L’attrice e direttrice artistica del Milano Golden Fashion GRACIELA SÁEZ, ha sfilato alla Mostra del Cinema di Venezia con un abito bianco firmato dalla designer Thelma Muñoz, trasformando la moda in un’espressione di identità e orgoglio argentino in occasione della première di Ritorno a Buenos Aires, diretto da Marco Bechis. Alla presentazione erano presenti il regista e gli attori Adriano Giannini, Marcelo Chaparro e Adrián Fondari.
Graciela Saéz testimonial del film di Bechis


Il film affronta le profonde ferite lasciate dalla dittatura militare argentina attraverso la storia di Mariano Guerra, un uomo che torna a Buenos Aires dopo decenni trascorsi in Italia, per testimoniare contro i militari che lo hanno sequestrato e torturato. Un racconto dedicato alla memoria, alla ricerca della giustizia e alle tracce che la repressione lascia in coloro che sono sopravvissuti. Tra gli ospiti era presente anche il campione di calcio argentino Javier Zanetti, a lungo protagonista del calcio italiano, accompagnato dalla moglie Paula. In questo contesto, la presenza di Graciela Sáez ha assunto un significato particolare.

Graciela Saéz e quell’abito indossato come messaggio

Sáez ha calcato il red carpet indossando un abito bianco con una scritta che non è passata inosservata: “Las Malvinas son argentinas”. La creazione è stata ideata da Graciela Sáez e realizzata dalla designer Thelma Muñoz, trasformando l’abito in qualcosa di più di una semplice scelta di stile per un’occasione internazionale. Il vestito è diventato un vero e proprio strumento di espressione portando su uno dei più importanti palcoscenici cinematografici internazionali un messaggio profondamente legato all’identità, alle radici e al sentimento argentino.
Bechis, Nuss, Cohen vicini a Graciela Sáez



La scelta della frase nasce dalla volontà di utilizzare la moda come forma di comunicazione. Invece di limitarsi ad accompagnare una presenza sul red carpet, Sáez ha scelto di rendere visibile, attraverso il proprio abito, un sentimento di appartenenza e di orgoglio per le proprie radici argentine. Il messaggio ha inoltre suscitato una reazione immediata tra diverse rappresentanti del cinema argentino presenti a Venezia. Le attrici Olivia Nuss, Ana Celentano, Verónica Gerez e PaulaCohen, riconoscendo la scritta sull’abito, si sono avvicinate a Graciela Sáez per esprimerle personalmente il proprio sostegno. L’incontro si è trasformato così in un momento di emozione e orgoglio condiviso, riunendo diverse donne argentine presenti alla Mostra attorno a un simbolo comune di identità e appartenenza.
Ma cosa rapresentano le Malvines?

Quelle che in Italia chiamiamo Isole Falkland, in Argentina si chiamano Islas Malvinas. È un arcipelago dell’Atlantico meridionale a circa 400 km dalle coste della Patagonia, formato da due isole principali – Falkland Est / Isla Soledad e Falkland Ovest / Gran Malvina – e da più di 700 isolotti.
E’ una delle dispute di sovranità più lunghe al mondo:

La versione argentina: l’Argentina rivendica le isole per storia e per diritto, sostenendo che nel 1833 il Regno Unito le ha occupate, espulse le autorità argentine e instaurato una situazione coloniale. Nella Costituzione argentina le Malvinas sono considerate parte integrante del territorio nazionale.
La versione britannica: il Regno Unito le amministra ininterrottamente dal 1833 come Territorio d’Oltremare britannico. Gli abitanti, circa 3.500 kelpers di origine britannica, nel referendum del 2013 hanno votato quasi all’unanimità per restare britannici. La tensione è esplosa nella Guerra delle Falkland / Guerra de las Malvinas: tra aprile e giugno 1982 la dittatura militare argentina sbarcò e occupò le isole per cercare consenso popolare, il Governo della Thatcher reagì militarmente e vinse. Morirono 649 argentini, 255 britannici e 3 civili. Da allora è un mantra nazionale argentino: “Las Malvinas son argentinas” – lo vedi sugli striscioni allo stadio, sui muri, a scuola. Anche ai Mondiali del 2026 i giocatori argentini hanno festeggiato con uno striscione “Le Malvinas sono argentine”. È un modo per dire: non è solo politica, è identità.
“Ritorno a Buenos Aires”

Sfilare alla prima di un film così simbolico con un abito con quella scritta si lega al contesto del fillm come rivendicazione nazionale contro quello che molti argentini percepiscono come colonialismo ancora esistente, calcando il momento politico attuale: il presidente Javier Milei ha appena rilanciato il tema dicendo “le Malvinas sono argentine per storia e per diritto e non c’è discussione”, mentre Londra risponde “sono e saranno britanniche”.












































































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