche tra prosa, comicità, musica d’autore e grandi eventi.
Oggi dietro c’è Gianantonoio Furlan

Dietro a questa imponente proposta c’è il lavoro sinergico tra IMG CINEMAS di Gianantonio Furlan, gestore della struttura, e DalVivo Eventi, che cura la programmazione artistica: un sodalizio supportato da un team specializzato, capace di plasmare un palinsesto contemporaneo che unisce l’alto profilo all’accessibilità popolare. Un progetto culturale che ora può godere anche dei recenti e importanti lavori di restauro all’ingresso, al palcoscenico, all’accesso e ai servizi per disabili, che hanno interessato la storica sala di Corso del Popolo: interventi che restituiscono alla città un teatro ancora più bello, accogliente e fruibile, un salotto che la gestione ha voluto rinnovare per offrire il massimo comfort al pubblico.
Corso, un cartellone “a due motori”

La vera forza del Corso, anche per la stagione 2026/2027, sta nella sua doppia anima. Da un lato c’è la programmazione firmata DalVivo, un percorso ragionato che intercetta i linguaggi della contemporaneità. La linea della comicità spazia dai fenomeni generazionali come Shamzy con il cinico Wasabi (29 gennaio 2027) e l’ironia tagliente di Michela Giraud in Fisicamente mi piacciono tutti (25 febbraio 2027), ai maestri della risata come Giuseppe Giacobazzi che proietta la sua Osteria Giacobazzi (13 febbraio 2027) verso il tutto esaurito.
Al Corso anche Paolo Rossi

Senza dimenticare la comicità d’autore di Paolo Rossi e Bebo Storti ne L’opera del delinquente (26 febbraio 2027), il surreale monologo di Antonio Ornano in Il bar sotto il mare (12 marzo 2027), la satira d’attualità di Xhuliano Dule con Remuntada (10 marzo 2027), la stand-up di Giorgia Fumo con Out of office (19 marzo 2027), la dissacrante Terapia di coppia dei PanPers (10 aprile 2027) e l’ironia pop di Ruggero dei Timidi in Timidissimo me (17 aprile 2027).
La divulgazione

Il Teatro Corso e DalVivo scommettono con successo anche sulla divulgazione scientifica, culturale e psicologica, registrando una risposta di pubblico straordinaria per l’inedita coppia formata da Giovanni Storti e Stefano Mancuso per Lunga vita agli alberi (28 gennaio 2027), la narrazione storica di Walter Veltroni focalizzata su Gli Anni 70, sole e luna (22 gennaio 2027), gli approfondimenti sul benessere emotivo di Matteo Sinatti in Come rialzarsi e tornare a sorridere (28 novembre 2026), lo psicologo Michele Mezzanotte con Tutto OK! (13 dicembre 2026) e la musica d’autore con I Musici di Francesco Guccini (2 aprile 2027).
Dai comici alla musica

Dall’altro lato, la sala di Corso del Popolo si conferma una delle piazze più ambite per i grandi circuiti e le produzioni esterne, che inseriscono Mestre come tappa fissa dei loro tour nazionali con la certezza di riempire una platea importante. È in questa cornice che il cartellone si arricchisce di eventi internazionali ed eterogenei. Si va dalla grande danza classica con Lo Schiaccianoci portato in scena dall’International Classical Ballet of Ukraine (24 novembre 2026), alle imponenti produzioni musicali del calibro di Legend – The Show in Orchestra (l’omaggio a Michael Jackson con la chitarrista Jennifer Batten il 26 novembre 2026) e lo spettacolare show visivo di Pink Floyd Immersion con Beyond the moon (7 novembre 2026).
Uno spazio d’eccezione in cui convivono le voci storiche della musica italiana come Anna Oxa in Voce sorgente (16 gennaio 2027), Fabio Concato con l’Altro di me tour (16 dicembre 2026) ed Eugenio Finardi in Tutto Finardi (30 gennaio 2027). Il grande teatro con l’adattamento di Uno, nessuno, centomila interpretato da Primo Reggiani e Jane Alexander (7 febbraio 2027), fino ad arrivare ai nuovi linguaggi del web con lo sbarco a teatro di Seoul Mafia in Tutta colpa del k-pop (24 gennaio 2027).
Magnete per il pubblico e volano per il territorio



La sostenibilità e la risposta di pubblico del Teatro Corso si misurano sulla regolarità dei sold-out, significativi per una sala da quasi mille posti. Se il radicamento locale è testimoniato da eventi come la tripla replica da tutto esaurito di Marco & Pippo con lo spettacolo Incalmati (30, 31 ottobre e 1 novembre 2026), l’aspetto rilevante è la capacità di attrazione macro-regionale. L’afflusso costante di spettatori provenienti da Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna configura il teatro come una destinazione culturale in grado di generare un indotto tangibile per la città.
Quel Corso nato per i grandi artisti


Questo modello indipendente, sostenuto dall’iniziativa imprenditoriale totalmente privata, si consolida come un pilastro autonomo dello spettacolo dal vivo nel Nord-Est, supportato da un trend in costante aumento. Il superamento delle 100 repliche programmate per questa stagione segna infatti una crescita progressiva rispetto agli oltre sessantamila spettatori dello scorso anno, una accelerazione trainata da una continua richiesta di mercato.
Il Corso e una storia cosolidata nel tempo


Si tratta della prosecuzione di un percorso consolidato nel tempo, che già nella passata stagione ha visto sfilare, tra gli altri, eccellenze della musica come Martin Barre, la Magica Mystery Orchestra, esponenti della satira e dello spettacolo come Sabina Guzzanti, Alessandro Cattelan, Paolo Rossi, Giorgio Montanini, Luca Ravenna, Giuseppe Cruciani, Sigfrido Ranucci, e nomi della scena contemporanea tra cui Beatrice Arnera, Luca Mazzucchelli, Vincenzo Schettini, Katia Follesa, Carlo & Giorgio.
La soddisfazione di Ganantonio Furlan per il Corso

Per più di un secolo il cinema a Mestre ha avuto un cognome: Furlan. Tutto cominciò all’inizio del Novecento, in un locale lungo e stretto accanto alla piazza. Nel novembre 1911 la Gazzetta di Venezia chiama già Antonio Furlan «proprietario del Cinematografo Excelsior». Dal 1921 a guidare l’impresa fu il nipote Giovanni, che negli anni Trenta gestiva insieme il Toniolo, l’Excelsior e il Marconi. Nel dopoguerra la famiglia costruì il Corso, inaugurato il 21 aprile 1949 con I pagliacci e Gina Lollobrigida. In molti lo criticarono: «che senso ha costruire un cinema in mezzo alla campagna?». Pochi giorni dopo gli spettatori furono 3.500.
“Su quel palcoscenico passarono Macario, Walter Chiari, Wanda Osiris e Totò, e la sera del 22 agosto 1953 Alberto Sordi entrò in sala per I vitelloni di Fellini. – conclude Furlan -. Poi vennero il San Marco nel 1963, con uno degli schermi più grandi della zona, il Corsino nel 1987, prima multisala del Veneto, il Palazzo nel 1989, fino all’11 dicembre 2013, quando l’Excelsior e il Corso proiettarono l’ultimo film la stessa sera e i Furlan inauguravano la multisala del Candiani.
Una storia di famiglia che è anche la storia di come Mestre è andata al cinema.











































































