Monitorare i flussi di rifiuti dal conferimento al recupero è lo strumento imprescindibile che permette massima trasparenza ed efficacia dei servizi di gestione. Veritas, la multiutility che serve il territorio della città metropolitana di Venezia e alcuni comuni del trevigiano, è stata la prima in Italia a tracciare le principali filiere della raccolta differenziata, il suo metodo fa scuola e nei giorni scorsi questo modello efficiente e ormai consolidato è stato al centro del seminario promosso ad Oriago di Mira, insieme a De Materia, la società che collabora per la raccolta e gestione dei dati.
Mariotto (Utilitalia): tracciabilità come garanzia di trasparenza

“Il monitoraggio e la verifica dei dati di avvio a riciclo dei flussi dei rifiuti rappresenta un elemento fondamentale per la rendicontazione degli obiettivi europei, che sono fissati sull’effettivo recupero di quanto raccolto e non più sulla sola raccolta differenziata, a a beneficio dell’intera filiera (produttori, gestori del ciclo, impianti di trattamento, consorzi EPR, le autorità di settore e gli enti di controllo) – ha sottolineato Luca Mariotto, direttore Settore Rifiuti di Utilitalia, la federazione delle multiutilities italiane -. In questo modo gli operatori sono stimolati a tracciare in maniera certificata i propri flussi per dare evidenza del loro corretto trattamento a tutti i portatori di interesse, in un’ottica di trasparenza e di applicazione delle migliori pratiche.
Si tratta di uno strumento di miglioramento continuo per tutte le fasi di controllo e di monitoraggio dei dati a beneficio dell’intera filiera, inclusi gli impianti di trattamento. La nuova edizione della Prassi di Riferimento UNI/Pdr 132:2025 sviluppata in oltre 3 anni di lavoro da Utilitalia e altri operatori del comparto all’interno della normazione UNI rappresenta un punto certo per raggiungere un obiettivo fondamentale della funzione di servizio pubblico delle imprese associate: dare evidenza di quanto l’impegno dei cittadini per una corretta gestione dei propri scarti è supportato da una corretta raccolta e da un modello industriale di gestione, in grado di garantire un effettiva seconda vita ai rifiuti nel rispetto della gerarchia gestionale nel percorso verso il raggiungimento degli obiettivi dell’Economia Circolare.”
Razzini (Veritas): cittadini fondamentali contro abbandono incontrollato dei rifiuti

“Una organizzazione che deve soddisfare un pubblico servizio essenziale, come la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti o come la pulizia e lo spazzamento delle Città, deve conoscere bene dove e come gestire i rifiuti che i cittadini producono e conferiscono – ha detto nel suo intervento Andrea Razzini, direttore generale di Veritas -. Tracciare i rifiuti è rilevante e necessario soprattutto per favorirne riciclaggio e recupero. Tuttavia molte persone non badano all’ambiente e adottano comportamenti molto negativi, producono e abbandonano rifiuti in maniera indiscriminata e questo nuoce a tutti. Rispettare l’ambiente significa essere coscienti che esso non va compromesso e inquinato da ogni singolo individuo. Comportarsi secondo regole per qualcuno è uno sforzo persino se le regole sono a salvaguardia dell’ambiente dove tutti viviamo. Bisogna invece riuscire a capire che il singolo individuo è determinante in particolare proprio per la produzione e il conferimento dei rifiuti o il decoro urbano.”
Berardi (Laboratorio Ref): migliore qualità dell’acqua e riduzione perdite

“Non è possibile migliorare ciò che non si può misurare quindi misurazioni e lettura dei dati sono alla base degli indicatori di qualità tecnica che ARERA ha voluto introdurre per valutare la qualità del servizio idrico integrato e i suoi impatti ambientali – ha affermato Donato Berardi, direttore di Laboratorio Ref ricerche -. Dalle perdite idriche, alla qualità dell’acqua potabile erogata, alla gestione dei fanghi, sino alla qualità delle acque depurate restituite nell’ambiente. Con l’aggiunta più di recente anche di un indicatore per misurare lo stesso idrico a cui i territori sono sottoposti, causato dai tutti gli utilizzatori, dunque anche dall’industria dall’agricoltura.
Gli indicatori descrivono i progressi compiuti dal sistema industriale negli anni. Si riducono le perdite e le interruzioni del servizio, migliora la qualità dell’acqua erogata e la gestione delle fognature, si riduce la quantità di fanghi portati in discarica, mentre più lenti sono i progressi nella depurazione delle acque. In sintesi? Il sistema industriale avanza ma le sfide del cambiamento del clima e degli inquinanti emergenti impongono un impegno a misurare sempre meglio e sempre di più.”
Da Villa (De Materia): tracciate 10 filiere, il 95% delle 534mila tonnellate di rifiuti raccolti da Veritas


Da oltre un decennio Gruppo Veritas, in collaborazione con lo studio di Ingegneria De Materia Società Benefit, traccia e monitora i flussi delle principali filiere del recupero dei rifiuti urbani comunicandone i risultati alle amministrazioni servite e ai cittadini.
“Si tratta di un impegno continuo per la trasparenza della gestione che nel 2024 ha interessato ben 10 filiere che costituiscono il 95% delle 534.000 tonnellate di rifiuti raccolti in 45 comuni dell’area metropolitana veneziana – spiegato Ezio Da Villa, amministratore della società De Materia -. Parliamo di vetro, carta, plastiche, metalli, legno, ingombranti, organico, verde e ramaglie, rifiuto residuo e rifiuti da spazzamento stradale. Per queste frazioni merceologiche, il sistema di tracciabilità è in grado di certificare, tramite il controllo di un ente terzo indipendente, le quantità raccolte, gli effettivi conferimenti a impianti di trattamento del gruppo o esterni e la quantità di materia effettivamente recuperata, avviata a riciclo o convertita in energia.
A seguito dell’iniziativa di Utilitalia che ha portato alla pubblicazione della Prassi di Riferimento UNI/PdR 132:2022, aggiornata nel 2025, la tracciabilità veneziana segue ora le linee guida per il monitoraggio e la verifica dei flussi di rifiuti urbani ai fini della rendicontazione per il calcolo degli obiettivi di riciclaggio, indicate dall’Ente Italiano di Normazione.”
Il modello di Eco+Eco per recupero materia prima ed energia dai rifiuti

Le attività integrate di Eco+Eco | Ricicla e Valorizza, società controllata di Veritas Spa, permettono di rendere complementare il recupero di materia prima seconda e di energia come binomio fondamentale per i processi di economia circolare avanzata – ribadisce Massimo Zanutto, amministratore delegato di Eco+Eco-. Il nostro obiettivo principale, grazie anche alla sinergia tra impianti e aziende locali, è migliorare la gestione dei flussi dei rifiuti urbani e speciali derivanti principalmente dal territorio servito dal Gruppo Veritas. Tra gli scopi c’è quello di raggiungere e superare, come già avviene, gli obiettivi di riciclo e recupero definiti dalle normative europee e nazionali, con particolare attenzione ai rifiuti da imballaggio, garantendo la qualità richiesta per la produzione di materie prime seconde ed End of Waste.”
Superati in anticipo da Veritas gli obiettivi di riciclo europei 2030
I risultati sono tali da poter affermare, con evidenza documentale, che gli obiettivi fissati dall’Unione Europea al 2030 in materia di economia circolare sono stati raggiunti e abbondantemente superati da Gruppo Veritas.
L’importanza delle conoscenze sviluppate in 12 anni di pratiche gestionali e industriali merita quindi di essere divulgata e condivisa con altre realtà del territorio veneto e nazionale, al fine di stimolare un confronto – sia sul piano metodologico che su quello dei risultati – tra aziende impegnate sugli stessi percorsi di trasparenza informativa.
Grandin (Veritas): 113 milioni di metri cubi di acqua potabile e depurati 95 milioni di metri cubi di reflui

“L’esperienza maturata nell’ambito dei rifiuti è stata estesa dal 2021 anche al servizio idrico integrato, permettendo di tracciare tutte le fasi che garantiscono l’acqua potabile nelle città e la sua restituzione ai corpi idrici superficiali – ha precisato Simone Grandin, direttore Servizio idrico integrato Veritas -. Si tratta di 113 milioni di metri cubi di acqua di falda o di fiume, 95 milioni di reflui depurati, 11 mila tonnellate di reagenti impiegati, 47 mila tonnellate di rifiuti gestiti, 82 milioni di kWh impiegati per garantire gli emungimenti, la distribuzione e la depurazione.
La gestione pubblica dell’acqua, infatti, non è solo un fatto industriale o economico, essa assume sempre più anche un ruolo sociale e culturale legato ai nuovi paradigmi universali della sostenibilità e della circolarità nel prelievo sostenibile del capitale naturale. Per queste ragioni, il gestore dell’acqua deve svolgere un ruolo attivo nella disseminazione di contenuti volti a promuovere comportamenti virtuosi da parte degli utenti-cittadini, orientandoli verso un uso più razionale e consapevole del patrimonio idrico.”
Cornaviera (Viveracqua): miglioramento della qualità del servizio

“Il sistema regolatorio definito da ARERA ha il pregio di rendere possibile il confronto delle gestioni nazionali sulla base di criteri generali validi per tutti – ha aggiunto Massimo Cornaviera, direttore tecnico del Consorzio Viveracqua -. I gestori idrici associati a Viveracqua, già da tre anni, aggregano i risultati della regolazione della qualità tecnica per creare un quadro di insieme rappresentativo dell’intero territorio veneto in modo da poterlo anche confrontare con le altre gestioni nazionali.”
Valentini (Veritas): per efficaci strategie di sostenibilità

La sfida nel realizzare la tracciabilità dei servizi pubblici è trasformare i meri dati raccolti in informazioni in grado di orientare le scelte migliori per l’attuazione di un modello sempre più sostenibile riducendo al minimo l’impatto ambientale.
“I dati sono singole unità informativa, ma diventano utili quando sono raccolti e analizzati sistematicamente – ha concluso Laura Valentini, Servizio sostenibilità, ambiente e sicurezza Veritas-. L’informazione, a differenza del dato, è il risultato elaborato e significativo che si ottiene dall’analisi. E’ quindi ciò che emerge quando i dati vengono interpretati e messi in un contesto. Questa trasformazione è l’obiettivo che ci poniamo per applicare le più efficaci strategie di sostenibilità”. Valentini, in quanto coordinatrice di un gruppo di lavoro del consorzio Viveracqua, ha sottolineato infine l’importanza e il valore aggiunto del lavorare insieme. “Chi lavora da solo raggiunge l’obiettivo, ma chi lavora in squadra cambia lo scenario.”













































































