L’uomo ragno che si perde al supermercato, l’Annunciata di Antonello da Messina che si trasforma nella Madonna del cannolo, la solennità dell’ultima cena interrotta dall’ultimo selfie. Surreali e gustose provocazioni di Giuseppe Veneziano, uno dei massimi esponenti della New Pop italiana e internazionale e del gruppo Italian Newbrow. Nato nel 1971 a Mazzarino (Caltanissetta), si è laureato in architettura a Palermo stabilendosi poi a Milano per dedicarsi completamente alla pittura. E mentre la città lagunare sta perdendo inesorabilmente i suoi abitanti, lui è stato un autentico Veneziano a Venezia.
Il New Pop a Venezia

Il 28 maggio scorso ha illuminato le pareti di Palazzetto Pisani splendido edificio affacciato sul Canal Grande. Proprio qui si è conclusa, dopo le tappe di Milano e Bologna, la prima trilogia di Pop Bites, rassegna ideata e curata da Giorgio Chinea Canale e promossa dal collezionista e mecenate Francesco Noto di FGN Consulting. Arte non solo da vedere, ma da assaggiare e gustare letteralmente a morsi. Venezia si addice alla cultura pop, lo dimostra la straordinaria serata inaugurale, pubblico numerosissimo a conferma dello spessore di questo linguaggio altamente seduttivo.
L’intervista a Giorgio Chinea Canale e il New Pop

Ne abbiamo parlato con l’artefice dell’iniziativa Giorgio Chinea Canale, gallerista e studioso d’arte con una linea curatoriale molto attenta alle dinamiche espressive contemporanee. Un faro acceso sulle nuove tendenze come abbiamo visto anche nella bella mostra organizzata tempo fa a Cortina d’Ampezzo al Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi.
Venezia ha ospitato il terzo appuntamento della rassegna Pop Bites chiudendo in bellezza la trilogia dopo le tappe di Milano e Bologna con una personale di Giuseppe Veneziano, dieci opere dedicate al food e una performance ispirata ad Alberto Sordi. Che significato ha per te la corrente New Pop?

“Se io fossi una corrente artistica contemporanea sarei indubbiamente New Pop. Perché come me è figlio della mia generazione, si sviluppa infatti tra gli anni ‘80 e ‘90 del secolo scorso, gli anni più felici e colorati del ‘900 che mi hanno visto crescere come un “ragazzo fortunato” pieno di gioia, bonheur e positività. Mi piace perché da un punto di vista superficiale rispecchia in pieno quei sentimenti di estro e giocosità tipici di quegli anni, “molto visual” e dinamici.
Se penso agli spot televisivi o ai videoclip musicali, erano un continuo rimescolamento iconologico e iconografico, sperimentali e vorticosi proprio come il New Pop insegna. Se andiamo a fondo però, spesso il Neo Pop porta con sé l’intelligenza e insieme l’ironia per lanciare messaggi più acuti e profondi che personalmente mi conquistano di continuo. Come delle stratificazioni con cui l’autore gioca insieme al pubblico per colpirci, a volte provocarci, ma soprattutto farci ragionare!
Il linguaggio di Giuseppe Veneziano sorprende per ironia, intelligenza surreale, attualità delle composizioni

“Giuseppe Veneziano è un grande Maestro del nostro tempo, io sono certo che la storia dell’arte troverà un posto per lui nella sua antica e secolare tradizione. È un artista apprezzato, collezionato e soprattutto, come i più grandi, molto copiato. È pungente e perspicace e allo stesso tempo acuto e delicato, conosce la classicità, la celebra e allo stesso tempo la contamina con i fatti di cronaca più attuali e sconcertanti. Lo adoro, perché in questo è molto Dandy: Charles Baudelaire e Arthur Rimbaud lo avrebbero apprezzato e reso un protagonista dell’estetica decadentista al grido di “Épater la bourgeoisie!” Ne sono certo”.
Oltre che sbalordire, secondo te l’arte possiede ancora il potere di salvare il mondo sempre più sommerso da situazioni conflittuali drammatiche?

“Io non lo so dove stiamo andando a finire. Faccio molta fatica, a livello umano. La situazione geopolitica e conflittuale che stiamo attraversando è sempre più tosta e l’arte ne risente! Sono tempi duri e paralizzanti. Io sono spaventato e meno incline al sorriso. L’unica cosa che so è che la bellezza dell’arte, la poesia e i buoni sentimenti che in primis ci metto sempre nel lavoro, mi fanno continuare a sognare e a ben sperare. E spero soprattutto che questi miei sentimenti gentili possano sempre essere condivisi e apprezzati da chi mi conosce e anche da chi banalmente incontro per la strada. Oggi ci vuole gentilezza. Ora più che mai!”.
Venezia è sempre il luogo giusto? Anche per il New Pop?

“Venezia è certamente il luogo giusto per questo messaggio che facciamo anche nostro. Una specie di armonia tra le persone che si è manifestata all’inaugurazione di Palazzetto Pisani, edificio vicinissimo al Conservatorio Benedetto Marcello. In tema alla trilogia Pop Bites il percorso espositivo di Giuseppe Veneziano era interamente dedicato al food. Il cibo come simbolo culturale e strumento critico. Otto tele e due sculture dal suggerimento iconico e attuale come lo strepitoso Pandoro Gate e una vera chiusura conviviale grazie al Risotto alla Veneziano. L’anno scorso l’artista mi ha stregata con un’opera dove Biancaneve si trasforma nella regina Grimilde, apparenza e realtà che induce lo spettatore ad interrogarsi sul mondo tra ironia e disincanto.
Così ho approfittato per fotografarlo davanti alla sua Blue Banana. In inglese “The Blue Banana” è un termine utilizzato per indicare la dorsale economica e demografica dell’Europa occidentale, si ispira alla sua forma curvata e al colore blu dell’Unione Europea. Giuseppe Veneziano nel 2021 ne ha realizzata una gigantesca installata a Pietrasanta in Toscana. Questa è la sua doppia anima, propositiva e dissacrante, come la performance di Palazzetto Pisani: Sedia con corpo adagiato, omaggio alla celebre scena dedicata alla Biennale raccontata da Alberto Sordi nel film Le vacanze intelligenti. Una riflessione puntuale sul significato dell’arte alla luce del grande dibattito culturale dopo le dimissioni in blocco quest’anno della Giuria Internazionale con l’idea di lasciare al pubblico il compito di assegnare i Leoni. Decisione che prima della chiusura di novembre promette senza dubbio ulteriori sorprese”.
Venezia adotta il New Pop

Intanto a Venezia sono state lanciate le basi per prospettive culturali innovative perché quando l’arte emoziona nascono progetti importanti. FGN FOUNDATION intende valorizzare e sostenere l’arte contemporanea e gli artisti emergenti.
Abbiamo chiesto a Giorgio Chinea Canale come si pone questa iniziativa nel panorama culturale contemporaneo

“Che fortuna per me aver conosciuto Francesco Noto e la sua forte e brillante realtà. FGN Consulting segue e sponsorizza le mie attività artistiche dai tempi della grande mostra di Cortina d’Ampezzo e da lì non ci siamo mai lasciati. Una fortuna enorme per un curatore e per tutti i nostri artisti avere da oggi la possibilità di contare anche su una fondazione. Un qualcosa che va oltre l’immaginazione e la più sincera e sempiterna gratitudine. Qualcosa di immenso che oggi ha più a che fare con l’emozione della storia, Il grande mecenatismo, le signorie, il rinascimento, ossigeno puro e la possibilità di realizzare arte in squadra e insieme, un sogno.
Condividere con Francesco, che ormai è più che un amico la passione per questa corrente artistica lo ha portato all’idea di aprire una fondazione che opererà tra Milano e Londra. La novità che posso darti in anteprima è che in autunno aprirà una sede a Milano e sono certo che sarà la nuova grande casa del Neo Pop internazionale! Ti aspettiamo all’opening Elisabetta. Si prospetta un autunno decisamente interessante. Grazie per questo invito imperdibile Giorgio!”.








































Dott.ssa Elisabetta, divertente e brillante questa mostra dell’artista Giuseppe Veneziano che Lei colloca nella, corrente?, New Pop italiana. Pur non essendo un esperto d’arte ho trovato piacevoli le immagini delle opere esposte, anche perchè in qualche modo conoscevo i riferimenti delle opere definite Originali. Leggendo l’articolo e guardando le fotografie mi è venuta in mente la parola Parodia. Infatti si riprende un tema noto a tutti e viene riletto in forma satirica, burlesca, umoristica, ma forse anche in senso critico. Nella musica lirica questa pratica era molto comune all’inizio dell’Ottocento. Per fare una Parodia è necessario conoscere il modello originale e da quello se ne può ricavare una lettura critica che dia un senso nuovo e attuale alla realtà. Mi è piaciuto anche l’uso dei colori nelle opere di Giuseppe Veneziano anche perchè la lettura critica del nuovo lavoro è facilmente comprensibile da tutti, appunto perchè è pop, popolare.