Gli italiani sono al primo posto per consumo di acqua minerale in bottiglia con 220 litri pro capite/anno record imbattuto da oltre un ventennio a livello europeo, malgrado siano anche tra i maggiori consumatori di acqua potabile. Un primato paradossale che penalizza quella del rubinetto verso la quale una famiglia su tre risulta diffidente a favore della seduzione del prodotto commerciale sostenuto da suadenti e costose campagne pubblicitarie. Anche in Veneto, dove l’80% dei cittadini ha fiducia nei gestori idrici (dati Istat), l’82% continua a preferire quella in bottiglia!

“Venezia da bere”, miti e false credenze da sfatare a favore dell’acqua del rubinetto

È vero che le acque non sono tutte uguali, ma sicuramente in moltissime regione o località d’Italia le acque sono di buona qualità. Merita per questo informarsi sempre sulla qualità dell’acqua, ovunque ci si rechi, soprattutto all’estero. Nel Veneto le acque sono mediamente di ottima qualità. I dati sulla garanzia della qualità dell’acqua del rubinetto e sui miti da sfatare rispetto alle motivazioni che portano al consumo di acqua in bottiglia sono stati al centro di un corso dal titolo “Venezia da bere” organizzato da Veritas e Ordine Medici di Venezia il 24 ottobre scorso e tenutosi nella sede della bi-utility veneziana. Il corso, rivolto esclusivamente a medici e odontoiatri, ha permesso il riconoscimento di crediti ECM e si è concluso con la visita al Laboratorio del servizio idrico integrato Veritas.
Razzini (Veritas): “Acqua potabile di eccellente qualità, prelevata da per l’80% da falde profonde e incontaminate”

“Venezia da bere” fa eco ad una famosa reclàme di qualche tempo fa, ma questa volta si parla di acqua potabile ed è evidente anche nel titolo un dato comprovato: “L’acqua distribuita da Veritas – 112 milioni metri cubi all’anno – è prelevata per l’80% da falde profonde 300 metri, un’acqua pura che risale all’epoca precedente alla comparsa dell’essere umano e per questo priva degli inquinanti presenti invece negli strati più superficiali – ha sottolineato Andrea Razzini, direttore generale di Veritas -. L’altra parte di acqua immessa è invece trattata da sistemi moderni e sicuri e integra la domanda stagionale estiva.”
Tutti i dati delle analisi, Comune per Comune, sono pubblicati sul sito aziendale al link https://www.gruppoveritas.it/servizio-idrico-integrato/qualita-dell-acqua.html
L’acquedotto di Venezia: 5343 km di rete idrica, 14 impianti di potabilizzazione, 73 punti di prelievo

Venezia è stata una delle prime città italiane ad aver avuto un “acquedotto moderno”, inaugurato nel 1884, dopo che, per secoli e secoli, l’approvvigionamento di acqua sicura sembrava irraggiungibile e l’acqua insalubre provocava gravissime epidemie.
L’acquedotto gestito da Veritas serve 36 Comuni: 29 appartenenti alla Città metropolitana di Venezia e alcuni alla provincia di Treviso. Si consumano ogni anno circa 112 milioni di metri cubi d’acqua. L’acquedotto civile serve una rete idrica di 5.343 km (6.053 km con la rete di adduzione): 14 sono gli impianti di potabilizzazione e disinfezione, 73 i punti di prelievo tra falde acquifere e fonti superficiali.”
Foccardi (Veritas): “Il laboratorio Veritas compie un milione e 300mila analisi all’anno su acque potabili e reflue”

“Il Laboratorio del servizio idrico integrato Veritas, dotato di strumentazioni all’avanguardia, effettua oltre un milione e 300mila analisi all’anno (pari a circa 5500 determinazioni al giorno lavorativo) nell’ambito del monitoraggio delle acque potabili e reflue – ha spiegato Tommaso Foccardi, dirigente del Laboratorio servizio idrico integrato Veritas -. I controlli comprendono un’ampia gamma di parametri chimici, microbiologici e di microinquinanti emergenti previsti dalla normativa vigente e talvolta anche oltre le stesse norme. A tali verifiche si affiancano inoltre i controlli effettuati dagli enti pubblici competenti.
Della Sala (Veritas): “Nella nuova normativa piani di sicurezza e controlli anche negli edifici prioritari come ospedali e case di riposo”

“Il Laboratorio Veritas ha raggiunto l’obiettivo di eseguire tutte le analisi per l’acqua potabile in regime di accreditamento UNI/ISO 17025 (sotto il controllo dell’ente nazionale ACCREDIA), ampliando il panel analitico al più moderno standard e preparandosi alle future sfide – ha evidenziato Stefano Della Sala, direttore del Laboratorio del Servizio idrico integrato Veritas -. L’accreditamento risponde alle indicazioni introdotte dalla nuova normativa europea, recepita in Italia dal Decreto 18 del 2023, che pone al centro prevenzione e controllo dei rischi, grazie anche ai Piani di Sicurezza dell’acqua (Water Safety Plan).
Un’altra misura prevista dal Decreto 18 è il “Regolamento per il controllo della qualità dell’acqua potabile negli edifici prioritari”. Si tratta di edifici all’interno dei quali una variazione della qualità dell’acqua, in relazione alla vulnerabilità degli abitanti/ospiti, sarebbe di maggior gravità rispetto ad una normale struttura abitativa. Due esempi per tutti: gli ospedali e le case di riposo, dove per evidenti motivi la suscettibilità alle malattie dei ricoverati è maggiore rispetto alla popolazione generale.”
Samueli (Omceo Venezia): “Occorre puntare all’educazione di prossimità dei pazienti”

Il monitoraggio costante della qualità dell’acqua potabile effettuato da parte del Laboratorio Veritas e la mappatura dei punti di prelievo costituiscono elementi di garanzia per sostenere il consumo dell’acqua del rubinetto, come evidenziato Cristiano Samueli, vicepresidente di Ordine Medici Venezia. Il dottor Samueli, medico di medicina generale in centro storico ed isole, è autore anche di un sondaggio sperimentale effettuato tra i propri pazienti: “Su 58 intervistati, è risultato che circa il 52% preferisce l’acqua in bottiglia perché la ritiene più sicura, senza mostrare una consapevolezza adeguata dell’alta qualità dell’acqua potabile erogata sul territorio veneziano – ha dichiarato il vice presidente Samueli -. La sfida è puntare alla educazione di prossimità, sensibilizzando al consumo di acqua del rubinetto con elevatissimo standard di qualità, come quella distribuita da Veritas, che tra l’altro offre alla popolazione un accesso ottimamente distribuito sul territorio.”
Bizzotto (chimico): “L’OMS consiglia consumo acqua del rubinetto ricca di nutrienti”


“Il consumo di acqua, ricca di nutrienti come magnesio e calcio, presenti anche in quella di rubinetto, è consigliato espressamente anche dall’OMS – ha ricordato il chimico Alessandro Bizzotto – e ciò sembra rappresentare un fattore protettivo anche rispetto alle patologie cardiovascolari. Oltre a ciò, occorre riflettere sul fatto che la produzione e la distribuzione di una bottiglia d’acqua minerale rispetto a un litro di acqua del rubinetto comporta una impronta idrica 4 volte maggiore e richiede 600 volte più energia con un impatto ambientale complessivo centinaia di volte superiore.”
Leoni (Omceo di Venezia): “Favorire il consumo di acqua del rubinetto a tutela di salute pubblica e ambiente”

“Il tema dell’acqua è di strettissima attualità – ha affermato il presidente dell’OMCeO veneziano e vice nazionale Giovanni Leoni -. Noi in Veneto siamo pieni d’acqua e abbiamo anche la possibilità di usarla al meglio, ma la conosciamo poco. Per questo, come Ordine, vogliamo dare un contributo di consapevolezza ai nostri iscritti, ma anche favorire scelte sempre più responsabili e sostenibili da parte dei cittadini. Lo facciamo da anni anche con “Venezia in salute”, un’iniziativa mirata a promuovere prevenzione e stili di vita più sani. Anche grazie a questo corso di formazione, abbiamo capito chiaramente che l’acqua del rubinetto è di ottima qualità e sicura: io per primo smetterò di comprare quella in bottiglia. Incentivare l’uso di acqua del rubinetto può essere un presidio di salute pubblica: cercheremo di spiegarlo sempre di più anche ai nostri pazienti”.
Razzini (Veritas): “Consumare consapevolmente l’acqua, anche se costa poco, è sempre più importante”

“Impegnarsi per l’ambiente non è uno slogan vuoto, ma una attenzione che deve essere prestata da ognuno di noi: un ambiente salubre garantisce una migliore salute. La collaborazione con l’Ordine dei Medici è importante per rafforzare la fiducia tra i cittadini nell’alta qualità dell’acqua distribuita da Veritas sul territorio – ha concluso Andrea Razzini, direttore generale di Veritas -. Va detto che l’acqua del rubinetto non offre solo vantaggi economici, ma proprio ambientali in quanto riduce il peso dei nostri consumi sull’ambiente. La bolletta idrica di Veritas è tra le meno care d’Italia, ma è proprio il nostro Paese che presenta bollette tra le più basse d’Europa: pari a cinque volte meno, ad esempio, di quelle della Danimarca che è al primo posto per i costi (e tassazioni ambientali) del servizio idrico, una leva che ha consentito di moderare i consumi e renderli molto più consapevoli.
Penso sia inevitabile che anche in Italia si debba aumentare l’at Un litro d’acqua, erogato da Veritas, viene a costare circa 0,0015 euro tenzione all’uso di questa risorsa mediante un suo rincaro. L’acqua del rubinetto dunque costa poco, ma, come tutta l’acqua dolce del mondo vale molto: consumare consapevolmente l’acqua del rubinetto è una scelta sicura e permette anche di ridurre i rifiuti da imballaggi di plastica, almeno se ci si trova a casa propria.”










































































