Un cammino di nove giornate, un bottino di nove punti. Media da retrocessione per il Vicenza in questa prima parte di campionato, un viaggio a singhiozzo che potrebbe sembrare preoccupante ma che invece tutto sommato non lo è. Merito delle migliorate prestazioni dei biancorossi nelle ultime due partite, anche alla faccia della sconfitta patita in casa con il Modena. Perché lo scivolone è avvento certo per dabbenaggine di un centrocampo sembrato bolso, ma è arrivato negli ultimi respiri di una gara condotta a tratti anche dominando i gialloblù emiliani ricchi di nomi altisonanti per la categoria. L’esame capolista arriva nel momento meno opportuno per un’operazione di rialzo morale e matematico ma l’essere subito sbattuti sul ring contro la più forte, il Palermo, può fare intravvedere qualche vantaggio.
Niente da perdere, tutto da guadagnare
A patto che il Vicenza sia quello visto contro l’Empoli e osservato con ghigno quasi orgoglioso per 89’ contro i Canarini. Potrà non bastare per portare legna a casa ma prima o poi certi errori la squadra dovrà pur imparare a non ripeterli. E allora ripassino sulle magagne: la più rognosa è l’incertezza della retroguardia: 17 reti incassate in 810 minuti, per tacer dei recuperi, è un assordante campanello d’allarme. La difesa mal supportata dai vicini di casa del centrocampo deve trovare velocità nelle chiusure e ancor più velocità nelle ripartenze. Ne beneficerebbero gli stessi residenti sulla linea centrale che meglio potrebbero servire le bocche da fuoco dell’attacco. Il tutto agitato non mescolato in una continuità ancora da trovare e la difficoltà di trasformare le buone prestazioni in punti.
La salvezza non è un sogno
Per il Lane la salvezza è – e lo sarà qualsiasi risultato maturi in Sicilia – un obiettivo alla portata, ma serve cambiare passo prima che il distacco dalle posizioni tranquille diventi consistente. Per tutto questo dovranno risultare fondamentali le scelte del tecnico alcune apparse di difficile comprensione, a posteriori, anche con il Modena.
Valga per tutti ad esempio l’utilizzo con il contagocce di Morra. Capitolo arbitraggio: le nuove disposizioni impartite dal designatore Orsato applicate pedissequamente dai soldatini chiamati a dirigere le gare sembrano scontentare tutti. Troppi cancellini passati su falli lampanti, cartellini dimenticati negli spogliatoi, scarsa comunicazione con i giocatori sono stati oggetti di scena anche al Menti martedì sera. Purtroppo in questo modo si inaspriscono gli animi tra i giocatori, si incattiviscono le partite e si regalano incazzature a nastro ai tifosi che proprio collegiali in gita non sono. A proposito di tifo ecco un’altra arma poderosa nelle mani del Vicenza Calcio.
Il dodicesimo uomo non tradisce mai

Contro il Modena erano presenti 11.021 spettatori, con 8.776 abbonati. Numeri che testimoniano quanto sia forte il legame tra la città e la squadra. Con questa realtà il Menti deve tornare a essere soprattutto un vantaggio sportivo. Realtà radicata ormai nella storia cittadina e della società sportiva. Lo testimonia in questi giorni il 60/mo compleanno del Centro di Coordinamento dei Club Biancorossi (Cccb) che gestisce 65 sodalizi di tifosi. Per questa occasione il Cccb si è regalato un volume. Un libro per un “amore organizzato”, perché ci sono storie che si raccontano attraverso azioni, gol risultati e classifiche, e altre che si scrivono sulle curve di uno stadio, sui pullman, tra bandiere striscioni, cori e amicizie che il tempo tempra e salda.
Scritto da Andrea Lazzari, Alessandro Lancellotti e Silvia Bon il lavoro intitolato “1966-2026, 60 anni di storia, tifo, passione” è stato presentato in Comune a Vicenza alla presenza del sindaco Giacomo Possamai, dell’assessore allo sport Leone Zilio, e dei rappresentanti del Centro di Coordinamento Clubs Biancorossi Emanuele Arena e Federico Pesavento. In oltre 200 pagine per i tipi di Editrice Veneta, riporta le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona le vicende calcistiche e umane del Centro È la storia e la passione di un’anima collettiva, che dal 1966 ad oggi non ha mai smesso di credere nei colori e nei valori che contraddistinguono il Coordinamento. Un pilastro fondamentale per la passione e unione di tutti i tifosi. Perché si sa: nella vita si può cambiare lavoro, città, moglie ma in nessun caso si tradisce la propria squadra del cuore.











































































