Come trasformare un materiale di rivestimento in parte integrante del progetto architettonico? È stato uno dei temi al centro del convegno “Forme, Tecnologie, Espressioni dei rivestimenti metallici in architettura”, organizzato a Milano da Zintek, l’azienda storica di Porto Marghera, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano e col Politecnico milanese. Docenti, architetti, ingegneri, imprese e studenti si sono confrontati sul ruolo dell’involucro edilizio e sulla necessità di creare un dialogo sempre più stretto tra formazione universitaria, progettazione, tecnologia e realizzazione.
Zintek e la quinta facciata

Al centro dell’incontro, coordinato dal professor Marco Imperadori e dall’architetto Valerio Tolve, anche le applicazioni dello zintek, materiale in zinco-titanio utilizzato in numerosi progetti architettonici. Particolare attenzione è stata dedicata alla copertura, definita da Imperadori una vera “quinta facciata” dell’edificio: non un elemento secondario, ma una componente fondamentale del progetto, capace di unire funzione tecnica ed espressione architettonica.
I progetti di Zintek a partire dal Grand Hotel Ampezzo di Cortina


Nel convegno sono stati presentati alcuni progetti realizzati con il coinvolgimento di Zintek, tra questi: il Grand Hotel Ampezzo di Cortina, la Scuola Primaria Tina Anselmi di Marcon, le Scuole Provinciali Professionali Marconi-Lévinas di Merano, la piscina comunale di Rimini e la palestra Tobagi di Bergamo. Spazio anche agli aspetti normativi, alla sicurezza delle coperture e alla certificazione professionale, oltre alle applicazioni più sperimentali del materiale nel rapporto tra arte, architettura e ricerca.
I premi ai professionisti





A conclusione della giornata, Zintek ha inoltre premiato i professionisti protagonisti di importanti opere realizzate in Italia, dal Padiglione Centrale della Biennale di Venezia al Davines Village, dall’UniCredit Pavilion al Prysmian Headquarters.





Il legame con Porto Marghera

L’iniziativa ha rappresentato anche l’occasione per raccontare la storia di Zintek e il legame con Porto Marghera, attraverso un’esposizione di materiali, pubblicazioni e immagini storiche dello stabilimento attivo dal 1936. Una storia di 90 anni, nel grande panorama dell’area industriale veneziana la Zintek è la quinta azienda creata e una delle pochissime sopravvissute a guerre, bombardamenti, rivoluzioni industriali, trasformazioni tecnologiche. Nata come Monteponi, collegata alla miniera in Sardegna, l’azienda passata nel tempo all’Eni è da più di trent’anni uno dei fiori all’occhiello del gruppo veneto Cordifin, dei fratelli Cordioli e che ha come amministratore unico Gianni Schiavon.
Il parere di Gianni Schiavon

«La qualità di un’opera nasce dalla capacità di mettere in relazione progetto, sviluppo tecnico, produzione ed esecuzione», è il messaggio emerso dalla giornata, che ha sottolineato il valore della collaborazione tra università, professionisti e imprese. Zintek conferma così il proprio impegno nella diffusione della cultura del costruire e nel confronto con il mondo della progettazione, della formazione e dell’innovazione.
Storia e cultura di Zintek

In concomitanza con il convegno, nella sala accanto all’Aula Rogers, Zintek ha allestito una piccola esposizione di materiali e pubblicazioni. Completavano la mostra alcuni pannelli sulla storia dello stabilimento di Porto Marghera, attivo dal 1936.
L’allestimento ha incuriosito studenti e professionisti, diventando un ulteriore luogo di confronto nel corso della giornata. Le immagini storiche raccontavano il legame di Zintek con Porto Marghera; i progetti hanno documentato l’evoluzione degli impieghi del materiale, mentre le pubblicazioni testimoniavano l’impegno dell’azienda nella formazione e nella diffusione della cultura del costruire.
Conoscenze diverse per un obiettivo comune

Il convegno ha confermato quanto sia importante creare occasioni in cui università, professionisti e imprese possano dialogare direttamente.
La qualità di un’opera non dipende solo dalla forza dell’idea iniziale né dalle prestazioni di un materiale. Nasce dalla capacità di coordinare progetto, sviluppo tecnico, produzione ed esecuzione, facendo lavorare insieme persone con competenze differenti.
Portare questo confronto all’università ha un valore diverso per ciascuno: per gli studenti significa conoscere la reale complessità del processo costruttivo; per i professionisti è un’occasione di aggiornamento e di scambio; per le aziende è l’opportunità di condividere il sapere tecnico maturato sul campo e di contribuire a una cultura progettuale comune.
È in questo spazio di collaborazione che forma, tecnologia ed espressione smettono di essere concetti separati e diventano parti di una stessa architettura.













































































